< Tutti contro tutti > E' Italia, siamo a casa

Lunedì 4 marzo 2013 da " La Gazzetta del Mezzogiorno "

Lascia un Commento Inserito da Lino Patruno

 

TUTTI CONTRO TUTTI – di Rolando Ravello. Interpreti: Rolando Ravello, Kasia Smutniak, Marco Giallini, Stefano Altieri. Commedia, Italia, 2013. Durata 1h 31 minuti.
 
E’ l’immagine dell’Italia ai giorni nostri questo “Tutti contro tutti”, un Paese impegnato in una guerra civile strisciante. Un Paese in cui sembrano perse sia le regole collettive sia le ragioni del vivere insieme. E se al centro c’è la casa, oscuro oggetto del desiderio nazionale, può succedere appunto di tutto, come narra malinconicamente il film, basato peraltro su una storia vera. Anzi su mille più o meno conosciute storie vere, visto quante case vengono abusivamente occupate ogni giorno.
 Però qui non è una casa disabitata, ma abitatissima come quella di una dignitosa famiglia operaia nel quartiere romano di Tor Bella Monaca. La quale ha il torto di lasciarla innocentemente incustodita per la prima comunione di un figlio. Di ritorno dalla chiesa, con tanto di guantiere di rustici e dolci per festeggiare, non riesce a entrare nel proprio appartamento perché in un paio di ore di sua assenza si sono insediati altri.
 Comincia così una tragicommedia che poco alla volta, invece di rinsaldare la solidarietà, di tenere uniti, farà degenerare sia la vita quotidiana del nostro sfortunato gruppetto, sia i rapporti fra di loro. In uno smagliato scenario di periferia degradata che degrada anche gli animi. Con una lotta per l’esistenza e la sopravvivenza fra immigrati, piccoli boss, bulletti scolastici, assenza dello Stato.
 Per fortuna, supplisce una sana filosofia che non cede mai alla disperazione, che trova sempre una ragione per continuare. Ma fino a quando potrà continuare così lacerato l’ex Belpaese di cuore buono? Fino a quando ciascuno di noi dovrà cercare una casa che non è solo una cucina, un bagno, un salotto, ma un’idea comune di presente e futuro?
 Chi accusa la commedia all’italiana di fare solo fuffa senza spessore, ha così da ricredersi. Tratto da un testo teatrale, il film è la prima regia di Rolando Ravello, che qui fa anche il muratore Agostino, ma che a teatro interpretava tutti i personaggi (e che avevamo visto attore in tv in una miniserie sul ciclista Pantani e al cinema nel “Paese delle spose infelici” di Mezzapesa e in “Diaz”). Lo affiancano sperimentati interpreti come Marco Giallini (il cognato), Stefano Altieri (l’irresistibile nonno), Kasia Smutniak (la moglie polacca).
 Non tutto è compatto, qualche volta il racconto si smaglia. Ma va, e prende molto. Sempre pervaso da un sottile dolore, si ride spesso ma è un riso amaro. Ché tale è la nostra attuale commedia nazionale: c’è poco da ridere, anche se è meglio che piangere.