Viva l'Italia - la verità che ci fa male

Sabato 27 Ottobre 2012 da " La Gazzetta del Mezzogiorno "

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VIVA L’ITALIA – di Massimiliano Bruno. Interpreti: Michele Placido, Raul Bova, Ambra Angiolini, Alessandro Gassman, Rocco Papaleo. Commedia, Italia, 2012. Durata: 1h 47 min.

 

Immaginiamo che un giorno un parlamentare di nome famoso e di lungo corso (chessò, un Andreotti) si metta a raccontare tutte le verità inconfessate della politica italiana. Scandalo e mezzo Paese in galera. Corruzione, truffe, rapina di denaro pubblico, raccomandazioni, privilegi, sesso: l’indecente campionario che riempie i giornali, ma solo quando a tirarlo fuori ci arriva la magistratura. Qui è invece un colpo apoplettico mentre è con una escort a sciogliere la lingua all’on. Spagnolo, che si risveglia con uno strano morbo: dire tutto ciò che sa.

 I primi altarini a essere scoperti sono quelli familiari. Una figlia attrice cagna (Ambra Angiolini) andata avanti grazie a papà. Un figlio cialtrone e imbroglione (Alessandro Gassman) con lo stesso tipo di carriera. Un terzo figlio medico geriatra (Raoul Bova) che è di un’altra razza ma con un piccolo neo anch’egli. E poi il partito, spubblicato nei suoi imbrogli, nelle sue ipocrisie, nel suo malaffare. Con l’onorevole che si diverte un mondo e non risparmia nessuno, neanche se stesso e i suoi vizi fino ad allora ammantati di perbenismo e di menzogna.

 Il problema è che nella menzogna vivono tutti: dall’agente teatrale (uno spassosissimo Rocco Papaleo) che dice di essere omosessuale perché nel mondo dello spettacolo rende, al primario ospedaliero che costringe i pazienti nella sua clinica privata, all’azienda che spaccia prodotti alimentari scaduti. Una parabola del mondo attuale: <Viva l’Italia>.

 Ma se si dice che la verità è sempre rivoluzionaria, le verità sciorinate da quel divertito ossesso alla fine qualche miracolo lo fanno. Con la predica morale ai giovani: ragazzi, siete ancòra in tempo per cambiare le cose, scegliete, non siate indifferenti, a noi dovete fare il pelo e il contropelo. A chi lo dice.

 Massimiliano Bruno ha montato un film con ambizioni al di là dei suoi pur riusciti precedenti (<Nessuno mi può giudicare> dopo la sceneggiatura di <Notte prima degli esami>). Non solo gag e bozzetti a uso risate (sufficienti). Ma incursioni sociali nello stile più nobile della commedia all’italiana: dalla famiglia alla politica, appunto, al lavoro, al rapporto padri-figli. Due piani che non sempre si tengono ma dal risultato tutto sommato gradevole, grazie anche alle belle musiche.

 Il filo conduttore è un Michele Placido in gran spolvero, tra carogneria e umanità. Con avvertenza finale: ogni riferimento a fatti e personaggi della nostra attuale indegna vita reale non è puramente immaginario.