Meno male che c'è il Sud a distogliere l'attenzione

Venerdì 8 Marzo 2013 da la " Gazzetta del Mezzogiorno "

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Saranno morti che parlano, quelli che in questi giorni parlano di Macroregione del Nord. Non si sa se l’Italia potrà avere un governo, manco fosse una qualsiasi Repubblica delle Banane. Roma non ha neanche un papa, anzi quello che aveva ha sbattuto la porta. A Bari chiude la Bridgestone e 950 persone perderanno il lavoro. All’Ilva di Taranto seimila andranno in cassa integrazione per due anni. Nello stesso Veneto delle meraviglie mettono i cartelli “fittasi” o “vendesi” alle aziende. C’è chi si uccide o ammazza per la crisi. Su Facebook si moltiplicano segnalazioni di chi ha visto gente uscire in lacrime dalle banche.
 Ci vorrebbe una grande solidarietà nazionale come quando c’è una guerra, e invece i morti che parlano continuano a parlare pur avendo perso milioni di voti e con propri dirigenti arrestati ogni giorno. Come se continuare a dire che il problema è il Sud, salvasse l’Italia. I leghisti non hanno capito che la Terra gira intorno al sole, non intorno a loro. Poi ci si chiede perché Grillo.
 Se è per questo, non sono neanche originali. Di Macroregione si è cominciato a parlare molto prima al Sud non al Nord. Ma una Macroregione che riuscisse a far funzionare meglio se stessa e l’Italia. Certo qualcuno sognava di staccarsi, ma erano arrabbiature per le dimenticanze verso il Sud. Certo erano provocazioni, per discutere se era meglio separarsi e ritrovare le comuni ragioni per restare insieme. Certo, se una strada attraversa tre regioni, una Macroregione eviterà almeno che per bitumarla se ne parli tre volte. E certo, se ciascuna ha un servizio di bus e si riesce a farlo diventare uno, si risparmia e magari i bus arrivano anche più puntuali. E certo, se il Sud avesse una sola voce, forse l’ascolterebbero di più.
 Così il Sud sarebbe partito, anzi ripartito, dalle mille sue cose che funzionano e non dalle duemila che non funzionano. Messe insieme per funzionare ancòra meglio. La prima cosa che il Sud dovrebbe fare, è organizzare visite nei posti eccellenti per capire perché lì sono eccellenti e altrove no. E diffondere il contagio nonostante tutto ciò che non ha e non gli viene dato: esempio, l’alta velocità ferroviaria, perché solo al Nord?
 Ma altra storia è una Macroregione del Nord che voglia separarsi, che voglia tenersi il 75 per cento dei suoi soldi ma nello stesso tempo pretendendo che lo Stato continui a pagarle gli alimenti come se la separazione non fosse sua colpa. Giustamente il sottosegretario Polillo, pur mai arruolato nel Sud, ha detto: se volete andarvene, tenetevi anche il 75 per cento del debito pubblico italiano. E quanto ai servizi che spettano allo Stato, dalla sanità all’istruzione alla sicurezza, che se la vedano per conto loro per almeno il 75 per cento, appunto. Ci vuole serietà, anche se Pulcinella starebbe solo al Sud.
 La Lega Nord ha cominciato con la secessione e col tricolore per pulirsi il fondo schiena. Ha continuato col federalismo che ha fatto aumentare sia la spesa pubblica che le tasse. Ora approda a questa forma camuffata di secessione, ma cercando di tenersi gli utili e far pagare agli altri le perdite. Il Sud è pieno, a destra e a sinistra, di amministratori sciagurati incapaci di decisioni: vogliamo solo ricordare quanti porticcioli turistici si potevano fare in Puglia e quanti ce ne sono? Leggasi porticcioli, quindi rispettosi dell’ambiente, non per transatlantici.
 Ma è anche vero che non sono economisti che si chiamano Gennaro Esposito, ma i dati, a dire che è una menzogna quel “tutti i soldi che vi diamo” sempre rinfacciato al Sud. La spesa dello Stato è maggiore al Nord e non al Sud (sempre Polillo disse): solo le pensioni di anzianità, sono venti volte di più lì (e si capisce perché Bossi bloccò la riforma che voleva abolirle, prima che ci pensasse la Fornero).
 E quanto alla famosa storia dei dipendenti pubblici che in Sicilia sarebbero dieci volte più che in Lombardia, anche qui il dato nazionale è a sorpresa: Sicilia a parte, sono più a Nord che a Sud. Infine l’altra non meno famosa storia della siringa che costa cinque nella stessa Lombardia e dieci in Calabria. Se è così, chi la compra in Calabria sia cacciato a calci. Ma poi vai a vedere ancòra i dati (Servizio sanitario nazionale, 2009) e altra sorpresa: la spesa a persona è più alta nelle regioni del Nord che in quelle del Sud.
 Ovviamente, non c’è politico meridionale che alzi la manina per eccepire. E sia destra che sinistra hanno una bella tradizione di amministratori incapaci “portati a Roma”, come si dice, perché soprattutto capaci di prendere voti. Anche questo ha fatto crescere al Sud un Grillo che al Sud non aveva mai attecchito. Ma neanche Maroni scherza, con quel po’ po’ di suoi amministratori in manette. Se dobbiamo attaccarci a una speranza, diciamo che, toccato il fondo, non possiamo che risalire. Ma intanto, sparlare del Sud fa sempre bene, distoglie l’attenzione.