Evviva ’ Immaturi ’ il regista è davvero diventato maturo

Sabato 7 Gennaio 2012 da ’ La Gazzetta del Mezzogiorno ’

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IMMATURI. IL VIAGGIO – di Paolo Genovese. Interpreti: tutti citati nel testo. Commedia, Italia, 2011. Durata: 1h 50 minuti.
 
Altro che CinePanettoni andati a male. Questo <Immaturi. Il viaggio> è un CineBefana di un’allegria contagiosa, leggero come una brezza, garbato come una carezza. Laddove si racconta di uno squinternato quanto affiatato gruppo di ex compagni di liceo che si vanno a fare insieme il viaggio non fatto allora, dopo la maturità: quell’esame di maturità che nel primo episodio li avevamo visti tutti costretti a ripetere molti anni dopo per un disguido burocratico.
 Ma le pur accorsate rimpatriate non si dovrebbero fare perché, quando ci si ritrova, ci si ritrova cambiati e, quasi sempre, peggiorati. Con la macchina del tempo che non mette più in campo le giovanili promesse del futuro, ma le disillusioni più attempate del presente. Con pur fresche famiglie in cui, più che la vita, si dividono spese e noia. Con amori sfiatati, sogni non realizzati, infantilismi inappagati. E un segno inequivocabile del cambiamento: prima i nostri eroi si scambiavano lo spinello, ora si scambiano un più banale panino.
 Eccoli così nell’isola greca di Paros tutta mari incantati, tramonti mozzafiato, stradine civettuole, tentazioni erotiche. Sono Giorgio (Raoul Bova) marito di Marta (Luisa Ranieri), Lorenzo (Ricky Memphis) fidanzato di Luisa (Barbora Bobulova) che lo libera dalle grinfie casalinghe di papà (Maurizio Mattioli) e mamma (Giovanna Ralli), Piero (Luca Bizzarri) che si inventa moglie e figlio per non impegnarsi ma poi cadrà nella rete della prima strafighetta incontrata. E poi Virgilio (Paolo Kessisoglu) alla ricerca di quel bacio non dato a Eleonora (Anita Caprioli) coraggiosamente in lotta con un tumore, e Francesca (Ambra Angiolini) cleptomane da vacanza che ha parcheggiato il suo ragazzo pur di stare (mezza trascurata) con i vecchi amici.
 Così si dipana il racconto del gruppo, più scanzonato che comico. Con un coinvolgente gioco di squadra cinematografico. E un gioco di coppie che incrocia tradimenti veri o presunti, sensi di colpa, felicità e infelicità, perfino la malattia. In fondo tutti immaturi pur avendo fatto la maturità due volte, e del resto il viaggio è sempre un itinerario alla caccia di una maturità che (per fortuna) non si raggiunge mai.
 Accompagnato da una colonna sonora indovinata (con Daniele Silvestri filo conduttore), il bravo regista Paolo Genovese ha confermato come si possa fare cinema divertente ma non becero, come si possa prendere il pubblico senza una parolaccia, come si possa tentare qualche profondità di temi pur restando in superficie. Una prova (im)matura.