Pregiudizi e menzogne . Il Sud non č quello che ci hanno raccontato di Marisa Di Bello

nel mese ottobre 2012 - anno quarantaseiesimo

Lascia un Commento Inserito da Lino Patruno

Pregiudizi e menzogne, il Sud non è quello che ci hanno raccontato 

Di Marisa Di Bello

 

Nel libro di Patruno l’orgoglio è quello di un meridionale che conosce valore e potenzialità del  Sud, e i pregiudizi, quelli che da sempre accompagnano tutta la sua storia. Un’analisi approfondita e puntigliosa di realtà ed eccellenze spesso misconosciute del Mezzogiorno d’Italia

 

È un libro che mette in guardia il lettore: attento che il Sud non è quello che ci hanno sempre raccontato. Esiste un racconto diverso che è bene si conosca, al Nord ma non solo, perché anche il Sud prenda consapevolezza delle proprie capacità, delle proprie potenzialità e al tempo stesso delle inefficienze, delle colpe nell’essere stato complice di un sistema che ne ha impedito finora lo sviluppo.

E per dimostrare che le cose stiano in un altro modo da come ce le hanno sempre raccontate Lino Patruno non risparmia esempi, fatti, fa nomi di persone, aziende arrivate al successo e spesso prime al mondo, lungo le 250 pagine di Ricomincio da Sud, (€ 14, editore Rubbettino con cui ha già pubblicato nel 2011 Fuoco del Sud), con la puntigliosità e la precisione del giornalista di lungo corso quale è. Sorprende il lunghissimo elenco di eccellenze, capacità, realizzazioni, la ricerca meticolosa, la mole di informazioni che offre, numerosissime in vari settori, nelle varie attività, pubbliche e private, dalla Sicilia alla Campania, passando per la Sardegna, la Calabria, la Puglia e la Basilicata, quasi una summa di quel che di meglio il meridione di Italia esprime.

Una visita guidata in un territorio poco conosciuto, senza fare sconti, ma anche con un giustificato orgoglio nel rimuovere pregiudizi sedimentatisi sin dall’Unità d’Italia, che hanno finito per convincere in parte anche i meridionali. Su quanto siamo pigri, fatalisti, piagnoni, parassiti che succhiano e attendono solo aiuti di Stato, quello Stato che sopravvive grazie al lavoro e alla ricchezza prodotta dal virtuoso Nord. Non è questa la menzogna di sempre irrobustita negli ultimi trent’anni dalla propaganda leghista? Quella Lega Nord nata, dice Patruno, per difendere il popolo delle partite Iva e quella parte d’Italia che si credeva unta dal Signore e che nella secessione vedeva un mezzo per liberarsi da oneri altrui, partorita dai Poteri Forti determinati a mantenere il predominio del Nord con un Sud solo consumatore. L’egoismo territoriale come ideologia per approdare al federalismo fiscale “cioè il sistema rapido, insidioso, e dolosamente salvifico per mantenere l’ingiusto e squilibrato stato delle cose, contrabbandandolo come l’unico mezzo per risolverlo,invece, quello squilibrio”.

Lino Patruno in uno stile asciutto e immediato che gli è proprio smantella la tesi di un Sud piagnone e parassita con una raffica di Lo sapevate che? Per esempio, lo sapevate che Angelo Inglese a Ginosa Marina firma le camicie del principe William o che alla notte degli Oscar ad Hollywood sono state calzate le scarpe dell’azienda calabrese De Tommaso? O che il Festival dell’Innovazione organizzato dalla Regione Puglia è una fucina di creatività? E che Soveria Mannelli, nella Sila, è il paese più informatizzato d’Italia? Che il “grattacielo rotante” di Dubai nascerà grazie ai prefabbricati dalla Ge.Di. di Altamura?

E giù altri esempi di quante eccellenze, iniziative, realtà oggi dove meno te l’aspetti, anche all’interno di territori non facili, sono proiettati verso il mondo e quanti meridionali dal Nord, dall’estero, grazie alle nuove tecnologie, lavorano e producono a vantaggio del Sud. Che poi significa a vantaggio dell’Italia tutta. Perché, capovolgendo il falso teorema che tutti conosciamo, se non ci fosse il Sud, l’Italia avrebbe meno auto, acciaio e olio d’oliva, computer e cellulari, benzina e medicine e tanto altro ancora perché tutte queste cose per la maggior parte si trovano o si producono al Sud. 

E al sociologo piemontese, Luca Ricolfi, autore del Sacco del Nord, Patruno contesta la tesi contenuta nel suo libro e dimostra in 29 punti come invece il sacco sia stato perpetrato ai danni del Sud. L’elenco di questo cahier de doléance è lungo: i treni a lunga percorrenza drasticamente tagliati, i fondi Fas utilizzati per pagare le multe degli allevatori settentrionali, le gabbie salariali partorite da menti perverse per retribuire differentemente lavoratori settentrionali e meridionali, naturalmente a vantaggio dei primi, le Fondazioni per la maggior parte al Nord che quindi investono solo su quel territorio, la spesa pubblica corrente superiore al Nord per l’alto numero delle pensioni. E non finisce qui. Tutto dimostrato, naturalmente. E a proposito della Cassa per il Mezzogiorno sempre rinfacciata come pozzo di San Patrizio ad uso e consumo del Sud, ricorda tutti gli incentivi dati alle imprese del Nord e a quelle che scendevano ad investire al Sud e che spesso sono andate via, una volta intascati fondi perduti e prestiti agevolati.

Le colpe dei meridionali certo non mancano, come l’insufficiente utilizzo de fondi europei oggi o il sostegno dato al sistema per ignoranza da un lato e l’opportunismo di pochi dall’altro, ma è da ricordare che lo sviluppo del Nord è anche opera di menti e forza lavoro meridionale.

Menti e forza lavoro che oggi fanno del Mezzogiorno un’opportunità di crescita per tutta la nazione.

Il libro di Lino Patruno è una denuncia forte e circostanziata del grande inganno, del torto subito dal Sud, a partire dall’Unità d’Italia. Una ferita che tarda a sanarsi e brucia per la consapevolezza che la realtà è un’altra. È un libro che avvisa: attenti, il Sud non è quello che ci hanno raccontato. Ed esorta il lettore: “…Fai un viaggio al Sud senza paraocchi, e vedi un nuovo centro del mondo, un Mediterraneo con l’intelligenza della gente di mare che va sempre più in là, l’ansia irresistibile di chi le colonne d’Ercole vuole superarle… Fai un viaggio al Sud senza paraocchi, lo fai insomma alla caccia di una speranza, e vedi che l’Italia potrà ricominciare solo da Sud. Vedi ricomparire la Bellezza. Vedi che, sì, Mezzogiorno è l’ora dalla quale ripartirà tutto”.

 

 

Pregiudizi e menzogne, il Sud non è quello che ci hanno raccontato 

Di Marisa Di Bello

 

Nel libro di Patruno l’orgoglio è quello di un meridionale che conosce valore e potenzialità del  Sud, e i pregiudizi, quelli che da sempre accompagnano tutta la sua storia. Un’analisi approfondita e puntigliosa di realtà ed eccellenze spesso misconosciute del Mezzogiorno d’Italia

 

È un libro che mette in guardia il lettore: attento che il Sud non è quello che ci hanno sempre raccontato. Esiste un racconto diverso che è bene si conosca, al Nord ma non solo, perché anche il Sud prenda consapevolezza delle proprie capacità, delle proprie potenzialità e al tempo stesso delle inefficienze, delle colpe nell’essere stato complice di un sistema che ne ha impedito finora lo sviluppo.

E per dimostrare che le cose stiano in un altro modo da come ce le hanno sempre raccontate Lino Patruno non risparmia esempi, fatti, fa nomi di persone, aziende arrivate al successo e spesso prime al mondo, lungo le 250 pagine di Ricomincio da Sud, (€ 14, editore Rubbettino con cui ha già pubblicato nel 2011 Fuoco del Sud), con la puntigliosità e la precisione del giornalista di lungo corso quale è. Sorprende il lunghissimo elenco di eccellenze, capacità, realizzazioni, la ricerca meticolosa, la mole di informazioni che offre, numerosissime in vari settori, nelle varie attività, pubbliche e private, dalla Sicilia alla Campania, passando per la Sardegna, la Calabria, la Puglia e la Basilicata, quasi una summa di quel che di meglio il meridione di Italia esprime.

Una visita guidata in un territorio poco conosciuto, senza fare sconti, ma anche con un giustificato orgoglio nel rimuovere pregiudizi sedimentatisi sin dall’Unità d’Italia, che hanno finito per convincere in parte anche i meridionali. Su quanto siamo pigri, fatalisti, piagnoni, parassiti che succhiano e attendono solo aiuti di Stato, quello Stato che sopravvive grazie al lavoro e alla ricchezza prodotta dal virtuoso Nord. Non è questa la menzogna di sempre irrobustita negli ultimi trent’anni dalla propaganda leghista? Quella Lega Nord nata, dice Patruno, per difendere il popolo delle partite Iva e quella parte d’Italia che si credeva unta dal Signore e che nella secessione vedeva un mezzo per liberarsi da oneri altrui, partorita dai Poteri Forti determinati a mantenere il predominio del Nord con un Sud solo consumatore. L’egoismo territoriale come ideologia per approdare al federalismo fiscale “cioè il sistema rapido, insidioso, e dolosamente salvifico per mantenere l’ingiusto e squilibrato stato delle cose, contrabbandandolo come l’unico mezzo per risolverlo,invece, quello squilibrio”.

Lino Patruno in uno stile asciutto e immediato che gli è proprio smantella la tesi di un Sud piagnone e parassita con una raffica di Lo sapevate che? Per esempio, lo sapevate che Angelo Inglese a Ginosa Marina firma le camicie del principe William o che alla notte degli Oscar ad Hollywood sono state calzate le scarpe dell’azienda calabrese De Tommaso? O che il Festival dell’Innovazione organizzato dalla Regione Puglia è una fucina di creatività? E che Soveria Mannelli, nella Sila, è il paese più informatizzato d’Italia? Che il “grattacielo rotante” di Dubai nascerà grazie ai prefabbricati dalla Ge.Di. di Altamura?

E giù altri esempi di quante eccellenze, iniziative, realtà oggi dove meno te l’aspetti, anche all’interno di territori non facili, sono proiettati verso il mondo e quanti meridionali dal Nord, dall’estero, grazie alle nuove tecnologie, lavorano e producono a vantaggio del Sud. Che poi significa a vantaggio dell’Italia tutta. Perché, capovolgendo il falso teorema che tutti conosciamo, se non ci fosse il Sud, l’Italia avrebbe meno auto, acciaio e olio d’oliva, computer e cellulari, benzina e medicine e tanto altro ancora perché tutte queste cose per la maggior parte si trovano o si producono al Sud. 

E al sociologo piemontese, Luca Ricolfi, autore del Sacco del Nord, Patruno contesta la tesi contenuta nel suo libro e dimostra in 29 punti come invece il sacco sia stato perpetrato ai danni del Sud. L’elenco di questo cahier de doléance è lungo: i treni a lunga percorrenza drasticamente tagliati, i fondi Fas utilizzati per pagare le multe degli allevatori settentrionali, le gabbie salariali partorite da menti perverse per retribuire differentemente lavoratori settentrionali e meridionali, naturalmente a vantaggio dei primi, le Fondazioni per la maggior parte al Nord che quindi investono solo su quel territorio, la spesa pubblica corrente superiore al Nord per l’alto numero delle pensioni. E non finisce qui. Tutto dimostrato, naturalmente. E a proposito della Cassa per il Mezzogiorno sempre rinfacciata come pozzo di San Patrizio ad uso e consumo del Sud, ricorda tutti gli incentivi dati alle imprese del Nord e a quelle che scendevano ad investire al Sud e che spesso sono andate via, una volta intascati fondi perduti e prestiti agevolati.

Le colpe dei meridionali certo non mancano, come l’insufficiente utilizzo de fondi europei oggi o il sostegno dato al sistema per ignoranza da un lato e l’opportunismo di pochi dall’altro, ma è da ricordare che lo sviluppo del Nord è anche opera di menti e forza lavoro meridionale.

Menti e forza lavoro che oggi fanno del Mezzogiorno un’opportunità di crescita per tutta la nazione.

Il libro di Lino Patruno è una denuncia forte e circostanziata del grande inganno, del torto subito dal Sud, a partire dall’Unità d’Italia. Una ferita che tarda a sanarsi e brucia per la consapevolezza che la realtà è un’altra. È un libro che avvisa: attenti, il Sud non è quello che ci hanno raccontato. Ed esorta il lettore: “…Fai un viaggio al Sud senza paraocchi, e vedi un nuovo centro del mondo, un Mediterraneo con l’intelligenza della gente di mare che va sempre più in là, l’ansia irresistibile di chi le colonne d’Ercole vuole superarle… Fai un viaggio al Sud senza paraocchi, lo fai insomma alla caccia di una speranza, e vedi che l’Italia potrà ricominciare solo da Sud. Vedi ricomparire la Bellezza. Vedi che, sì, Mezzogiorno è l’ora dalla quale ripartirà tutto”.