Ho cercato il tuo nome

Martedì 1 Maggio 2012 da " La Gazzetta del Mezzogiorno "

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HO CERCATO IL TUO NOME – di Scott Hicks. Interpreti: Zac Efron, Taylor Schilling, Blythe Danner. Sentimentale, Usa, 2012. Durata: 1h 37minuti.
 
Prendiamo una massiccia dose di amore (quello coi violini). Aggiungiamoci l’atrocità della guerra. Il dolore della morte. Una passata di gelosia. Uno spicchio di innocenza di bambino. Un po’ di dolcissimi cani, quanto sono carini. Romanticismo a volontà. Impastiamo, mettiamo in forno ed eccoci “Ho cercato il tuo nome”. Non un film, ma un filmacchione all’antica, di quelli che ci scappa la lacrima e un sospiro: ah, quanto avrei voluto io una storia così. Per tornarcene inesorabilmente alla nostra vita quotidiana (senza violini).
 La storia è quella di un marine che, dopo uno scontro a fuoco in Iraq in cui perde dei compagni, trova per caso la foto di una giovane donna che gli porta fortuna salvandogli in seguito la vita. Tornato a casa, attraversa a piedi l’America sulle tracce della donna. Che scova in una fattoria della Louisiana e in uno scenario naturale incantevole che neanche un Manet, un Monet e un De Nittis messi insieme. Quando la missione sembra compiuta, allora inizia il difficile perché, come si dice, c’è sempre il diavolo a metterci la coda e un mistero che non si conosceva.
 Se una trama del genere è tratta da un romanzo di Nicholas Charles Sparks (Sperling editore), i tifosi del genere possono andare sul sicuro: roba da 80 milioni di copie vendute, mica bambole da pettinare. Anche se i tifosi sanno puntualmente che aria tirerà fra le pagine, anzi proprio perché lo sanno. Miele, retorica, dramma ma tutto fatto all’americana, cioè con professionalità siderurgica e risultato garantito.
 Così questo film conseguente. Che puoi bocciare di brutto se non credi alle fate e ai principi azzurri e al destino, ma che puoi consigliare ad altri se vuoi svelenirti e sognare a tempo determinato nella sala buia. Anche perché coreografia e scenografia sono eccellenti (a Hollywood di cinema se ne intendono), la colonna sonora strepitosa, il regista Scott Hicks (quello di “Shine”) di mestiere.
 Un po’ meno in canna sono i due, mezzo reduci mezzo piccioncini: lei (Taylor Schilling) atletica ma un po’ sciacquina, lui belloccio (Zac Efron, occhi di mare, quello di “High school musical”) ma senza mai un guizzo nel volto. Ah, a proposito, non manca la consueta giovane nonna navigata di mondo e sorniona. Né manca la doccia sotto la quale prima o poi tutti devono provare a farlo. Ma che cosa? Chiedetelo alla nonna.     
HO CERCATO IL TUO NOME – di Scott Hicks. Interpreti: Zac Efron, Taylor Schilling, Blythe Danner. Sentimentale, Usa, 2012. Durata: 1h 37minuti.
 
Prendiamo una massiccia dose di amore (quello coi violini). Aggiungiamoci l’atrocità della guerra. Il dolore della morte. Una passata di gelosia. Uno spicchio di innocenza di bambino. Un po’ di dolcissimi cani, quanto sono carini. Romanticismo a volontà. Impastiamo, mettiamo in forno ed eccoci “Ho cercato il tuo nome”. Non un film, ma un filmacchione all’antica, di quelli che ci scappa la lacrima e un sospiro: ah, quanto avrei voluto io una storia così. Per tornarcene inesorabilmente alla nostra vita quotidiana (senza violini).
 La storia è quella di un marine che, dopo uno scontro a fuoco in Iraq in cui perde dei compagni, trova per caso la foto di una giovane donna che gli porta fortuna salvandogli in seguito la vita. Tornato a casa, attraversa a piedi l’America sulle tracce della donna. Che scova in una fattoria della Louisiana e in uno scenario naturale incantevole che neanche un Manet, un Monet e un De Nittis messi insieme. Quando la missione sembra compiuta, allora inizia il difficile perché, come si dice, c’è sempre il diavolo a metterci la coda e un mistero che non si conosceva.
 Se una trama del genere è tratta da un romanzo di Nicholas Charles Sparks (Sperling editore), i tifosi del genere possono andare sul sicuro: roba da 80 milioni di copie vendute, mica bambole da pettinare. Anche se i tifosi sanno puntualmente che aria tirerà fra le pagine, anzi proprio perché lo sanno. Miele, retorica, dramma ma tutto fatto all’americana, cioè con professionalità siderurgica e risultato garantito.
 Così questo film conseguente. Che puoi bocciare di brutto se non credi alle fate e ai principi azzurri e al destino, ma che puoi consigliare ad altri se vuoi svelenirti e sognare a tempo determinato nella sala buia. Anche perché coreografia e scenografia sono eccellenti (a Hollywood di cinema se ne intendono), la colonna sonora strepitosa, il regista Scott Hicks (quello di “Shine”) di mestiere.
 Un po’ meno in canna sono i due, mezzo reduci mezzo piccioncini: lei (Taylor Schilling) atletica ma un po’ sciacquina, lui belloccio (Zac Efron, occhi di mare, quello di “High school musical”) ma senza mai un guizzo nel volto. Ah, a proposito, non manca la consueta giovane nonna navigata di mondo e sorniona. Né manca la doccia sotto la quale prima o poi tutti devono provare a farlo. Ma che cosa? Chiedetelo alla nonna.