" Cosmopolis " coś la noia viaggia in Limousine

Sabato 2 giugno 2012 da la " Gazzetta del Mezzogiorno "

Lascia un Commento Inserito da Lino Patruno

 

COSMOPOLIS – di David Cronenberg. Interpreti: Robert Pattison, Paul Giamatti, Juliette Binoche. Drammatico, Canada-Francia, 2012. Durata: 1h 42 minuti.
 
David Cronenberg ha detto di averci messo solo sei giorni a scrivere la sceneggiatura di questo suo Cosmopolis, e si vede. Non si può prendere di peso un testo letterario (dell’italo-americano Don DeLillo) e farlo diventare tal quale cinema. Tranne che non ci si voglia condannare a una noiosissima sleppa tutta immobilità e parole (per giunta cervellotiche) che fa torto al prestigio del regista canadese ma, se permette, soprattutto alla resistenza dello spettatore.
 Occasione sprecata, forse per spocchia, perché la materia è invece incandescente: il centro del potere finanziario universale che in una giornata impazzita di rivolta si disgrega sotto i colpi dei no-global, degli Occupy Wall Street, di tutte le vittime della spietata arroganza del denaro. E giornata che un giovane prodigio dell’arricchimento personale e dell’impoverimento della Terra passa indifferente in una supertecnologica Limousine, traversando l’allucinata e tumultuante New York (girata invece a Toronto) come in un illusorio mondo iperprotetto e a parte, incurante anche di un killer che gli dà la caccia.
 Unica preoccupazione di Eric Pacher nel crollo generale è andare a farsi sistemare i capelli dal suo barbiere d’infanzia: inconscio tentativo di tornare a una liberatoria innocenza perduta, disperato estremo bisogno di senso. Ma anche alienazione dalla realtà sbirciata distrattamente dai vetri oscurati dell’auto in cui si svolge tutto il film, regressione dell’umanità verso il primitivo, sprofondare verso l’autodistruzione non solo del protagonista, muoia Sansone con tutti i filistei del capitalismo. La cui putrefazione è nei soldi trasformati in luridi topi come arma di distruzione di massa.
 Materia visionaria e profetica nel romanzo del 2004. Ma qui l’apocalisse si impantana nell’asfissia di un’auto e nella faccia totalmente inespressiva di Robert Pattison, il vampiro innamorato di “Twilight” che fa battere il cuore alle ragazzotte. E che nel suo frattempo delle sue perdute 24 ore trova il modo di estraniarsi dal Caos primigenio con botte di sesso niente male. Nonostante la sua “prostata asimmetrica”, che qualcosa vorrà significare nella presunzione del claustrofobico racconto ma su cui è meglio sorvolare per non farci tornare il mal di testa.