Il grande Spione chiamato Fisco

Sabato 12 Gennaio 2013 da " La Gazzetta del Mezzogiorno "

Lascia un Commento Inserito da Lino Patruno

Massima allerta per i compatrioti tutti: andate sempre in giro con taccuino e penna. E appuntate tutto ciò che fate. Comprese le pulsazioni se vi fiondate sul bus o dopo quattro piani con l’ascensore rotto. Soprattutto segnatevi le spese: anche lo zucchero filato, o le caldarroste, o i 15 centesimi allo zingaro del semaforo. Non ne parliamo se passate al cappuccino e brioche: siete già in pericolosissima zona rossa. Perché col nuovo Redditometro entrato in vigore, per il Fisco italiano se uno spende vuol dire che è evasore. Punto.

 REDDITOMETRO IN AZIONE Sconsigliabile la protesta, potrebbe irritare la Belva pronta ad azzannare. Non sapendo scovare gli evasori, il Fisco ha deciso: potete esserlo tutti. E se prima tutti eravamo innocenti e dovevano essere loro a dimostrare il contrario, ora siamo tutti colpevoli e a dimostrare il contrario dobbiamo essere noi. E senza saperlo siamo tutti colpevoli già dal 2009, quando chissà che faccia avevamo ma dobbiamo ricordare se un giorno abbiamo preso lo zucchero filato, o le caldarroste, o se abbiamo dato i 15 centesimi allo zingaro del semaforo.

 I giuristi parlano di <inversione dell’onere della prova>. Come se chi in vita sua non ha mai ammazzato neanche la nonna, dovesse dimostrare comunque di non essere un assassino. Ma scusi, non fate prima a vedere se la nonna respira ancòra? No, altrimenti non si diffonde il panico. E una legge può essere retroattiva, nel senso che devo discolparmi anche per un periodo in cui non sapevo di essere colpevole? Non ci riguarda, mica ti lamenti con l’Altissimo se nasci (come nasci) col peccato originale: potevi pensarci e non nascere.

 Facciamo un esempio per capire. Metti che a Natale abbiamo comprato un chilo di capitone: spesa, 20 euro (doveva essere pure congelato). Il Fisco può dire che, in base al reddito da noi dichiarato, quella spesa non potevamo concedercela se eccede del 20 per cento le nostre possibilità: quindi non abbiamo dichiarato il giusto, quindi siamo infami evasori. Ma scusi, signor Fisco, io posso avere pure dei risparmi e, sa, Natale è Natale e uno si concede un po’ di capitone, non è mica l’aragosta. E poi i risparmi erano già tassati. Niente da fare, la invitiamo nei nostri uffici per le spiegazioni del caso. Venti per cento in più: indiziato di reato.

 Figuriamoci cosa potrebbe avvenire con una pelliccia, meglio tenersela nella cassetta di sicurezza e spalmarsi di grasso se fa freddo (sì, ma quel grasso dove lo hai preso?). Solo uno fuori di testa può comprarsi una casa, sempre coi soldi messi da parte. Ma al Fisco non interessa, se li hai spesi quest’anno significa che quest’anno avevi di più della miserabile pensione che ti danno, quindi anche tu sei un infame. Favorisca da noi.

 TUTTI COLPEVOLI Per ricostruire il reddito di 40 milioni di Fantozzi italiani, il Fisco li ha divisi in undici tipi di famiglie, cinque aree geografiche, tre città di riferimento (Milano, Roma, Napoli). E ha stabilito quanto ciascuna famiglia può spendere in media secondo i dati dell’Istat (Istituto italiano di statistica). Esempio per i single con meno di 35 anni: a Milano si ritiene possano spendere 1200 euro al mese, a Roma 891, a Napoli 808. Ma se io guadagno di più (e voi lo sapete perché mi tassate lo stipendio), perché non posso spendere di più? Puoi, ma se lo fai sei sospettato e ti dobbiamo interrogare. 

 Quindi guai a essere fuori dalla media, se hai questo stile di vita devi confessare perché. Ma allora è meglio che non compri niente, e poi ci venite a dire che se in Italia non ripartono i consumi, non riparte la ripresa e non si crea lavoro. E se non riparte la ripresa e non si crea il lavoro, anche il Fisco avrà meno da tartassare, mica può scuoiare uno a pelle e ossa. Guardi, della ripresa e del lavoro si occupa un altro ministero, noi ci occupiamo di succhiare sangue.

 Forse in fondo il Fisco è più umano di quanto sembri, in Italia siamo sempre pronti a criticare. Il suo intento è evitare i furbi e gli scorretti. E per questo non può preoccuparsi dei nervi fragili di un intero Paese di persone per bene. Perché il fatto è che i 40 milioni famosi di italiani sotto osservazione sono 40 milioni di contribuenti, gente che le tasse comunque le paga già. Quindi sfuggono ancòra gli evasori totali, quelli invisibili col macchinone e la barca.

 Non sapendo colpire i disonesti, il nostro Fisco martella gli onesti. Nessuna novità, quindi davvero non si capisce perché il popolo si agiti tanto.