Vietate, vietate nulla succederà

Sabato 6 ottobre 2012 da " La Gazzetta del Mezzogiorno "

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Il prode Fiorito spendeva come un assassino e mangiava ostriche come una betoniera. Con i soldi della Regione Lazio, cioè le tasse della gente, non i suoi. Ma, visto che si è ingrassato come un ippopotamo senza nessun problema, deve essere un bravo ragazzo rispettoso degli andazzi. Per fortuna l’Italia ci mette poco a recuperare e a dimostrare di essere un Paese serio. Così si annuncia la legge che proibirà di buttare a terra le cicche di sigaretta e le gomme da masticare usate. Anzi, visto che ci siamo, si proibirà tassativamente di fumare anche negli stadi durante le partite di calcio.
 Altrettanto tassativamente in Italia è proibito calpestare le aiuole, e i trasgressori saranno punti severamente. Non si sa se col taglio dei piedi, anche se finora nessuno è finito dal boia per violazione dell’erba pubblica: più diffuso calpestare la legge. E in Italia è anche proibito ai cani fare la pupù in strada. Anzi, possono farla, ma è proibito ai padroni lasciarla lì. I cani devono essere tutti farabutti e ribelli se marciapiedi e giardini sono seminati delle loro digestioni, che gli stessi padroni sporcaccioni ritroveranno il giorno dopo imprecando che in questa città nessuno pulisce.
 ITALIA FRA SPRECHI E CICCHE Ora però con la guerra totale alle cicche e alle gomme da masticare ci sarà poco da scherzare. Multe fino a 500 euro. E visto che si fumano 140 milioni di sigarette al giorno, 51 miliardi l’anno, e che non si può fumare al chiuso (tranne senza problemi fra i letti d’ospedale), è immaginabile che il grosso se lo becchino i marciapiedi (e la sabbia delle spiagge d’estate).
 Allora occorrerà assumere milioni di vigili urbani, meno male con questa disoccupazione. Con maschere supertecnologiche in grado di fiutare fumo al milionesimo di millimetro. Ma dal cielo potrebbero agire in combinata gli aerei spia che colgono un accendino in funzione in qualsiasi punto del mondo. E insieme a loro i droni, gli aerei senza pilota capaci di fulminare chiunque con un raggio alla Batman.
 Quanto agli stadi, è vero che entra di tutto, con preferenza per ciò che è tassativamente vietato che entri. Aste per infilzare i tifosi avversari. Missili terra terra per raggiungere la Curva opposta. Festoni con frasi naziste. Ma ci sono le telecamere a circuito chiuso, chiuso nel senso che nove volte su dieci non funzionano. Ora dovranno funzionare per inchiodare il tifoso fumatore su spalti dalla densità umana superiore a quella di Calcutta. E con tifosi che dovranno smaltire il nervosismo non come tossici una sigaretta dietro l’altra, ma mangiandosi le unghie (se una nuova legge vegetariana non lo proibirà).
 Tempi previsti di attuazione? Mah, per gli stadi bisognerà prima parlare con tutti gli interessati: uno alla volta, 40-50 mila tifosi per i più grandi. Tenendo conto che il Parlamento va verso la scadenza elettorale, e che nel frattempo bisognerà approvare provvedimenti minori come la legge sulla corruzione, l’accorpamento delle Province, il taglio delle spese alla Fiorito, la legge (appunto) elettorale. Provvedimenti minori ma che potrebbero mettersi di traverso.
 LA SAGRA DEI SOLDI A TUTTI E’ presumibile che i proponenti dello stop totale alle cicche (in questo caso il barese Simone Di Cagno Abbrescia) si diano da fare per smentire drasticamente di aver fatto la proposta solo per finire sui giornali. Calcolando che, a legge approvata, si è appena al 10 per cento dell’opera, perché il 90 per cento è nei decreti attuativi che incontrano mille ostacoli fino alla paralisi: quando, siccome nessuno se ne ricorda più, tutto finisce nel cimitero monumentale delle leggi rimaste lettera morta.
 Ma bisogna apprezzare il sussulto ecologico. Nel frattempo, per fortuna, la solita rassicurante Italia continua. Esempio: la Provincia di Trapani. Dove, prima di dimettersi causa accorpamento (ipotetico) con altre Province, il presidente ha mantenuto gli impegni con una raffica di contributi pubblici per tutti (800 mila euro): dalla Sagra della cascatella, alla “Scoperta del pesce dimenticato”, al Festival degli aquiloni, ai festeggiamenti di Maria Santissima della Confusione.
 Finalmente qualcuno che spreca coerentemente con le sue promesse. Onestamente bisogna riconoscere che non è l’unico: in questi giorni sono stati assegnati gli ultimi 650 mila euro per l’aeroporto di Savona che non ha mai funzionato. Il problema di questo Paese è che è troppo malpensante verso la correttezza dei suoi amministratori.