Love is all you need

Sabato 29 dicembre 2012 da " La Gazzetta del Mezzogiorno "

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LOVE IS ALL YOU NEED – di Susanne Bier. Interpreti: Trine Dyrholm, Pierce Brosnan. Commedia, Danimarca, 2012. Durata: 1h 51minuti.
 
Ah l’amore, l’amore. Tutto ciò di cui tu hai bisogno, come dice il titolo del film. Ma l’unica cosa che non diamo e non riceviamo mai abbastanza. Con queste premesse, il rischio (o la promessa) era un polpettone all’antica, tutto sospiri e mandolini, vista anche l’ambientazione a Sorrento. E però la regista Susanne Bier (già Oscar 2011 con <In un mondo migliore>) non per niente viene dei freddi della Danimarca. Così il suo amore è pieno di dolore e frustrazione, amarezza e solitudine. Ma vince tuttavia, pur essendo tutt’altro che del tipo meraviglioso.
 Tutto parte da uno scombinato un matrimonio che si decide di celebrare non ai piedi della Sirenetta ma appunto nella goethiana terra dove fioriscono i limoni. Presunti protagonisti della storia e promessi sposi sono la figlia (bruttina) di una parrucchiera e il figlio (molliccio) di un ricco esportatore. Ma se la festa appartiene a loro, la circostanza favorisce appunto l’incontro fra lei madre e lui padre, lei appena tradita dal marito e malata, lui vedovo tutt’altro che allegro.
 Sono due universi anche socialmente lontanissimi, tra estraneità e imbarazzo. Ma che la meravigliosa (questa sì) cornice mediterranea fa incontrare, fra colori e sapori che non solo stemperano gli umori delusi, ma fanno rifiorire umanità sopite, riaprono cuori duramente chiusi. Una inaspettata morbida cornice proprio mentre va a scatafascio tutto il resto, festa compresa.
 Sarebbe solo una consueta commedia sentimentale se la Bier non l’avesse infiorita del dramma della vita, della pur amara ironia con cui bisognerebbe affrontarlo, della forza e del sorriso di cui sono capaci solo gli occhi di una donna anche di fronte all’infelicità di un brutto male. Trine Dyrholm, eroina cara alla Bier, è perfetta per la sua misura, una rivelazione per il grande pubblico. Mentre tutto si sapeva di Pierce Brosnan, l’ex 007, stile e fascino (qui un po’ ingessati).
 La pur sobria regista ci mette tutto dentro, il film non si fa mancare niente dell’abusato genere <come ti strappo la lacrimuccia>, e questo è il suo eccesso. Ciò che non è mai abbastanza è l’incanto di Sorrento, e neanche nel solito svenevole formato <cartolina italiana>. Aggiungeteci il <That’s amore> di Dean Martin e queste due ore saranno comunque meglio di un tavolo di burraco natalizio.