Apriamo tutti quel cassetto

Sabato 7 Gennaio 2012 da ’ La Gazzetta del Mezzogiorno ’

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A Bari un pensionato di 74 anni si è ucciso lanciandosi dal balcone: l’Inps gli aveva comunicato che doveva restituire 5 mila euro ricevuti in più per errore negli anni. A Catania un imprenditore si è tolta la vita: non voleva licenziare dipendenti della sua azienda. A Napoli un dirigente di Equitalia è morto lanciandosi dal 15mo piano. A Trani il titolare di un’azienda di climatizzatori si è lasciato andare con una corda al collo nel suo box auto: pare fosse nelle mani dell’usura. Qualche tempo fa nel Brindisino un giornalista aveva deciso di finirla dopo aver visto svanire il suo ennesimo impiego precario. Dal Nordest sono giunte nei mesi scorsi notizie di altri suicidi tra le fabbrichette con le macchine ferme.
 LE LUNGHE OMBRE DELLA CRISI Solo la pietà induce a ricordare tutto insieme questo triste elenco. E il pensiero del dramma e dell’angoscia che accompagnano ogni povera vita che se ne va. Ma occorre purtroppo ripercorrere questa Spoon River, come il poeta americano Edgar Lee Masters intitolò il suo straziato itinerario di esistenze perdute. Occorre per evitare che l’elenco s’ingrossi, che le lunghe ombre della crisi spazzino ancòra chi non ce la fa, che l’incubo si diffonda travolgendo i più deboli non solo nella miseria temuta ma anche nel gesto estremo di chi ritiene che non valga la pena continuare. Perché il timore è che saranno sempre di più quelli che non sapranno come fare. Saranno sempre di più quelli che non sapranno fare altro che, con la fiducia, abbandonare anche la speranza. Quelli che nel buio non vedranno più una luce.
 Eppure in questa Italia spaventata occorre mettere in campo la retorica del coraggio. Ricordare il Machiavelli secondo cui occorre trasformare gli stati di difficoltà in opportunità. Ricordare che, nonostante tutto, siamo lontani da quel dopoguerra di macerie in cui ci mancava anche dove dormire. Ricordare il fremito di energia e di forza silenziosa col quale cominciammo a ricostruire un grande Paese. Ricordare il barista che pensava di mettersi in proprio, la massaia che si affaccendava in lavoretti per i conoscenti, l’operaio coi soldi da parte per comprarsi la casa, i ragazzi che studiavano più di quanto non avessero potuto i loro padri, il meccanico che aveva la grande idea e diventava industriale. Occorre ricordare quei cappotti rivoltati e quegli occhi pieni di futuro.
 Sempre, quando abbiamo visto tutto crollare attorno a noi, la nostra anima contadina ha reagito con la semina più che con l’abbandono della terra. Sempre i nostri vecchi hanno piantato l’albero che non avrebbero visto crescere. Da sempre il popolo di formiche di Puglia trasforma una terra di pietre in un giardino. E nell’ora più cupa, più che strapparci i capelli, nei nostri paesi e nelle nostre città ci siamo sempre stretti per farci forza, abbiamo evitato di guardare indietro.
 UNA MANO TESA Asfaltata dai moderni anonimi condomìni la cultura del vicinato, dissolto quel fiato che non ci faceva mai rimanere soli, scatta ancòra una volta la rete di protezione delle famiglie, con i nonni bastone della giovinezza dei nipoti. E scatta la meravigliosa rete di solidarietà senza volto, quella lontana dalla beneficienza dei concerti in visone o dalla raccolta fondi dei tornei di burraco. Ma il governo acceleri con gli ammortizzatori sociali che non facciano diventare un cupo calvario ogni possibile perdita di lavoro. E se chi rischia di scivolare verso il gesto estremo ha bisogno di una parola e di una mano, chi può non arrivi cinque minuti dopo.
 Siamo già riusciti nell’impresa più difficile, riconquistare la dignità che ci spetta nel mondo. Pur fra le lacrime e sangue, continuiamo ad avere i mezzi per tornare il Paese da tutti invidiato, quel prodigio di inventiva, buon gusto, stile, cultura, in una parola di bellezza senza pari altrove. E proprio quando la triste scienza dell’economia sembra una botola sotto i piedi, proprio allora si possono tirare dai cassetti idee dimenticate, si possono tenere i negozi sempre aperti, si può consentire agli avvocati principianti di avere meno guadagno e più clienti, si possono vendere proprietà statali lasciate alle ragnatele, si possono impacchettare meglio leccornie alimentari, si può andare su Internet e vedere quante cose si possono fare non emigrando ma restando al Sud.
 Si deve però ricordare che la vita ha sempre un senso anche quando sembra che un senso non ce l’abbia. E che, evangelicamente, questa vita è fatta così, si cade sette volte per rialzarsi otto.