Il maleducato è sempre l'altro

Sabato 19 Gennaio 2013 da " La Gazzetta del Mezzogiorno "

Lascia un Commento Inserito da Lino Patruno

Scena recentissima in un cinema multisala barese. Film di grande tensione emotiva, quindi fiati sospesi. Tranne il gracchiare di una busta di patatine o di salatini o di chissà che. Qualcuno si gira per far capire allo sgranocchiatore, anzi alla sgranocchiatrice, di tener conto di chi ha pagato il biglietto credendo di assistere a un film e non a una pizza fra amici. Manco per idea. Poi parte un suono gutturale per dire silenzio. Ma la busta continua a gracchiare imperterrita. Secondo suono gutturale per dire silenzio, questa volta un po’ più perentorio. Niente da fare, la busta non sente e neanche la sua utilizzatrice ruminante come in un autismo gastronomico. Inevitabile lo spettatore che le chiede, questa volta papale papale, fino a quando ha intenzione di disturbare il prossimo. Risposta: lei è un maleducato. Maleducato chi non vuole essere disturbato, non chi disturba.

 PATATINE AL CINEMA Fine proiezione, la ruminante intercetta lo spettatore che credeva di stare in un cinema e non in una rosticceria, e gli dice: non creda che io l’abbia smessa perché lei mi ha fatto paura. E poi: non è colpa mia se al cinema vendono queste buste. Fortuna che al cinema non vendano fuochi d’artificio. E infine: se vuole vedere un film in silenzio, se lo veda a casa sua. La ruminante si conferma ruminante fino all’ultimo.

 Ma il cinema è un concentrato di mondo non solo per le patatine, o i salatini, o i chissà che della signorina sgranocchiante. Si sono scomodati addirittura i sociologi, quelli che studiano cosa fa la gente quando sta insieme all’altra gente, per enunciare la teoria del bracciolo. Dimmi come ti comporti sul bracciolo del cinema, e ti dirò chi sei. Anzi, vi dirò di più: dai due gomiti dipende la civiltà di un popolo. Perché il bracciolo è il piccolo grande esempio di due diritti, anzi del diritto di due gomiti, di avere il loro spazio, ma anche il piccolo grande esempio del dovere di due gomiti di lasciarlo all’altro. Se non finisce a guerra di gomiti, a chi spinge di più, la civiltà è salva.

 Ma ora sul cinema, anzi sulla vita a gomito ovunque sia, incombe un’altra drammatica minaccia: la sigaretta. Ma non la vecchia sigaretta che riduceva il cinema a camera a gas, i polmoni a spugne e gli abiti a disastro ecologico. Quella ha festeggiato proprio in questi giorni i suoi dieci anni di proibizionismo, vietata ovunque. Stop tanto rispettato da smentire la vecchia convinzione mussoliniana secondo cui governare gli italiani non è difficile, ma inutile.

 Mai come in questo caso gli italiani hanno dimostrato che se li si governa da cristiani, si comportano da cristiani. Magari fumano sui pianerottoli, escono dopo ogni portata dai ristoranti, li si vede schizzare appena possibile sui balconi (con conseguenti raffreddori da crisi di astinenza da tabacco). Ma in dieci anni gli incalliti sono diminuiti, anche se gli irriducibili continuano ad accusare i salutisti di essere talebani. E a chiedere perché non si proibisce anche l’alcol visto che fa male. L’alcol fa male solo a chi beve, la sigaretta anche a chi non fuma.

 SIGARETTA ELETTRONICA Ora però è in arrivo qualcosa da far scomparire anche la sgranocchiante dalla busta gracchiante. E’ anzi già arrivata la sigaretta elettronica. Che emana vapore simile al fumo ma non è fumo. Che profuma di fragola o cioccolato. Che consente di non aspirare le 4 mila sostanze nocive della sigaretta sigaretta (perché non c’è combustione) ma obbliga il prossimo a scomparire in una nuvolaglia più densa e stratificata di una previsione meteo. Soprattutto, non è proibita al cinema, al ristorante, in aereo, in azienda, insomma sui campi di battaglia della Waterloo del tabacco. E che ogni settimana vede aprire in Italia venti nuovi negozi per venderla. Con un giro di affari già a 100 milioni l’anno.

 Soprattutto, è nella classica situazione all’italiana del consentito non perché qualcuno l’abbia consentito, ma perché nessuno si è ricordato di non consentirlo. Che ha già provocato qualche robusta rissa. E che qualcuno già usa come arma impropria della vendetta per essere stato finora trattato da appestato. Prima o poi il <vietato> arriverà. Ma nel frattempo la nazione che ha diffuso il diritto nel mondo avrà tutto il tempo di dimostrare ancòra una volta d’averlo diffuso per gli altri. E che di fronte alla busta che gracchia nel buio e nella magia della sala, obietta che non si permetta più di pretendere che di questi tempi qualcuno sia educato.