Dal Sud 12 domande ai candidati alle elezioni

Venerdì 25 gennaio 2013 da " La Gazzetta del Mezzogiorno "

Lascia un Commento Inserito da Lino Patruno

 

Dedicato a chi andrà a votare e vorrebbe che si facesse qualcosa per il Sud. Cioè per il grande assente nei programmi dei partiti, tranne sporadiche righe fra le <varie ed eventuali>. Allora ciascuno si appunti le seguenti domande. E cerchi di capire chi eventualmente risponde dicendo qualcosa di meridionale.
1. L’Italia non cresce da almeno vent’anni. E si è sempre pensato che potrà crescere se riprenderà a farlo la locomotiva del Nord. Senza nulla togliere ai grandi meriti del Nord, ritiene che continuare a puntare su una sola parte del Paese sia ancòra la scelta giusta?
2. Mettiamo che l’Italia sia un’azienda davanti alla crisi. Ritiene che per superarla debba continuare a puntare sui settori che già vanno meglio ma non possono andare oltre (il Nord), o non debba invece rafforzare i settori finora meno curati e quindi con le potenzialità maggiori (il Sud)?
3. In economia c’è la legge dell’<utilità marginale decrescente>: ogni ulteriore investimento dove ne sono stati già fatti, renderà sempre meno. Lo conferma la Banca d’Italia: ogni euro investito al Nord diventa 1,10 euro per l’intero Paese, ogni euro investito al Sud diventa 1,40 euro per l’intero Paese. A suo parere non è sufficiente per decidere di investire di più al Sud, nell’interesse non del solo Sud ma dell’intera Italia?
4. Al Sud il <tasso di occupazione> (popolazione che lavora su quella complessiva) è del 20 per cento in meno rispetto al Nord. Non ritiene che creare le condizioni perché quel 20 per cento possa scendere in campo sia un aumento di ricchezza per tutti?
5. Se vinceranno, Lega Nord e Pdl approveranno una legge in base alla quale il 75 per cento delle tasse devono restare sui territori in cui sono pagate. Per la spesa nazionale (sanità, trasporti, sicurezza) resterebbe solo il 25 per cento. Crede che quello che ne verrebbe fuori possa essere ancòra un Paese unito e che quella legge sia un tentativo di secessione del Nord?
6. Nel calcolare il 75 per cento, non si tiene conto che molte di quelle tasse sono di aziende settentrionali che producono o vendono al Sud, ma pagano al Nord perché lì hanno la sede legale. Si batterà perché siano cambiate le norme che consentono a quelle aziende di farlo a danno del Sud?
7. Nel calcolare quel 75 per cento, non si tiene conto neanche che già oggi la spesa pubblica dello Stato è, al contrario di quanto si vuol far credere, maggiore al Nord. Le sembra giusto verso un Sud il cui handicap principale è il 40 per cento in meno di infrastrutture rispetto al resto del Paese? 
8. Le banche non meridionali che operano al Sud affermano che i denari raccolti al Sud vengono investiti nello stesso Sud. Ma i loro utili (fatti anche al Sud) finiscono nelle fondazioni bancarie che per il 90 per cento sono al Nord. E che per statuto devono spenderli sul loro territorio. Non ritiene che questo sia un ulteriore impoverimento del Sud?
9. Il 50 per cento del debito pubblico italiano (Btp, Cct ecc.) è in mano agli italiani. Ma la gran parte è detenuto da cittadini (e banche) del Nord, che ricevono i relativi interessi. Però questi interessi sono pagati anche con le tasse dei cittadini del Sud, che così finanziano il Nord. Ritiene di doverlo far presente quando si accusa il Sud di vivere alle spalle del Nord?
10. In Italia vengono distribuiti ogni anno alle imprese 40 miliardi di incentivi. Anche in questo caso si accusa sempre il Sud di prenderne il grosso: ma non è così perché la maggior parte delle aziende è al Nord. L’alternativa sarebbe abolirli e utilizzare l’ingente cifra per ridurre le tasse sulle aziende e sul lavoro, ciò che darebbe fiato soprattutto alle più deboli imprese del Sud. Intende battersi per questo?
11. Anche il redditometro ha riproposto la vecchia convinzione che la vita costi più al Nord che al Sud. Ma pure se i prezzi sono maggiori al Nord, si può semplicemente obiettare che con uno stipendio al Sud devono vivere più persone di quante ne vivano al Nord, quindi il presunto vantaggio è annullato. Cosa ha intenzione di fare perché questo potenziale danno sul redditometro sia eliminato?
12. Nell’unico accenno del suo programma al Sud, il presidente Monti lo ha trattato come uno scandalo, dicendo che deve cessare lo scarso utilizzo dei fondi europei. Ma, pur ammettendo che ciò sia vero, chiediamo se siano condivise due osservazioni. Per i programmi da realizzare con i fondi europei, occorre una partecipazione finanziaria dello Stato o delle Regioni che non c’è perché il <patto di stabilità> impedisce di spendere. I fondi europei si devono poi aggiungere alla spesa pubblica italiana ma non lo fanno, non servendo quindi a ridurre il divario fra Nord e Sud.
 Conclusione: i partiti che si impegnano per almeno un terzo dei punti citati, possono essere degni dell’attenzione degli elettori meridionali. Altrimenti l’Italia avrà ancòra una volta sprecato l’unico suo futuro che è a Sud.