Simpatiche e imbranate un bel trio

Domenica 10 Marzo 2013 da la " Gazzetta del Mezzogiorno "

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AMICHE DA MORIRE – di Giorgia Farina. Interpreti: Claudia Gerini, Cristiana Capotondi, Sabrina Impacciatore, Vinicio Marchioni. Commedia, Italia, 2013. Durata: 1h 38 minuti.
 
Ma guarda quanta grazia leggera ha questo film della esordiente 28enne romana Giorgia Farina, girato in una solare Puglia (Monopoli e Massafra) fatta passare per Sicilia. Storia di tre donne che si detestano, si amano, riprendono a detestarsi: come troppo spesso fanno le donne. “Amiche da morire”, appunto. In un ambiente siculo tutto tradizione e sant’Alfio che sopravviverebbe (mah) pur nel tempo di Internet, ma nel quale le tre loro malgrado si fanno sentire, eccome se lo fanno. Ed è uno spasso tra imprevedibile giallo e intrigo.
 Le tre sono Gilda (Claudia Gerini) procace e gioiosa mignotta, Olivia (Cristiana Capotondi), moglie santarellina e un po’ oca di un bel pescatore, Crocetta (Sabrina Impacciatore), lavoratrice del tonno rimasta single perché inseguita dalla (meritata) fama di iettatrice. Si sarebbero solo tanto odiate nel loro paesino retrogado e ipocrita se il bel pescatore non scomparisse tanto frequentemente da far sospettare roba di corna.
 Così parte la solidarietà e la caccia al mistero. Che porterà non solo in una direzione sconcertante, ma che salderà l’improbabile trio in una comune sorte molto femminista: soprattutto contro il maschilismo (onestamente troppo banale) di un poliziotto tanto rude quanto sprovveduto (Vinicio Marchioni reduce dal “Romanzo criminale” tv). Finirebbe a un’indagine tipo ispettore Derrick se non aleggiasse un’ironia divertita e divertente, a volte esilarante, su quel mondo. Fino a sconfinare nel surreale. Con le tre che sono un contagio di simpatia non meno che di imbranataggine.
 C’era il rischio della solita trita commedia all’italiana che ridicolizza i difetti del popol nostro. Così come c’era il rischio del folkloristico sudismo a poco prezzo. E c’era il rischio del moralismo che bacchetta. La bravura della regista e sceneggiatrice è aver evitato tutto, dando alla sua impunita (e pur truce) trama quasi i toni della magia. Aiutata dalle tre spudorate protagoniste, tanto in palla da confermare che ci può essere una comicità al femminile, basta il copione giusto.
 Il risultato non è un film da Oscar, ma una piccola e non inopportuna brezza di allegria. Con la morale (questa volta sì) che se le donne si mettono insieme, più che streghe tornate sono bellezza bentornata.
 (PS. Che i film si girino in Puglia, fa piacere. Ma non fa piacere che la Puglia, con tutto il rispetto, passi per Sicilia. E’ vero che girare in Puglia significa anche lavoro per i pugliesi. Ma uno spettatore che volesse ripercorrere da turista quella meraviglia di luoghi, verrebbe in Puglia o andrebbe in Sicilia?).