Questa Italia col mal di test

Sabato 8 Settembre 2012 da " La Gazzetta del Mezzogiorno "

Lascia un Commento Inserito da Lino Patruno

Scusate una domanda. Ha più cultura generale uno che sa quali Paesi confinano col Gabon o uno che sa cos’è il Pil? Il Pil è il prodotto interno lordo, la ricchezza creata ogni anno da una nazione, il Gabon sarà pure un paradiso ma uno non si alza la mattina chiedendosi come va nel Gabon. E poi, è più eccitante sapere cosa siano i “trapasoni”, o cosa è lo “spread” che non è eccitante ma perlomeno già a colazione col cornetto in mano ci chiediamo quanti altri punti di distacco ci ha dato la Germania? Insomma, il concetto di cultura generale è molto vasto, ma certo per capire che mondo fa oggi è forse meglio sapere di quanti debiti dobbiamo morire e non chi ha vinto il Nobel per la pace nel 2009.

 I QUIZ PER LE UNIVERSITA’ Eppure in questi giorni i test di ammissione alle facoltà a numero chiuso stanno facendo strage non solo di studenti ma anche di residuo buonsenso in questo Paese uscito di test. Un’altra domanda: qual è il primo giorno in ordine alfabetico della settimana? Uno si accende come un Bingo e risponde: il lunedìììì. Cretino, ti avevo detto in ordine alfabetico. Allora è la domenica. Ma scusi, chi se ne frega di quale è il primo in ordine alfabetico, non sono domande, sono trappole. E così, se mi chiedi con quale Paese la Russia litiga ogni anno perché non paga il gas, non puoi metterci fra le possibili risposte Varsavia e la Polonia, sono due Paesi o non vogliono farmi accedere alla facoltà?

 Immaginabile che tutti in Italia sappiamo quanti sono i cognomi. Tre possibili risposte: 400 mila, 350 mila, 450 mila. Sfugge le differenza, però se non lo sappiamo non abbiamo cultura ma incultura generale.  Così è bene che andiamo a studiare al più presto se è il pappagallo ad ammalarsi di psittacosi, potevano almeno chiederci del cane ché tutti sappiamo del suo cimurro. Forse neanche gli abitanti di Rovigo sanno che sono rodigini, perché lo devo sapere io che sono di Pantelleria (a proposito, come mi chiamo?). Non ne parliamo di quelli di Ivrea che stanno proprio rovinati, si chiamano eporediesi e se lo tengano.

 Nei giorni scorsi il dottor Giuseppe Remuzzi, primario di nefrologia e dialisi agli Ospedali riuniti di Bergamo, ha tentato di rispondere ai quiz di medicina. Risultato: talmente ignorante che non potrebbe fare il medico. Eppure il Remuzzi coordina la ricerca dell’istituto farmacologico Negri e quella sulle malattie rare, è autore di 800 pubblicazioni ed è l’unico italiano nei comitati di redazione di due fra le principali riviste sanitarie mondiali. Ma se non sa di che morte è morto Gandhi, può solo trovarsi un posto da portantino (a parte sapere che Gandhi non è il centrale difensivo del Milan).

 Siccome gli italiani cercano sempre scuse, se ne è uscito dicendo che lui avrebbe chiesto agli aspiranti medici quali sono i danni del fumo, o quanti bambini muoiono di morbillo, o da dove viene il virus dell’Aids, o cosa sanno di inglese visto che oggi ad operare sono soprattutto i robot che non spiccicano italiano. Magari meglio che conoscere quale elemento non è “di transizione” tra ferro, cromo, arsenico, zinco, rame, cui il Remuzzi non ha saputo rispondere, chissà chi gliel’ha data la laurea a questo.

 IL PAPPAGALLO DELLA FORTUNA Se becchi poi la risposta giusta, non è detto che sia giusta la domanda.  Sono stati 145 gli esperti messi in campo per preparare il questionario ai candidati al corso di abilitazione all’insegnamento. Chiedono chi ha scritto i “Discorsi sulla Batracomiomachia”. La risposta è Leopardi, col piccolo particolare che il divin poeta ha scritto i “Paralipomeni alla Batracomiomachia” (battaglia fra topi e rane, com’è notissimo) e non i Discorsi. Ma dove ti vai ad attaccare, così si vuole buttare fango sugli esperti. Che poi, chiedono chi ha scritto “Qualcosa era accaduto” e la risposta giusta fra Buzzati, Pirandello, Brancati, Malerba è, ovviamente, Buzzati. Il quale però non ha scritto “Qualcosa era accaduto” ma “Qualcosa era successo”: la prossima volta stia attento, il Buzzati.

 La scuola italiana è sempre stata accusata di nozionismo, conoscere più una data e un nome che capire un concetto. Ma con questi test siamo alla sciatteria. E a quello che un tempo dalle nostre parti si chiamava “Pappagallo della fortuna”, un carretto musicale con pappagallo annesso che andava in giro, tu pagavi, estraevi un bigliettino e vincevi una cosa. Ora vinci se sai rispondere alla domanda “Quanto fa 1099 più 2”. Quanto fa, quanto fa, lo sapete?