Lo scontrino questo fantasma

Sabato 14 gennaio 2012 da la ’ Gazzetta del Mezzogiorno ’

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La prima regola per lo scontrino è come quella per il giornalismo. Mai diventare amico di chi te lo dovrebbe rilasciare, come nel giornalismo non bisogna mai diventare amici di chi devi sbattere in prima pagina. Perché in Italia l’amicizia non è una forma di rispetto reciproco, è una forma di complicità reciproca. Per lo scontrino contro il nemico pubblico numero uno: lo Stato. Per il giornalismo contro il diritto pubblico numero uno: sapere. Ma quando sei amico, come si fa?
 Tanto per cominciare, il soggetto da scontrino è sempre uno che piange miseria, come fanno mediamente due italiani su tre. Chi ha mai incontrato qualcuno che abbia mai detto, va tutto bene affari compresi, lo segnali sùbito per l’intervista del secolo. Il massimo che dirà sarà, non ci possiamo lamentare, e col massimo dispiacere. Campione in questo il commerciante: un po’ per scaramanzia, un po’ perché non potersi lamentare potrebbe significare poco poco che è ricco, quindi bersaglio di tutto. Ma infine perché, se non si può lamentare, lo scontrino non lo fa?
 FESSI E DRITTI DELLE TASSE Il problema è che lo scontrino non è un dovere da parte di chi lo deve emettere, ma una forma di ostilità da parte di chi lo chiede. Se lo scontrino non lo puoi scaricare dalle tue tasse, me lo chiedi perché ce l’hai con me. Quindi sei socialmente pericoloso. Lungi dal commerciante condividere la bislacca teoria del presidente Monti: chi non fa lo scontrino, quindi non paga le tasse, mette le mani nelle tasche di tutti quelli che lo devono ricevere. Cioè di quelli, si presuppone, che le tasse le pagano. E che ne pagano tante più quanto meno ne pagano gli altri.
 Lasciamo stare chi ti vende un gelato: l’ultimo che rilasciava scontrini è finito alla neuro perché parlava da solo. Lasciamo stare quelli coi tavolini fuori dal bar: un pezzo di carta con una cifra sbarrata sopra e un’altra minore sotto, ti ho fatto un trattamento di favore, non ti verrà in mente di chiedermi lo scontrino. Lasciamo il banchetto della bibita in strada, non dovrebbero neanche vendertela. E lasciamo stare il lavaggio rapido dell’auto o la tintoria, hanno sempre un’aria da mensa dei poveri.
 Ma c’è il parrucchiere che, tra un “la trovo bene signora”, un “tutto bene a casa?”, un “questo è un prezzo speciale solo per lei”, se la signora chiede lo scontrino non ha capito niente ed è una carogna. C’è il fruttivendolo che ti fa scegliere e ti dice ruffiano, lei mi deve far litigare con gli altri clienti, se gli chiedi lo scontrino la prossima volta ti infila una pera marcia. C’è quello tutto sudato dell’acqua a domicilio, gli devi dare la mancia altro che scontrino. C’è quello della pizza sprint, non basta che sono venuta a portartela, ma se chiedi lo scontrino la prossima volta è meno sprint.
 MIRACOLO A CORTINA Il mancato scontrino è anche una forma di compromesso fra il tuo diritto a essere servito e il tuo privilegio a essere servito con una strizzata d’occhio. Nel Paese in cui la legge non è uguale per tutti, ma è più uguale per chi non chiede lo scontrino. Una forma di autodifesa collettiva che fa dimenticare che chi non fa lo scontrino circola per le strade a spese tue, va alla Asl a spese tue, si gode un giardino a spese tue perché non contribuisce alle spese collettive. Perché in questo Paese il moroso del condominio è moroso, il moroso con lo Stato è un mito.
 Ci sono poi quelli mezzo dritti, quelli dello scontrino con l’auto-sconto, ma se ho speso cento euro perché me ne batte ottanta? E giù il pianto greco delle tasse, sono un fesso a non chiudere, lo faccio anche per affetto verso i miei clienti. E invece è un dritto intero che non solo non chiude ma il suo affetto per i clienti è pari all’affetto di un interista per uno juventino. Ci sono quelli col radar incorporato che battono lo scontrino appena vedono una faccia poco raccomandabile di rispettoso dello Stato. C’è quello che batte tutto tranne l’ultimo tasto che fa uscire lo scontrino. E c’è quello che ti dà uno scontrino che senza un telescopio non vedrai mai la scritta “non valido ai fini fiscali”.    
 Ci sono infine quelli miracolati che da un giorno all’altro battono il 400 per cento in più di scontrini, perché in giro ci sono gli ispettori dell’Agenzia delle entrate che portano fortuna ai loro incassi. E’ successo a Cortina. Ma chissà perché tutti sono convinti che il miracolo possa ripetersi anche altrove.
 (Ultimissima. Per la prima volta l’altro giorno ha battuto lo scontrino il fioraio del box in strada).