Uomo casalingo massimo allarme

Sabato 23 marzo 2013 da " La Gazzetta del Mezzogiorno "

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Impettiti come polli e gonfi come tacchini. Sono i papà che conducono in strada il passeggino col bambino. Nove volte su dieci azzannano le caviglie circostanti. Dieci volte su dieci beccano buche che sbattono la creatura come un pollo. Undici volte su dieci si guardano intorno con la testa come un sacramento. Sono compiaciuti del ruolo del maschietto che dà una mano, seguiti dalle loro donne cariche di pacchi e buste come sherpa hymalaiane o asini delle Ande. E che volentieri scambierebbero i ruoli, io passeggino tu facchinaggio.
 MAI PIU’ AL CALCETTO Il fatto è che, volenti o nolenti, i signorini hanno cominciato a darla, questa mano. Sarà la parità che le donne pretendono con la stessa dolcezza di un toro davanti al rosso. Sarà che la crisi ha colpito le colf, da ora in poi un giorno sì uno no. Sarà che, come hanno testé detto studiosi “pronti all’uso”, la divisione dei lavori in casa è il segreto della felicità della coppia. Insomma lui non solo non si azzarda più a lasciare il pavimento disseminato dei suoi slip e delle sue calze, se non vuole finire dritto al pronto soccorso. Non solo non si azzarda più a lasciare la bottiglia di birra nel salotto. Non solo non si azzarda più a invitare amici senza due mesi di preavviso. Non solo non si azzarda più a dire vado al calcetto. Ma deve fare la sua parte. E crede di farla portando il passeggino, unico compito a costo energetico zero.
 Ma non ci sarà pace nelle case finché il signorino non capirà cosa significa fare il letto. Alcuni reduci dalla prima esperienza hanno raccontato che è meglio una Parigi-Dackar a piedi nel deserto. Per mettere in equilibrio la coperta che se ne va sempre da una parte, saltare da una sponda all’altra del letto alla media minima di venti volte a minuto netto. Rimboccare le lenzuola in almeno quattro punti strategici. Strizzare il cuscino e ricomporlo nella sua forma originale. Spazzolare le cellule morte della desquamazione umana notturna. Per l’anniversario di quando ci siamo conosciuti, non dimenticare assolutamente di lasciare un fiore al centro del letto, da raggiungere senza terremotare il letto.
 Poi ci sono le camicie da stirare. Chissà perché quando si cambiano non sembrano il doppio come quando si stirano. Ferro da stiro a temperatura sufficiente per mandare vapore ma non per mandare a fuoco la casa. Non toccare inavvertitamente il ferro e seguire attentamente la procedura anti-grandi ustionati. Incedere con cautela per evitare effetti indesiderati anche gravi come l’impronta o la pieghetta. Pareggiare gli orli del collo e dei polsi se la camicia non è destinata a un clown, abbottonare senza sgualcire altrimenti bisogna rimettere il ferro.
 Istruzioni suppletive per la stiratura dei pantaloni. Non farli diventare lucidi come un impianto fotovoltaico, stirare prima una gamba poi l’altra in modo che una non abbia la piega da smoking e l’altra quella da pastore sardo.
 INVOLUZIONE DELLA SPECIE Poi spolverare. Regola n. 1: la polvere va tolta, non stoccata in un angolo. Regola n.2: non ripassare lo spolverino dove si è già passati, altrimenti la polvere ritorna in loco più resistente di prima. Regola n.3: ripetere l’operazione almeno tre volte al giorno, perché la polvere si riforma non meno di quattro. Regola n.4: passare il mobile ai raggi X, perché la polvere quasi sempre non è visibile a occhio nudo. Regola n.5: coprire tutti i mobili con un panno bianco e non sbattere poi il panno in casa altrimenti si alza la polvere.
 Minacciare severissime sanzioni ai bambini perché non abbiano fame dopo che avete pulito la cucina. Ricordare che una fetta di pane è più pericolosa di una centrale atomica in avaria. Molliche soggette alla legge di gravità, quindi tendenza a finire al suolo. Se sulla fetta di pane mettete la nutella e la fetta cade a terra, cade dalla parte della nutella. Conseguenza: disastro ecologico in cucina e disastro esistenziale (con annesso trauma permanente) per il bambino che piange perché vuole la nutella. Se il bambino porta ancòra i pannoloni, ordine tassativo di farla una volta ogni due giorni perché è più facile accendere un altoforno dell’Ilva che rimettere a posto il culetto di un bambino che l’ha fatta.
 Presto usciranno in libreria le memorie dei primi casalinghi sopravvissuti al Gulag di una casa da tenere in ordine. Si è deciso di imbalsamarne i corpi per lasciare ai posteri la mummia di questa involuzione della specie. Da homo sapiens a homo pulens.