Il cuore cinico dell'alta finanza

Martedì 29 Maggio 2012 da la "Gazzetta del Mezzogiorno "

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MARGIN CALL – di J.C. Chandor. Interpreti: Kevin Spacey, Jeremy Irons, Stanley Tucci, Demi Moore, Paul Bettany. Thriller finanziario, Usa, 2012. Durata: 1h 42 minuti.
 Se oggi siamo soffocati da una crisi economica che può impoverirci tutti, lo dobbiamo anche a un lunedì del settembre 2008: quello appunto raccontato in questo film. Trentasei ore durante le quali invece di salvare l’umanità dal Big Crash, la catastrofe finanziaria, una fra le più potenti banche della Terra (la Lehman Brother’s) decise di salvare se stessa. Lo decisero i suoi superficiali, incompetenti e famelici dirigenti quando si accorsero casualmente, molto casualmente, che miliardi di titoli che avevano in pancia erano carta straccia, spazzatura, non coperti da soldi veri. E invece di tenerseli e fallire, li vendettero in una mattinata a mezzo mondo affondandolo prima che se ne accorgesse. Un bagno di sangue.
 Quei dirigenti non hanno pagato, anzi hanno continuato da allora ad arricchirsi. La Lehman poi è crollata. Ma le bancarotte a catena sono costate 2500 miliardi di dollari pubblici di salvataggi in America, 1200 miliardi di euro in Europa, con la perdita di 34 milioni di posti di lavoro e oltre 200 milioni di disoccupati.
 Ora quelle stesse banche colpevoli e salvate ci dettano legge: sono i famosi “mercati” che ogni giorno ci ossessionano. E la cosiddetta economia di carta, cioè qualcosa di simile ai titoli di quelle 36 ore, è otto volte più grande di tutta la ricchezza prodotta ogni anno nel globo. Con l’aggravante che non si sa bene dove vaghi, né quanto sia spazzatura. Il virus mortale potrebbe essere nei risparmi di ciascuno di noi.
 Da brividi raccontarlo. Ed è il grande valore di questo Margin call: la telefonata che si fa a un cliente per chiedergli un deposito di copertura a garanzia di suoi titoli, insomma la telefonata estrema. Come estreme furono le telefonate fra i big della Lehman quella notte. E quando il numero uno (Jeremy Irons) decise la macelleria e il suo vice (Kevin Spacey) gli chiese se fosse sicuro che fosse la cosa giusta, rispose: giusto per chi? Aggiungendo: sono tutti fottuti (i clienti) e da questo casino faremo un sacco di soldi (loro).
 Etica della finanza. Con autogiustificazione: la gente vuol vivere con le sue macchine e le sue ville di lusso che non può permettersi, e noi la serviamo. E poi nella storia ci sono sempre stati i fortunati e gli sfigati.
 Il regista Chandor è un buon debuttante (informato perché suo padre ha lavorato per quarant’anni a Wall Street). Il “Wall Street Journal” ha definito attendibile il racconto. Il cast degli attori è stellare in tutto. La sceneggiatura è stata candidata all’Oscar. Ci sono pause e smagliature qua e là nella tensione e nella narrazione, lo scenario è da camera, splendido il finale. Ma in questo caso ciò che conta è altro. Conta la testimonianza di un gelido ambiente senza scrupoli, del tutto astratto dalla vita lì fuori. Uno spietato cinismo che nelle ore fatali si preoccupa solo di una morte: quella del cane di uno di loro.