La speranza? Inventiamocela ( film di Roberto Andò )

Martedì 19 febbraio 2013 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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VIVA LA LIBERTA’ – di Roberto Andò. Interpreti: Toni Servillo, Valerio Mastrandrea, Anna Bonaiuto, Valeria Bruni Tedeschi. Politico, Italia, 2013. Durata: 1h 30 minuti.
 
 Che gioiellino questo “Viva la libertà”. Pervaso di tanta intrigante levità, di tanta grazia da non meritare di essere strumentalizzato da una campagna elettorale come sempre greve e ammorbante. Perché è vero che si svolge in un “principale partito di opposizione” (leggi Pd?). Ma è ancor più vero che è un raffinato, divertente, addirittura tenerissimo atto di accusa contro tutta la politica, capace di parlare solo a se stessa e non alla gente. Quella politica che fa vedere in giro, come dice qui uno spiccio presidente della repubblica, “solo rincoglioniti, ladri e banchieri”.
 Un leader politico frustrato, sfiduciato e votato alla sconfitta nelle imminenti elezioni è Enrico Olivieri. Il quale, preso da una botta di depressione non minore di quella che trasmette agli altri, sparisce. Va a Parigi da una sua vecchia fiamma (Valeria Bruni Tedeschi), che lo riconcilia con la vita introducendolo nel mondo del cinema. Ma il problema è che tutti si chiedono dove sia, anche perché il giorno delle urne incombe. Bisogna fare qualcosa.
 Andando alla sua caccia, il suo segretario (Valerio Mastrandrea) ricorda che l’onorevole ha un fratello filosofo, rinchiuso in clinica perché considerato “pazzo”. Lo è solo perché, in questo tempo volgare, non si tinge i capelli come il fratello (smettete di tingervi, siate autentici), balla con gli altri pazienti in terapia, fa le piroette sul pavimento, recita haiku, suona Schubert. Insomma, il contrario di una politica che esibisce la sue parole d’ordine “Accoglienza”, “Immigrazione”, “Occupazione”, “Salute” ma ignora quella davvero scomparsa: “Passione”.
 Visto che l’originale non ritorna, si decide di rischiare con la copia. Così le stanze ingessate e incartapecorite del potere sono attraversate da questo Pierrot che porta la primavera perduta. Una ventata nella indecisione e nella paura: sia la solita paura di vincere della sinistra, sia la paura che fa marcire il Paese. Finalmente qualcosa di umano. Fa interviste spiritose, conduce in un giro di valzer a piedi nudi una immaginaria Merkel, conquista i giovani. E declama la poesia di Bertolt Brecht <A chi esita>: “Non aspettarti nessuna risposta oltre la tua” (poi cavallo di battaglia di Kennedy).
 Conclusione: una ventata di libertà dagli schemi (Viva la libertà). E i sondaggi che danno il partito al 66%. Finché il vero onorevole torna: che succederà? L’allegoria rimane aperta.
 Tratto dal romanzo “Il trono vuoto” (Bompiani), vincitore del Campiello 2012 Opera prima, il film è diretto dallo stesso autore Roberto Andò, all’opera prima anche nel cinema. Piacevole sorpresa. Che però deve moltissimo alla straordinaria interpretazione di Toni Servillo strepitoso uno e due, bravo ai limiti della commozione. Ma eccellente tutto il cast, con una nota di merito per un Mastrandrea sempre più maturo. Andate a vedere questo film: boccata d’ossigeno. Se la speranza non c’è, bisogna inventarsela.