Italiani, perchè così in basso ?

Sabato 6 aprile 2013 da la " Gazzetta del Mezzogiorno "

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La domanda che ci ripetiamo è come abbia fatto l’Italia ad arrivare a un punto così basso. Né consola ricordare che l’umanità è nata da un fratricidio, Caino che uccide Abele. E che poi è andata avanti con Eva che fa uno scherzo da preti ad Adamo. Il regista e scrittore Davide Ferrario fa notare che quella parte di umanità che sono gli italiani, per non farsi mancare niente, ci ha aggiunto un suo fratricidio locale, Romolo che uccide Remo. E che poi è andata avanti a Orazi e Curiazi, Montecchi e Capuleti, Guelfi e Ghibellini, Cavour e Garibaldi, Fascisti e Antifascisti, Coppi e Bartali, Rivera e Mazzola, Mina e Milva, Inter e Juventus, Nord e Sud. Fino alla più recente madre di tutte le battaglie: Berlusconi e anti-Berlusconi.
 FRATELLI COLTELLI Se nell’atto di nascita abbiamo l’odio tra fratelli, cioè l’odio di tutti per tutti, allora Grillo non è affatto un innovatore. Uno che si presenta sulla scena politica non dicendo cosa pensa, ma dicendo cosa pensa di tutti gli altri (“Vaffa”) fa parte del paesaggio non apportando nulla di originale.
 Lo stesso citato Ferrario ha aggiunto che gli italiani hanno l’accumulo: non essendosi mai sfogati facendo una rivoluzione per ammazzare il simbolico padre (chessò, un re) se la prendono con i fratelli in una strisciante guerra continua. Ma il grande Ennio Flaiano aveva capito che gli italiani non potranno mai fare una rivoluzione un po’ perché troppo impegnativo, un po’ perché sono tutti parenti e compari. Allora, dalli al parente. Nella vana attesa di una rivoluzione definitiva e chiarificatrice.
 Del resto, non dobbiamo mica prendercela solo con la politica. Basta partecipare a una riunione di condominio, discarica di inossidabili rancori. Il volume della radio e gli odori molesti, anzitutto, perché non chiude la porta se deve fare la pizza di cipolla? Ma anche il cane che abbaia. O gli zoccoli sul pavimento. O la tua auto parcheggiata nel garage in modo da non fare uscire la mia. O i balconi che sgocciolano perché non si capisce quanta acqua mette alle piante. E ne vogliamo parlare dell’ascensore che non interessa quelli dei primi piani ma molto quelli degli ultimi?
 L’involuzione della specie italiana è la parolaccia fra gli ex timorati di Dio, gli ex tutti casa e chiesa, gli ex democristiani che parlavano moroteo per giri di parole giammai per linguaggio diretto. Il turpiloquio che provoca l’orrore di uno come il maestro Riccardo Muti, ormai scoraggiato nella sua missione di portare nel mondo la perduta gentile Italia dell’arte e della cultura. In questo Grillo, se non un innovatore, è certamente un tombino.
 VAI CON LA PAROLACCIA E allora via col suo vocabolario. “Faccia di culo” a Bersani. “Psiconano” a Berlusconi (lontano reduce egli stesso di un “coglioni” a chi non lo votava). “Teste di c.” di Massimo Cacciari ai suoi compagni del Pd. E così via turpiloquando. Tanto da far apparire quasi dei signori quelli della Lega Nord, antesignani col tricolore per pulirsi il didietro, con i celhoduro, col dito medio alzato e il braccio a ombrello. Non escluse le signore: dal dito medio della gentile Santanchè, al “vajassa” della suicida Mara Carfagna rivolto a una gentildonna animosa come la Mussolini.
 Ma siccome, come si è detto, gli italiani non amano troppo se stessi ma non si fanno mancare mai niente, ora è già il momento della post-parolaccia: l’antipatia. Chiedere qualcosa alla capogruppo alla Camera dei suddetti grillini, tal Roberta Lombardi dalla spiccata bonomia toscana. A metà strada fra l’acida suora madre (Meryl Streep) nel film “Il dubbio” e la civetta del malaugurio. Grillini del tutto orbi sia di ironia che di autoironia, che sarebbe già una università del saper vivere, l’igienica capacità di non prendersi troppo sul serio. Con quel Vito Crimi, mezzo avvocaticchio mezzo curato di campagna, che dice di Napolitano “lo abbiamo tenuto sveglio” nel colloquio al Quirinale dopo essere finito su tutti i giornali con l‘occhio a mezz’asta in Senato.
 Dire che “mala tempora currunt” non serve, tanto li viviamo ogni giorno. Avviene nella storia che a un certo momento un popolo dia il peggio di se stesso. Forse riscopriremo la fiducia del voler vivere e voler crescere insieme. Lo facemmo dopo la guerra, ci vorrebbe ancòra uno choc. Per ora non saremo brutti e sporchi, ma cattivi sì. Una cattiva è Jessica Rabbit, il personaggio dei cartoni animati, ma almeno lei può dire: “Non è colpa mia, è che mi hanno disegnato così”.