Il Grande Spione sa tutto di noi

Sabato 30 marzo 2013 da " La Gazzetta del Mezzogiorno "

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Tanto per cominciare, il cellulare. Basta che sia acceso per segnalare sùbito dove siamo. Figuriamoci se parliamo. Così sono stati beccati rapinatori e assassini, a fin di bene. Ma un cellulare non dovrebbe essere infame anche in amore, che gliene importa a lui con chi me la faccio e dove me la faccio? Eppure è il primo spione. Così come i tabulati dei gestori che conservano tutto ciò che diciamo e a chi lo diciamo. Per finire alle intercettazioni telefoniche o di quelle ambientali, non siamo né politici né tangentisti né spacciatori.
 “MI PIACE” SU FACEBOOK L’allarme sul Grande Orecchio che ci ascolta o sul Grande Occhio che ci osserva si è risvegliato quando abbiamo letto che c’è un Big Data, un Grande Archivio, che sa tutto di tutti. Scatta quando su Facebook clicchiamo il “Mi piace”, magari per fare i carini con uno che ha scritto una boiata o per attirare gente a uno spettacolo o alla presentazione del milionesimo libro che non leggeremo mai. Il “Mi piace” viene immediatamente immagazzinato, ogni giorno Facebook ne archivia circa 3 miliardi, oltre a 300 milioni di foto.
 Messi a confronto i nostri vari “Mi piace”, di ciascuno di noi tracciano un profilo: religione, orientamenti politici, piatti abituali, razza, musiche preferite, propensioni sessuali, se siamo felici, eventualmente se ci facciamo di vino o di rum. Assicurano che all’università americana di Cambridge, dove si dedicano ai fatti altrui, ci hanno azzeccato in media nell’80 per cento dei casi.
 Già sarebbe abbastanza scocciante se non si conoscesse il seguito: dati venduti alle aziende. Le quali non solo ci inondano con la pubblicità cui saremmo più sensibili, come hanno fatto a sapere che mi piacciono gli analcolici alla menta? Ma decidono di mandare i loro prodotti nei negozi di certi quartieri e non in altri. Ci offrono servizi personalizzati, tipo portarci l’auto a fare il tagliando se arguiscono che siamo pigri. E come hanno fatto a capire che impazzisco per i fumetti? Fino al botto finale, la campagna elettorale di Obama in America: sapevano (racconta l’esperto Danilo Taino) cosa gli elettori pensavano del controllo delle armi e dei matrimoni gay, conoscevano quali bus prendevano per accompagnare i figli a scuola, indovinavano lo sceneggiato tv preferito dalla famiglia.
 LA LUCINA ROSSA Prima conseguenza: chi non ci tiene a far sapere i fatti suoi, la smetta con i “Mi piace”, altrimenti ciò che gli piace lo saprà tutto il mondo. Allarme per le partite e i film porno a pagamento: vi potrebbero offrire la maglia di Milito in offerta speciale (come hanno fatto a indovinare che sono interista?) o confezioni di Viagra per un anno. Telefono fisso invece del telefonino, o almeno trecento telefonini diversi per depistare (chiedere informazioni a quel boss che con questo sistema votava per far vincere la figlia cantante in una gara tv).
 Niente telecomando per il cancello del condominio, basta la lucina rossa per far sapere se rientriamo sempre di notte: ma dove va? Cancello da aprire a mano. Niente orologio digitale, rispolverare quello vecchio a corda. Niente antifurto con sirena sull’auto, meno che mai quello col satellite il quale, visto che ci sta, un’occhiatina in giro la dà sempre. Nessun tipo di tessera magnetica da infilare nella feritoia, nessuna tessera punti, nessuna prepagata, niente pacemaker al cuore né filo di titanio fra le ossa dopo la frattura: fare come facevano gli antichi. Niente panini nella carta argentata, riflette tutto e quelli dal cielo sanno leggere anche l’etichetta del nostro maglione. Quando facciamo footing, niente cinture elettroniche per misurare di tutto, anche quante gocce di sudore al minuto. Niente sigaretta e neanche quella elettrica: il fumo è un traditore fottuto.
 Ovviamente niente carte di credito: dalle nostre parti si dice che sarebbe come mettere il campanello in gola alla gatta, lo sentono tutti. Anzi, sì solo alle carte di credito se servono a inchiodare gli evasori, quelli che non pagano tasse e ne fanno pagare di più a noi. Anzi dal 31 ottobre l’Agenzia delle entrate saprà tutto sui conti correnti, sui versamenti, sui prelievi, addirittura sulle cassette di sicurezza (di sicurezza più dal fisco che dai ladri). E’ l’unico caso in cui lo farebbero a fin di bene, e su cui anche noi dovremmo mettere un bel “Mi piace”. Anche se si sa com’è: tutto ciò che piace fa male. Dopo di che saremmo al sicuro solo in una grotta sul Tibet.