La festa è finita ma i giullari continuano

Venerdì 13 Luglio 2012 da " La Gazzetta del Mezzogiorno "

Lascia un Commento Inserito da Lino Patruno

Avete mai saputo cos’è il life coach, l’allenatore non di calcio ma della vita? Vediamo una scena tipica dei film americani. C’è un tipo stramazzato a terra e un altro che lo soccorre dicendo: va tutto bene. Quello poi muore nel giro di un minuto netto ma se ne andrà contento perché va tutto bene. Totò diceva che voleva morire vivendo, qui invece muoiono ridendo. E’ l’ottimismo del Paese in cui basta volerlo perché tutto sia possibile, anche morire perché andava troppo bene.

 Diceva il grande Ennio Flaiano che il pericolo, con gli imbecilli, è che si specializzino, cioè che diventi un mestiere redditizio. Così l’ottimismo, lasciando stare gli imbecilli: si diffondono quelli che te lo insegnano, appunto i life coach di professione. E’ come quando hai appena perso il treno e vedi sbucare uno di loro col sorriso panoramico e il pollice teso per dire ok. La stessa cosa che fanno i calciatori quando il compagno gli lancia un pallone che ci voleva l’elicottero per prenderlo, fanno ok mentre vorrebbero dirgli che ha i piedi come il ferro da stiro.

 FIGURA PROFESSIONALE ALLA MODA Oggi non ci sono solo gli allenatori della vita. Ci sono quelli che ti aiutano a fare bene lo shopping, a visitare un luogo d’arte (nella preistoria si chiamava guida), a fare un buon investimento (mestiere in ribasso visto che si perde soltanto), ad avere un buon rapporto col tuo cane. L’allenatore della vita è però il Prandelli della situazione, quello che è riuscito a far diventare Balotelli un essere umano. Per capirci, è quello che tira fuori il meglio di te stesso, almeno dice. Quello che ti aiuta ad alzare la mano a scuola, a prendere la parola al convegno, a dire a una ragazza che è la donna che hai sempre cercato (anche se lo dici con la ventesima ragazza), a non rimandare le telefonate più seccanti, a non considerarti sempre il Fantozzi della situazione, a tirare il calcio di rigore.

 C’è tanta sofferenza in giro, e tanta incertezza, e tanta solitudine, siamo tanto simili alle foglie sui rami d’autunno, che un sorriso e un pollice teso dovrebbero essere esposti come cartelli in tutti i punti della città, evitando magari la craniata al palo. E se un tempo andavamo, chessò, dall’amica del cuore a farci una testa di pianti, o da don Salvino, o davanti allo specchio a dire ce la devi fare, oggi ci vuole altro. Oggi ci vuole chi ci fa diventare protagonisti di noi stessi, bella espressione che nessuno al mondo ha mai capito cosa significhi. Però è molto figa.

 Così oggi spunta l’allenatore della vita. Basta fittarlo, o seguirne le lezioni, o leggerne i libri. Ci aiuta a uscire dalle nostre criticità, altra sua frase storica non ancòra interpretata. Ci fa capire che se quando parliamo con qualcuno sudiamo, è tutta colpa della nostra storia passata, perché quando eravamo piccoli non sudavamo, perché i bambini non hanno alcuna paura prima che qualcuno non gli parli del lupo. Non ci consola granché, anche se viene detto con lo stesso clamoroso tono con cui si annuncerebbe che Berlusconi si è fatto monaco.

 COME DIVENTARE DIVERSI In sintesi, l’allenatore della vita ci fa capire che se abbiamo l’atteggiamento mentale positivo nulla ci è precluso: diventare spavaldi se siamo timidi, energici se siamo pappamolle, brillanti se siamo delle pizze. Come canta Jovanotti: io penso positivo perché son vivo, perché son vivo.

 L’atteggiamento mentale positivo ci dovrebbe convincere che non ci è precluso neanche riuscire a vendere ghiaccio agli eschimesi o mettere la Merkel in minigonna. Perché, al fondo di tutto, è sapersi vendere e saper vendere, in un tempo in cui se arrivi un attimo dopo, se finisci al turno B non acchiappi più nulla. Sapersi vendere significa convincere il prossimo di ciò che sei, anzi soprattutto di ciò che non sei. Colpi di immagine più che di talento. Ottenere risultati migliori, fino al punto che qualche azienda sta pensando di chiedere nei curriculum qual è il tuo allenatore della vita più che gli studi che hai.

 L’allenatore della vita è uno che ti vuole fare capire che la vita è meno complicata di quanto sembri. Egli offre una scorciatoia verso la felicità, benché la storia insegni che bisogna diffidare sempre di chi la felicità la promette a tanto a chilo. Anche perché, parliamoci chiaro, di fiducia in se stessi ne devono avere a buttare, visto quanto si valutano e quanto si fanno pagare. E’ vero che offrono la felicità a portata di mano, ma si tratta di vedere a portata di quali mani, le tue o le loro.