Viva Cassano abbasso gli altri

Sabato 16 Giugno 2012 da " La Gazzetta del Mezzogiorno "

Lascia un Commento Inserito da Lino Patruno

C’è un motivo per cui Antonio Cassano parla poco con i giornalisti, anzi li evita: perché con quella bocca è capace di tutto. Lo conosciamo bene il calciatore di Bari, anzi di Bari Vecchia come dicono i telecronisti del Nord, quelli secondo cui Bari Vecchia sarà Calcutta. Guascone, sbruffone, simpaticone, spesso sboccato, Cassano è un bravo figlio abituato così. A Bari Vecchia ce ne sono a centinaia come lui, di quelli che ti affettano col motorino ma se gli chiedi qualcosa ti danno l’anima. Forse mai nessuno ha mai detto loro come ci si comporta, forse nessuno attorno a loro si è preoccupato di dare l’esempio, che è la più alta forma di etica.

 Ora, siccome i giornalisti non sono cherubini con l’aureola, il giochino è sfotticchiarlo. Una trappola. Perché Cassano non resiste più di tanto a fare il Cassano, cioè prima a parlare in un milanese terrificante, poi a perdere baresemente il controllo e a straripare. Così l’altro giorno su questa storia dei giocatori omosessuali in Nazionale.

 I GAY NELLA NAZIONALE DI CALCIO C’è un figuro come Alessandro Cecchi Paone a caccia continua di una pubblicità che gli può venire più dalle sue provocazioni che dal suo talento. Si sa come è andata. A corto di visibilità, il tipo dice che nella Nazionale, appunto, ci sono due gay (con uno dei quali afferma di essere stato), un bisex e tre metrosexual, cioè di quelli cui piace piacere (Giovinco, Abate, Montolivo), esempio depilandosi o tagliandosi le sopracciglia come il belloccio inglese Beckham (embè?). E i giornalisti chiedono a Cassano cosa ne pensi: come mettere un salsicciotto davanti a un cane.

 Cassano, che ha la furbizia vivida di chi viene dalle strade difficili, prima tenta di non rispondere, poi: “Sono froci? Problemi loro. Io non lo so. Io spero che in Nazionale non ci siano”. Chiunque abbia poco poco giocato a pallone, chiunque abbia frequentato il clima delle docce specie dopo una vittoria, sa che, di fronte a quegli sfottò e a quegli scherzi da euforia, le parole di Cassano sui gay sono più caste di un rosario delle orsoline. Ma le ha dette Cassano, e apriti cielo.

 Altra Cassanata. Brutta frase di Fantantonio. A tarda sera, di fronte alla buriana che monta, l’ufficio stampa mette in bocca al reo questa precisazione: “L’omofobia è un sentimento che non mi appartiene, non volevo offendere nessuno e rispetto le scelte altrui”. Se Cassano dovesse rileggere migliaia di volte questa sua frase imposta, si chiederebbe sempre che caspita ha detto. Non è un insulto a lui, è un complimento perché non parla così. Ha avuto meno fronzoli la moglie Carolina, una sportiva (nuotatrice) che sa cosa sono gli occhi di tigre nello sport: “Chi è intelligente capisce che quella di Antonio è stata una cosa ironica e non offensiva, poi se sei scemo problemi tuoi bello!”.

 CHIEDIAMO UNA PAUSA Gli è che fra le reazioni sdegnate, c’è stata anche quella del presidente pugliese Vendola. (Una parentesi: avremmo preferito che non intervenisse, egli che conosce gli affari più seri in giro). Ma visto che interviene, lo fa anche lui alla Vendola: “Sono straricchi, straignoranti e pensano di poter dire qualunque cosa. Possiamo immaginare l’ambiente in cui Cassano è cresciuto. Gli consiglio di spendere un miliardesimo di quello che guadagna per comprare qualche libro. Il problema più serio è quello di una classe dirigente che dovrebbe educare alla complessità e alla diversità>.

 In altri sport si dice “time out”, “al tempo”, chiedendo una pausa. Pausa. E’ vero che l’Italia è fra le ultime in Europa nel rispetto dei diritti umani. E secondo la Costituzione non ci possono essere discriminazioni negli orientamenti sessuali di nessuno. Quindi se questo vuole essere un Paese serio, si affretti a spazzare tutto ciò che impedisce a chiunque di avere la vita privata che gli pare, quindi di esprimere amore come gli pare: l’amore non ha colore. E si finisca di giudicare gli indisponibili atti dell’esistenza di ciascuno con ideologie religiose o con sadici moralismi (non bastassero quelli tedeschi verso gli altri Stati alleati). E ciascuno sia libero di vivere la sua vita di coppia con chi e come crede, nel rispetto come sempre delle leggi. E se necessario, ciascuno abbia pari diritto di battersi per cambiarle, quelle leggi.

 Tutto questo sarà tanto più possibile quanto più si eviterà di dare corda ai Cecchi Paone. Li si seppellisca con una risata. E quanto a Cassano, conta per i gol, tutto il resto di lui fa divertire anche lui.