Addio Briatore e sia per sempre

Sabato 23 Giugno 2012 da " La Gazzetta del Mezzogiorno "

Lascia un Commento Inserito da Lino Patruno

Flavio Briatore ha annunciato che se ne andrà dall’Italia: troppe tasse. Chiuderà il suo Billionaire della Costa Smeralda e addio con molto rancore. La prima reazione sarebbe un chi se ne frega secco. Ma per non somigliare troppo a lui, diciamo solo che non ci eravamo mai tanto amati. Lui panzone e gaudente simbolo di un Belpaese diventato sempre più brutto. E che si vorrebbe veder sparire per sempre ora che il fuoco purificatore della crisi economica spazzerà un po’ di roba.

 UN PAESE DA DISGUSTO L’Italia Billionaire è quella Sardegna stravaccata e pacchiana con la gente accalcata per vedere passare il caravanserraglio dei vip e tenuta a bada da energumeni della sicurezza, con tanto di crani lucidi e occhialoni neri e tanto poco senso del ridicolo. La Sardegna della mandria abbronzata di femminazze sempre in posa per un flash, di fighette pronte a tutto per molto meno, di papponi con le camicie aperte e la ferramenta di collane e braccialetti, di fatali belloni a caccia di comparsate televisive e di una copertina che si accorgesse di loro, di incartapecorite dame rifatte di zigomi come pompelmi e labbra come canotti, di sceicchi baffuti e rotondi come barilotti di petrolio, di russi inzuppati di vodka e immancabilmente descritti come magnati di non si è saputo mai che cosa, di calciatori stramiliardari e tatuati come ergastolani.

 Appunto il mondo plastificato del Billionaire dalla sguaiata vita notturna a botte di Pommery e tonfi in piscina, il night terrazzato e assordato di musica belluina, imbottito di falsi quanto di tette e culi della rinomata squadra del Lele Mora. Sì, lui, l’interfaccia del Briatore, lui quella specie di santone gonfio come una mongolfiera, lui capace (a carissimo prezzo) di far diventare carriera ogni vita da sciampista e di trasformare in oscuro oggetto del desiderio delle ragazzine ogni palestrato mezzo analfabeta. Lui che ora piagnucola in carcere perché, giustamente, dalle nostre parti in carcere non ci va mai nessuno e invece ci rimane lui dimenticato dalla ingratitudine umana, senza più un euro ma pieno di bancarotte.

 Se crisi vuol dire anche fermarsi per ripartire, se vuol dire provare a essere possibilmente migliori per quanto più poveri, bisogna liberarsi immediatamente di tutti i Billionaire della Terra. Dello spreco volgare, dell’esibizione spudorata, degli nauseabondi protagonisti e del loro permanente codazzo di telecamere e di cronisti gossippari. Così come bisogna liberarsi dei politici che rubano, degli amministratori che corrompono, degli arroganti con fare mafioso. Liberarsi di quel cialtrone che, durante la conferenza stampa fra Monti e il presidente francese Hollande, urla da una stanza di Palazzo Chigi, non di casa sua, per il gol dell’Italia ai campionati europei di calcio. Liberarsi delle ostriche e champagne e delle sedicenti feste esclusive, dei ricevimenti di nozze da 800 mila euro che nel giro di poco passano (vedi Bari) dall’altare all’aula di un tribunale.

 FARE PIAZZA PULITA Non è odio sociale, è legittima difesa di un Paese rimasto ancòra all’indimenticato (purtroppo) film “Il sorpasso”, con quell’impunito e bravissimo Vittorio Gassman che prendeva a pernacchie la vita, e non solo la sua. Mentre la signora Madonna, cioè la mitica cantante italo-americana Louise Veronica Ciccone, viene in concerto a Roma e pretende un camerino con fiori tutti della stessa altezza, altrimenti a 53 anni suonati la prende il trauma infantile. E gli schiamazzi notturni di una sua cena privata buttano giù dal letto un intero quartiere. Mentre il suo staff (200 persone per una persona sola) forse per non esserle da meno consuma per 1250 euro in un caffè fiorentino e se la fila.

 Liberarsi. Liberarsi dei Bunga bunga e delle scommesse calcistiche, dei Trota che spacciano lauree albanesi rifalde e dei famelici (a destra e a sinistra) da oliare con bustarelle, di quelli delle case intestate a loro insaputa, di quelli che stillano invece di discutere in tv, dei Cassano (purtroppo) quando invece di far gol litigano con i giornalisti e dei Balotelli (purtroppo) quando invece di gioire per una vittoria della propria nazione insultano il pubblico.

 Chiunque non l’abbia ancòra capito, deve capire che non è più aria. Non può essere un eroe nazionale, con tutto il rispetto per i suoi argomenti, un Grillo che passa trionfale sulla melma dei politici putrefatti. Abbiamo bisogno non solo di un euro più forte, abbiamo bisogno soprattutto di riscoprire la vergogna.