" Sud a testa alta, la nuova Italia può nascere soltanto così " di Michele Esposito

Giovedì 6 Settembre 2012 da E polis Bari

Lascia un Commento Inserito da Lino Patruno

 

C’è bisogno di più Sud, non il contrario. E’ questa la tesi che Lino Patrono, giornalista e saggista, per tredici anni direttore de “ La Gazzetta del Mezzogiorno “, dimostra con “Ricomincio da Sud”,
edito da Rubbettino. Una visita guidata lunga 247 pagine in”un posto dal quale chi ci vive fugge e chi ci vuole andare è messo in fuga.Con quello che non sarà certamente l’ultimo dei suoi quindici libri, Lino Patrono mette il suo mattone per quella casa che i meridionali sono chiamati a costruire tutti insieme. E’ al Sud che può nascere l’Italia di domani, un’Italia migliore .Perchè, come dicono i filosofi, dove crescono i mali fioriscono le possibilità di salvezza.
Direttore, è un libro sul Sud o un libro per il Sud ?
Entrambe le cose. E’ sul Sud perché va alla scoperta di una terra che così non è mai stata raccontata,
aldilà degli stereotipi e dei partiti presi. Ma è anche un libro per un Sud che impara a conoscersi e a farsi conoscere; un Sud concepito e percepito in una maniera diversa rispetto al passato. Fino ad ora è sempre stata trasmessa l’immagine di un Meridione inteso come una malattia, un problema, una palla al piede, una parte dell’Italia che vive sulle spalle degli altri. Il Sud che viene fuori,in questo viaggio è , invece, una risorsa, un bene a disposizione del Paese.
Tra le 71 sorprese riservate al lettore, qual è quella che più delle altre ha sorpreso l’autore ?
Per restare sull’attualità sicuramente quell’azienda di Modugno che ha fornito i sensori per il robot che in questo momento sta passeggiando su Marte. Stiamo parlando di dispositivi sofisticati che consentiranno di misurare la temperatura, l’umidità, la composizione dell’atmosfera del pianeta.
Insomma, grazie a Modugno potremmo sapere se i marziani esistono davvero.
Settantuno motivi per apprezzare il Sud, ma lei ha un motivo per disprezzarlo?
Nella mia indagine ho consultato diverse associazioni di categoria, industriali e di artigianato per capire dove fossero quelle eccellenze, dove si annidassero le aziende virtuose delle quali nessuno parla e che invece sono fiori all’occhiello non solo del Mezzogiorno.Ciò che spesso mi ha più deluso è stato non ricevere alcuna risposta tanto da indurmi al sospetto che certi silenzi fossero la conseguenza di superficialità, indifferenza o peggio del timore che segnalare un’azienda significasse penalizzare le altre. Questo è il Sud che non vorrei mai vedere, quello incapace di essre consapevole della sua forza e delle sue ricchezze, un Sud che gioca sempre in difesa e mai all’attacco.
Non crede che il primo problema per il Meridione siano i meridionali?
Sono una parte del problema, ma sono anche una parte della soluzione.I meridionali hanno finito per interiorizzare tutte quelle colpe che sono state loro attribuite, tanto nel passato quanto nel presente, fino a considerarle vere e soprattutto proprie e quindi a vergognarsene. Bisogna uscire da questa mentalità, dal fatalismo delle” non c’è nulla da fare “. Bisogna solamente partire, avere coraggio, orgoglio e consapevolezza. Al Sud ripiegato su se stesso dico che ci sono dei giovani che dopo essere andati via cominciano a tornare. Sono loro il primo esempio del Sud che vogliamo, sono la parte migliore che si contrappone alla peggiore,, quella che continua a piangersi addosso parlando in termini di sconfittismo, di perditismo…
 Il Sud può farcela da solo o ha bisogno della madre-patria per riscattarsi ?
E’ necessario l’apporto del Paese, ma che non sia di carità o di assistenza. Il Sud conta ancora il 40% in meno di infrastrutture rispetto al Centro Nord . Finchè il Sud sarà condannato ad avere un’autostrada come la Salerno Reggio Calabria che dopo 50 anni non è stata ancora completata, a non avere l’alta velocità ferroviaria e le strutture per essere la piattaforma logistica del Mediterraneo, non potrà mai farcela da solo. Vogliamo solo esser messi a parità di condizioni, dopodichè invocheremo la mano di un “ Dio terrone “ ma il resto lo dovremo fare da soli.
Se non ci fosse il Sud ?
Se non ci fosse il Sud l’Italia avrebbe un quarto in meno della sua ricchezza. Non avrebbe quasi tutto l’acciaio per le sue auto, le sue navi, i suoi locomotori e dovrebbe mangiare con forchette di plastica. Se non ci fosse il Sud non avrebbe neanche le forchette di plastica perché quasi tutta la plastica italiana si produce al Sud. Non avrebbe tutti gli aerei che sforna ogni anno. Se non ci fosse il Sud l’Italia non avrebbe gran parte della sua benzina e tutto il suo petrolio. Se non ci fosse il Sud non avrebbe anche gran parte delle sue pillole e dei suoi antibiotici. Se non ci fosse il Sud l’Italia non potrebbe far funzionare buona parte dei suoi computer e dei suoi telefonini. Avrebbe metà della sua energia elettrica e neanche un watt della sua energia dal vento e dal sole. Se non ci fosse il Sud l’Italia non avrebbe tutto il suo olio d’oliva benedetto. Se non ci fosse il Sud l’Italia non avrebbe le mozzarelle per le sue pizze e la dieta mediterranea per la sua linea.
Luigi Saba ha dedicato ad una capra una delle sue composizioni più belle. Diceva che nel belato dell’animale si celasse la sofferenza dell’autore. C’è anche la sua sofferenza nella capra raffigurata sulla copertina di Ricomincio da Sud ?
Certo, la sofferenza per una terra che dovremmo imparare a riconoscere orgogliosamente come la nostra terra. La “ mia “ capra ha la testa alta come il “mio” Sud. Simboleggia un animale tenace, paziente, silenzioso che fa il suo lavoro e dà tanto all’uomo. Il Sud è fortemente rappresentato daquesto animale. Il Sud è il luogo che non riconosci, perché cambia nel silenzio, nascosto dietro il peggio.