E' la Streep

Sabato 4 Febbraio 2012 da la " Gazzetta del Mezzogiorno "

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THE IRON LADY – di Phyllida Lloyd. Interpreti: Meryl Streep, Jim Broadbent. Storico-biografico, Gran Bretagna, 2011. Durata: 1h 38 min.
 
Questa Margaret Thatcher altrimenti detta “The iron lady”, la signora di ferro, non è stata una signora qualsiasi. Ha governato l’Inghilterra per 11 anni (1979-1990) salvandola dal fallimento ma con effetti collaterali pesantucci. Tre milioni di disoccupati, stato sociale (welfare) distrutto, classe media massacrata, sindacati cancellati, fisco da rapina, guerra feroce all’Ira (gli indipendentisti cattolici nordirlandesi), guerra breve ma devastante con l’Argentina per le sperdute isole Falkland, disordini e attentati continui. Gli avversari laburisti avrebbero voluto ammazzarla ma solo poco più dei suoi stessi conservatori, sempre umiliati e accusati sprezzantemente di non avere attributi.
 Riuscirono a farla fuori quando si ostinò a voler imporre la devastante “Poll Tax”, una tassa che avrebbe schiantato più i poveri che i ricchi. Ma quando se ne andò, qui alle note della Callas della “Norma”, la sua sentenza fu: “ti odieranno oggi ma ti ringrazieranno per generazioni”. Il giudizio della storia è aperto. Il giudizio sulla sua grandezza, cupa o luminosa che sia, è invece fuori discussione.
 Bene, tutto questo po’ po’ diventa nel film la vicenda di una vecchia signora in preda all’Alzheimer e che ripercorre con la sua sempre più perduta memoria la sua straordinaria vicenda, senza un dubbio e senza un cedimento. Di ferro sempre. Ma col dramma dei tempi affidato a immagini di repertorio che danno solo lontanamente l’idea della immensa storia che ella generava. Una lettura intimistica che, se rende alla perfezione il carattere tremendo di questa figlia di un droghiere, riduce a svogliata passerella ciò di cui fu protagonista. Pur in una ambientazione d’epoca perfetta. Ma col sospetto di un buonismo sul personaggio non si sa quanto voluto e quanto inconsapevole. Di ferro ma in fondo non si spara su una vivente pensionata di 86 anni. Mah.
 Se però si dice che ad impersonarla è un monumento universale come Meryl Streep, sulla cui bravura è inutile qualsiasi aggettivo, si capisce perché il palpitante film avvinca fino all’ultimo. Film di donne, dalla regista inglese Phyllida Lloyd (quella del musical “Mamma mia!” sempre con la Streep) alla sceneggiatrice Abi Morgan (quella della ossessione di sesso di “Shame”). Chissà se a cimentarsi fossero stati uomini, quelli senza attributi secondo il molto bruciante Thatcher-pensiero.