Lavoro al Sud istruzioni per l'uso

Venerdì 21 Settembre 2012 da " La Gazzetta del Mezzogiorno "

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Non fate più gli avvocati. Il perentorio invito è risuonato giorni fa a Conversano mentre si discuteva di futuro, anzi di “domani è adesso”. Non roba da protesta dell’Ordine, c’entra poco. Il fatto è che parlava Angelo Petrosillo (peraltro laureato in giurisprudenza), il giovane che con l’altrettanto giovane Luciano Belviso costruisce a Monopoli l’aereo superleggero più veloce del mondo. Nostri cervelli che hanno studiato fuori ma che hanno voluto a tutti i costi tornare per fare ciò che più volevano. Volare e far volare.

 A Conversano erano attorniati da altri coetanei che non è che vadano leggeri. Chi usa la fibra di canapa indiana per ricavarci di tutto (dal legno, alla carta, alla plastica biodegradabile), non la marijuana. Chi ha ideato un programma informatico per dare notizie turistiche su tutto il mondo, compreso ciò che si mangia in un tale ristorante in India. Finanziati dai programmi regionali per i creativi. Ma dimostrazione vivente che nel mondo del lavoro nulla è più come prima, a cominciare dal rapporto con la scuola e soprattutto con l’università.

 Ecco perché l’anatema verso giurisprudenza: frequentarla per diventare che? Perché la parola d’ordine è: studi specifici per fare ciò che più vuoi e non studi generici per fare ciò che ti riesce, sistema rapido per condannarti al lungo precariato o alla disoccupazione. L’esempio è la matematica. In Italia nell’ultimo anno vi si sono laureati meno di duecento ragazzi, in Cina due milioni e mezzo. Dice: lì sono oltre un miliardo. Ma conta la proporzione. E i laureati indiani in matematica sono i migliori al mondo. Non è che tutti debbano essere portati ai logaritmi e ai differenziali, ma è per capirci.

 Poi non aspettare il giorno fatidico in cui una commissione ti proclama dottore in nome del popolo italiano. Comincia a fare ciò che vuoi fare da subito. Altrimenti si arriva alla sconsolante cifra italiana di un giovane su tre che non fa il lavoro che voleva. E all’altra cifra del dieci per cento degli universitari italiani che hanno un reddito autonomo, contro il cinquanta per cento in Germania.

 Reddito autonomo non vuol dire soldi che ti passano i tuoi. Né vuole necessariamente dire quattro soldi arrangiati servendo in un bar, che è già qualcosa. Vuol dire che se vuoi fare l’ingegnere, comincia a frequentare i cantieri. Se vuoi fare l’avvocato, fatti vedere in tribunale. E’ la famosa alternanza scuola-lavoro cui dovrebbe pensare quello Stato che non riesce a essere decente neanche in questo. Allora provvedi da te, perché già il lavoro è poco e meno che mai sta ad aspettare che arrivi tu.

 Poi, a Conversano, dai giovani che ce l’hanno fatta sono arrivate le formule per imitarli: tenacia e insistenza, non mollare al primo intoppo, passione, compagni di avventura, continuo aggiornamento della competenza, imparare l’inglese. Nessuna saccenteria, ma esperienza vissuta. E soprattutto alla larga da quelli che scoraggiano parlando di professione difficile, quelli del “cercati un lavoro” invece di cercare di fartelo da te: quanti nuovi lavori si possono creare su Internet? Col vantaggio di poterlo fare da qualsiasi posto: conta il tuo talento davanti al video. Puoi organizzare le giornate di appuntamenti di un industriale giapponese stando in un deserto.

 Insomma, la catena della fabbrica del lavoro è cambiata.  E poi non disdegnare i mestieri, abbandonati in omaggio a un tempo in cui i genitori perseguivano l’elevazione sociale attraverso i figli, tutti dottori. Il mondo spezza anche in questo il filo coi padri, come spezza il filo con un passato che non c’è più. Talché già nelle iscrizioni di quest’anno sono calati i licei e cresciuti tecnici e professionali. Infine diffidare di quelli del “vattene dal Sud”, sistema rapido per risolvere ogni cosa rinviandola verso un altrove dove ci sono più opportunità ma mediamente non trattamenti migliori e tanto meno tappeti rossi di accoglienza.

 Noticina fra parentesi. Il fatto è che in questo altrove (leggi Nord) anche il cretino si specializza, come diceva il grande Flaiano. Il governo decide che ci saranno computer in ogni scuola del Sud e sarà assegnato un tablet (tavoletta computer) a ogni insegnante meridionale e subito la Lega di Maroni strilla: razzismo, lo vogliamo anche noi. Ma già ce l’hanno. Mentre spunta il solito esperto collaborazionista e pronto all’uso a dire che sono ben altri i problemi del Sud: assenteismo degli insegnanti e troppi abbandoni scolastici.

 Il “ben-altrismo” per bloccare tutto. E’ del resto la stessa Lega Nord secondo la quale a Miss Italia il televoto avrebbe avvantaggiato le concorrenti meridionali. I nostri giovani non solo non dovrebbero fare tutti gli avvocati. Ma dovrebbero aguzzare l’ingegno anche per non finire dove continuano a prosperare quelli ostinati a dar ragione a Flaiano sul cretinismo.