Fa' il politico , ti sistemerai

Sabato 289 settembre 2012 da " La Gazzetta del Mezzogiorno "

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Caro giovane che cerchi un lavoro, ma a fare il politico non ci hai mai pensato? Se cerchi un lavoro che ti faccia guadagnare uno sproposito, fa’ il politico. Se cerchi un lavoro non precario ma a vita, fa’ il politico. Se cerchi un lavoro con tanti privilegi da farti senso, fa’ il politico. Se cerchi un lavoro col quale sistemare anche parenti, amici (e amiche), non avere dubbi. Se cerchi un lavoro con la sensazione che tutto ti sia consentito, stai ancòra azzeccando. Se cerchi un lavoro in cui ti assicuri vitalizi e pensioni rapinati rispetto al lavoro che hai fatto, ci sei anche qui.
 SOMMERSI DAL MARCIUME Ma allora, caro giovane, cosa stai aspettando? Vuoi continuare a essere disoccupato o precario a vita? Vuoi continuare ad avere sani princìpi mentre altri se la spassano anche con i soldi tuoi? Ma hai visto la baldoria del Lazio, hai visto come facevano la bella vita coi denari delle tasse della gente? E hai dimenticato quel tesoriere di un altro partito, la Margherita, accusato di aver fatto sparire decine di miliardi sempre pubblici? E della Lombardia, hai mai sentito parlare, con tanto di consiglieri e assessori regionali nelle patrie galere? E del Belsito della Lega Nord? E del Penati del Pd? E ora si sta passando alla Campania, dopo esserci sorbiti tutte le cricche che si spartivano appalti, poltrone, consulenze, veline in tv, auto di lusso, vacanze, ville, barche.
 E’ naturale, caro giovane, che non tutta la politica è così, diciamo che non è così una buona percentuale. C’è chi crede davvero nel servizio agli elettori e non a se stesso. C’è chi non crede che il bene consista solo in ciò che va bene per il suo benessere personale. C’è chi rimane disgustato dallo spettacolo quotidiano simboleggiato da quella festa di un consigliere regionale laziale nella quale molti si erano mascherati da maiali, appunto. C’è chi in questi giorni soffre davvero. E bisogna riconoscere che la Santanchè (pensa tu) ha dato del porco a Fiorito, quello di quasi duecento chili detto “er batman di Anagni” che andava a botte di cene da 40 mila euro (della Regione) al ristorante. Va bene, la Minetti, la igienista dentale diventata improvvisamente consigliera regionale lombarda, proprio in questi giorni ha pensato di sfilare in bikini col culone cui tanto deve: ma pare che fosse per beneficienza.
 Il problema non è solo la politica che diventa luridume, il problema è la politica sommersa dal luridume senza reagire. Perché, diciamoci la verità, caro giovane, la politica, anzi il potere, ha sempre avuto certe tendenze. Basta ricordare ciò che diceva padre Dante dell’Italia: “bordello” e “nave senza cocchiere in gran tempesta”.
 CIO’ CHE VA SALVATO E visto che ci siamo, viene a mente un’altra celebre filippica in argomento: “In nome di Dio andatevene. Voi siete una banda faziosa, nemica di ogni buon governo, una massa di scellerati mercenari che vorrebbe vendere la propria nazione per un piatto di minestra, tradire il proprio Dio per una manciata di denari. E’ rimasta ancòra una sola virtù fra di voi? V’è un vizio che non possedete? Non avete più religione del mio cavallo, l’oro è il vostro Dio. Chi di voi non ha barattato la propria coscienza per denaro? V’è qualcuno fra voi che nutra il minimo interesse per il bene della Repubblica?”. Correva (addirittura) l’anno 1623. E rivolto ai membri del parlamento inglese tuonava Oliver Cromwell, il capo dei Puritani. E’ vero che si accusava i Puritani di scandalizzarsi al solo pensiero che qualcuno al mondo potesse essere felice, ma evidentemente quello dei parlamentari deve essere un vizio ereditario.
 E però, caro giovane che hai già capito il mondo, della politica c’è bisogno nonostante tutto. Perché, citazione per citazione, non bisognerebbe mai dimenticare l’allarme lanciato del drammaturgo tedesco Bertolt Brecht: “Il peggior analfabeta è l’analfabeta politico. Egli non sente, non parla né si interessa degli avvenimenti politici. Egli non sa che il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina, dell’affitto, delle scarpe, delle medicine dipendono dalle decisioni politiche. L’analfabeta politico è talmente somaro che si inorgoglisce e si gonfia il petto nel dire che odia la politica. Non sa, l’imbecille, che dalla sua ignoranza politica nasce il peggiore di tutti i banditi che è il politico disonesto, il mafioso, il corrotto”.
 Caro giovane, questo lo spettacolo. Spetta a te capire, per il tuo futuro, come liberare l’immonda scena dalla spazzatura.