Il lungo urlo che ci seppellirà

Sabato 22 Settembre 2012 da " La Gazzetta del Mezzogiorno "

Lascia un Commento Inserito da Lino Patruno

Facciamoci caso: i nostri bambini non parlano, urlano. Avranno preso dai loro genitori che anch’essi non parlano, urlano. I genitori avranno preso dalla tv dove, dopo la pausa estiva a botte di recentissimi film di Totò e di John Huston, hanno ripreso urlare. In tv si è ripreso a urlare perché hanno ripreso a urlare i politici sempre più corrotti e sempre più in campagna elettorale. I politici che hanno ripreso a urlare non sono solo i soliti, ma anche i nuovi alla Grillo e alla Renzi che vogliono rottamare i politici soliti perché il nuovo deve avanzare. Il nuovo che deve avanzare è passato dalla cosiddetta politica al cabaret.

 NESSUNO PARLA, TUTTI GRIDANO Grillo è un politico con spiccate movenze da comico. E Renzi è un politico con spiccate movenze da avanspettacolo. Saranno più divertenti di un Fassino detto “Cipresso” per la sua allegria, o di un La Russa sempre impegnato in un pestaggio con gli avversari, o di un Maroni copia di scempiaggini leghiste che francamente, a parità di scempiaggini, fanno rimpiangere l’originale Bossi. Il problema è che dovremmo delegare il divertimento a un Fiorello e magari sapere dai vecchi politici corrotti o dai nuovi aspiranti purificatori come ritengono di poter tornare a un po’ di decenza in Italia. E visto che ci sono, un po’ di lavoro.

 Ma l’epidemia si è diffusa anche oltre la politica, sarà il clima italiano. Al Festival di Venezia viene ignorato il film “La bella addormentata” di Bellocchio e la giurata francese Laetitia Casta, invece di starsi zitta come una giurata dovrebbe, dice che i registi italiani sanno raccontare solo i fatti del proprio condominio. Magari sarà vero, ma che garanzie di imparzialità dà una giurata simile, e perché ha sentito l’irresistibile bisogno di parlare? Né da meno Bellocchio, di sicuro provocato, ma in un festival si può vincere o perdere altrimenti non ci vai. Invece anche lui reagisce dicendo che non dicano sciocchezze e non facciano la lezione. E’ vero, ma il problema è che si è gridato anche lì.

 Il Paese urlatore è stato con la coda fra le gambe quando ha rischiato la bancarotta e Monti ha imposto il suo stile e la sua inevitabile (tutto sommato) politica. Non è che neanche il professore ci vada per il sottile. Il clima italiano di tanto in tanto lo fa deragliare, come quando dice che lo Statuto dei lavoratori ha impedito di creare lavoro: eravamo convinti che dipendesse dall’andamento dell’economia. Né nella sua squadra mancano i guastatori verbali, campionessa la Fornero: ogni volta che parla è un fuoco acceso che finisce sui giornali, come previsto. Ultimi arrivi, il ministro dell’Ambiente, Clini: di tanto in tanto si ha l’impressione che sia il ministro della Distruzione dell’ambiente.

 MA NON SOLO I POLITICI E non ne parliamo del mondo del calcio. Dove per la verità non urlano, e parlano poco, perché non conviene a nessuno, con tutti i soldi che prendono. Ma è arrivato l’allenatore della Roma, il ceko-italiano Zeman, a spropositare ogni volta che emette uno dei suoi suoni gutturali. Ce l’ha soprattutto con la Juventus, che accusa di aver vinto in passato più con i farmaci che con i piedi dei suoi campioni. Sì, ma che la pensi così l’abbiamo capito, si preoccupi piuttosto della sua squadra che vince due a zero in casa e poi prende tre gol in quattro minuti. Ma anche quelli della Juve, gli vanno a rispondere facendo il suo gioco. Non lo si può vietare, a noi fa senso però che anche da quel fronte si diffonda il frastuono indecente.        

 E pensare che anche negli Stati Uniti, dove i ritmi sono sempre stati più convulsi, ora lavorano alle “slow city”, le città con più calma, a cominciare dalle parole inutili. E mentre il sociologo barese Franco Cassano invita tutti ad abbassare il volume ed elogia il silenzio perché fra l’altro serve per capire che fine stiamo facendo prima che la facciamo. Un incoraggiamento viene dalla netta sconfitta in Olanda di uno fra quei partiti populisti europei che si diffondono ovunque a colpi di insulti, gestacci, naturalmente urla.

 Una botta imprevista di fiducia. Anche se Annibale è alle porte: Flavio Briatore (rieccolo), uno che vuol farci sapere a tutti i costi cosa e se pensa, ha esordito nel suo programma tv. E si allunga su di noi l’ombra minacciosa della neonata coppia fra il tristemente noto Fabrizio Corona e la Nicole Minetti politica per altri meriti. Si prevede un rigurgito di spazzatura e che il peggio debba sempre venire.