Fine del mondo occasione persa

Sabato 22 dicembre 2012 da " La Gazzetta del Mezzogiorno "

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Ci siamo persi anche l’occasione della fine del mondo, il buon Dio ci ha punito non facendoci ieri la grazia. C’erano state veglie di preghiera per invocarla. In ogni angolo della Terra erano stati buttati corni e cornetti, nessuno toccava più ferro, bruciati in un rogo tutti i portafortuna, tutti gli amuleti, tutti i talismani. E poi sguinzagliati tutti i gatti neri, rotti tutti gli specchi, passati sotto tutte le scale, eliminate tutte le corna e bicorna, aperti in casa tutti gli ombrelli perché appunto la iettatura dilagasse e l’apocalisse finalmente ci fosse. Ma la punizione di dover continuare così è stata inesorabile.
 COSA AVREMMO SPAZZATO VIA Ora è piombata la grande delusione. Non cambia nulla. Perché basta scorrere solo la cronaca degli ultimi giorni per capire quanto la fine del mondo sarebbe stata utile e di quante schifezze ci saremmo liberati. Esempio: i consiglieri regionali della Lombardia che con i soldi pubblici, cioè le tasse della gente, facevano le loro spesucce private. In testa quelli della Lega Nord che dicono ladri ai meridionali.
 In un unico colpo avremmo spazzato via la procace signorina Nicole Minetti che si faceva rimborsare le creme di bellezza, i ristoranti sushi (fra cui una cena da 430 euro), un aperitivo all’hotel Principe di Savoia di Milano (832 euro), barattoli di sabbia in vetro giallo (27 euro), un iPad, un iPhone e, per la sua cultura, il libro <Mignottocrazia> di Paolo Guzzanti. Ci saremmo liberati del Trota (il figlio di Bossi) cui pagavamo videogiochi, sigarette e bibite (soprattutto Red Bull per non essere da meno del ce-l’ho-duro dell’augusto padre). E ci saremmo liberati di chi si faceva pagare come <uscite per compiti istituzionali>, cioè per servire meglio gli elettori, i suoi personali lecca-lecca, le cartucce per la caccia, i gratta-e-vinci, i vini d’annata. E c’è qualche consigliere regionale lombardo che si è fatto pagare anche una festa di nozze, e chi un cenone di Natale con 800 invitati a 201 euro l’uno. E tanti altri in altre regioni (guarda caso, tutte al Centro Nord, però non si discute che i ladri stiano al Sud).
 Però hanno ragione, bisogna finirla con questo scandalismo. Come ha detto la Minetti: <Tanto chiasso per 27 euro? Volete che restituisca 27 euro?>. No, non vorremmo più vedere la sua faccia di bronzo. E il presidente Formigoni, uno che trovi a mani giunte alla santa messa: <Le spese ingiustificate non superano il 5-6 per cento>. Chissà da quale percentuale bisogna partire per far parlare Formigoni di furto e di concetto di moralità.
 Ma se ci fosse stata la benedetta fine del mondo, ci saremmo evitati un altro concorsone come quello per gli insegnanti. A cominciare dal quizzone di selezione. Perché non pareva finora che per sapere stare in cattedra bisognasse essere esperti di Settimana Enigmistica. E rispondere, per esempio, a questa domanda di logica: <Quali delle seguenti affermazioni permette di concludere logicamente che domenica scorsa non sono andato al mare?>. E giù quattro possibili risposte, ma sempre domandandosi quanta logica, e non solo, avesse in testa chi l’ha formulata. Oppure, per non farci mancare niente, la domanda: <Quale, fra i termini proposti, completa correttamente la seguente proporzione verbale: “parola: discorso = nota: x”>?
 BISOGNA RIPROVARE AD AVERLA Probabilmente la prossima generazione di insegnanti sarà più grata alla fortuna che al suo talento, avendo dovuto contare più sulla prima che sul secondo. Più grata alla capacità di sapere quante uova compra la mamma di Pierino che agli elementi fondamentali di greco. Ma tant’è, così vuolsi colà dove si puote (che è Dante, non una sciarada).
 Se ci fosse stata la benedetta fine del mondo, ci saremmo evitati altri possibili strazianti divorzi come quello fra l’on. Gasparri e l’on. La Russa, due fratelli di latte, figli del padre putativo Tatarella, e ora ciascuno per la sua strada: nel senso che il primo sarà ricandidato da Berlusconi, il secondo preferisce farlo da sé perché non si sa mai. Se ci fosse stata la fine del mondo, ci saremmo evitato il tormentone su ciò che farà Monti da grande.
 Ma la fine del mondo purtroppo non c’è stata. Ci abbiamo provato, abbiamo fallito: non importa, bisogna provarci ancòra, fallire ancòra, fallire meglio. Non è che il mondo non sia un bel posto, e che non valga la pena lottare per tenerselo. Il problema sono quei troppi umani non consapevoli che al mondo si possa benissimo fare a meno di loro. Anzi.