Presentazione a Rende ( Cosenza )

di Giuseppe Corapi

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Lino Patruno nel titolo del libro che presentiamo oggi afferma: E’ qui al sud il futuro d’Italia.
Cari amici e compagni, vi invito a riflettere su questa frase, perché è la chiave che può risolvere i nostri problemi, se si riesce a fare uno sforzo nel risvegliare le proprie coscienze sulla situazione di  subalternità che viviamo qui, nelle città del  sud.
Siamo una colonia del nord Italia e dobbiamo dircelo a viso aperto e senza nasconderci;dobbiamo acquisire questa amara consapevolezza e risvegliarci da questo torpore che ci vede in ogni decisione, importante e non, succubi del sistema tosco-padano, ben orchestrato e che funziona da anni a meraviglia, per loro!!
Da centocinquanta e più anni le popolazioni dell’Italia meridionale vivono in un sistema che precipita  le giovani generazioni in un sentimento di inferiorità, intese come gente poco propensa al lavoro, desiderosa solo di assistenza, perciò indegna di essere civilizzata dal glorioso e laborioso nord.
Ecco il risultato della politica di questa falsa unità d’Italia, che formalmente assegna fondi e risorse al meridione, ma che poi spesso non vengono stanziati e,quando lo sono, rientrano puntualmente e sistematicamente, per vie più o meno traverse con speculazioni varie, nei bilanci delle imprese del nord.
Vedi,a titolo di esempio, le famose cattedrali nel deserto costruite dall’imprenditoria padana e poi abbandonate; la famigerata Salerno-ReggioCalabria dove le imprese, tutte del nord, hanno consolidato un sistema di cui non vedremo mai la fine. Di esempi, se li volessimo considerare tutti, non  finiremmo mai di scriverne.
Hanno cancellato le nostre coscienze con la storia-inganno del risorgimento, che raccontano sui libri di testo scolastici, da cui traspare un sud sempre arretrato, sempre disagiato, sempre incapace di risollevarsi, peso dell’economia florida del nord, anzi un vero e proprio “cancro”: i rozzi della Lega Nord lo affermano in modo aperto e diretto, mentre i più raffinati politici di destra, come pure quelli della falsa sinistra lo insinuano in forma più celata e in modo subdolo fanno sì che il meridione rimanga sempre nelle condizioni attuali.
Il“divide et impera” è stato il motto delle politiche degli ultimi anni,frazionando le competenze e la possibilità di un disegno globale per lo sviluppo del meridione.
Un esempio su tutti è la spesa sanitaria delle regioni che pesa alcune volte anche per il 90% nei loro bilanci: le politiche regionali non fanno altro che replicare cloni in tanti regionalismi che ripetono spese e non danno frutti.
Ancora,gli investimenti notevoli per le famiglie, al fine di dare una cultura ai propri figli (anche in questo caso per la maggior parte spesi al nord) non hanno alla fine alcuna ricaduta sul sud che li ha istruiti, in quanto, finiti gli studi, essi sono costretti ad emigrare e ad essere umus per le industrie del nord del paese o addirittura dell’estero: lì si che mettono a frutto la loro cultura e le loro capacità e fanno crescere i paesi dove si stabiliscono.
Note sono le statistiche che vedono per esempio nella profonda Calabria paesini ad altissima densità ndranghetista, pari alcune volte ad ¼ della popolazione;  dobbiamo mettere in carcere ¼ della popolazione calabrese? O dobbiamo invece capire i bisogni di quelle popolazioni, dignitose al pari di tutte le altre, e finalmente creare sviluppo in quei posti e dare lavoro a quei giovani ?
 
È di pochi giorni fa il servizio delle Iene che mette in evidenza i lavoratori forestali di Africo e le false timbrature al comune di Reggio Calabria. E’ chiaro che quelle situazioni sono create dal malcostume su cui fa perno la ndrangheta.
Ma io mi chiedo: la ndrangheta a chi fa comodo? A noi cittadini del meridione  non credo proprio! È una realtà creata ad hoc negli anni, al servizio degli interessi del capitale e della politica del nord!! Non per niente il giuramento di sangue che fanno questi è un giuramento inneggiante a Garibaldi a La Marmora  e a  Mazzini!! (sono i padri del risorgimento!chissà per quale motivo?). Se si va sulla rete ormai sono note proprio le frasi esatte di questo disgustoso giuramento .
La ndrangheta la si distrugge con la piena occupazione, solo il lavoro rende civili le persone e  dà loro la dignità .
Ci dicono quelli del nord: “Voi dovete sfruttare le bellezze dei vostri territori,avete da sfruttare il turismo!”
Ma io mi chiedo: quale turismo è possibile in un territorio dove le risorse naturali sono state contaminate dai rifiuti tossici ed inquinati, come il golfo di Taranto con l’llva del nordista Riva o la parte tirrenica della Calabria ole discariche della camorra Campana ?
Le statistiche di mortalità per cancro in quelle regioni parlano da sé. E poi,quale sviluppo turistico è possibile con una situazione infrastrutturale, quale quella del meridione, dove non esiste un aeroporto internazionale degno di questo nome?
Sì,ma gli hub internazionali l’Italia li ha: sono a sempre lì, a Milano!!!
In questi giorni hanno presentato la nuova freccia rossa, un treno in grado di collegare Roma-Milano in soli 2 ore e trenta!!! Io mi chiedo:  a Trapani quando arriverà la freccia rossa? E a Matera arriverà mai un treno? La risposta? Mai, se si continua con questo registro!!!!
In questa regione, per esempio, ad altissima densità archeologica, dove in qualsiasi punto si scavi si ritrovano oggetti testimoni di antiche civiltà, ci sarebbe bisogno di una grossa facoltà di archeologia, per formare giovani capaci di sfruttare le loro competenze a casa loro. Invece, le tre università calabresi hanno grosse facoltà, come chimica farmaceutica o ingegneria  o biomedica e medicina etc. Certo!
Non servono archeologi al nord, lì servono bravi ingegneri e bravissimi medici! Che poi sono quasi tutti del sud.
 
Dobbiamo essere Noi, cari compagni, a scegliere sull'aeroporto di Lamezia Terme o se costruirne un altro a  Sibari!!! Perché no?  Per mettere in condizione il  turista americano, cinese o tedesco, che vuole visitare il polmone verde più grande d'Europa, la SILA, o vuole vedere la grotta del Romito, uno dei primi insediamenti umani in Europa, oppure visitare l’antica Magna Grecia di Locri o di Sibari o di Crotone, di arrivarci con un aereo, senza fare duemila contortissimi giri prima d'arrivare. E poi debbono essere i turisti che vengono in Italia a scegliere se vedere palazzo Vecchio a Firenze o i bronzi di Riace in Calabria o le meraviglie di Pompei, non debbono essere dirottati al nord in modo da generare solo lì lo sviluppo ed il benessere.
 
Non bisogna più insistere a dividere ulteriormente l’Italia già divisa e che non è mai stata unita, sia sul piano infrastrutturale che su quello delle opportunità. Penso che l’unico modo per offrire lavoro  ai nostri giovani, e quindi sviluppo nei territori meridionali, sia quello di creare un tessuto economico robusto, ma lo dobbiamo creare noi cittadini del meridione, non dobbiamo più aspettare che siano gli ascari dei partiti attuali del sud o i politici del nord a migliorare le nostre condizioni e a pilotare lo sviluppo possibile qui al sud.
 
Hanno cominciato sempre loro, i tosco-padani, ad indossare negli anni varie camicie!
La rossa del nizzardo Garibaldi, che invece di dare la terra ai contadini del sud,come promesso, ci  consegnò nelle mani della più becera monarchia Europea, quella Sabauda,  che in poco tempo distrusse quel minimo equilibrio che reggeva la debole società dell’epoca e costrinse le giovani generazioni di allora all’emigrazione, parola nemmeno conosciuta a quei tempi. 
Poi la nera  del Romagnolo,  che non fece altro che aumentare il gap tra nord e sud; furono quelli gli anni della creazione del triangolo industriale Torino-Milano-Genova,ma non mi dilungo di più su questo periodo…..
In seguito poi, nei giorni nostri, ci fu il ventennio della camicia verde, che distrusse quel minimo  che la politica degli anni 60 e 70 di qualcuno che conosciamo bene qui a Cosenza cercò ostinatamente di portare avanti, sia dal lato strutturale che dal lato civile: il compagno Mancini, ma fu solo una meteora, le cui opere sono ancora qui e sono le uniche.
Ora abbiamo le magliette a cinque stelle del genovese Grillo!! Sono sempre loro a imporre l’abbigliamento e non solo. Sono sempre loro a decidere le nostre sorti!! Ma come si fa a stare tranquilli, forse  con l’imposizione dell’elezione dello pseudo-centrosx del segretario, ora dimissionario, Bersani? Sarà Il romagnolo, anche in questo caso per tramite della senese Rosy Bindi, eletta in Calabria, a risollevare le sorti del sud?
Signori,consegniamo nelle sue mani il nostro futuro? O nelle mani di Scillipoti del centro destra???? O di quell’altro Berlusconi che ha avuto anche il coraggio di creare dei partiti pseudo-meridionalisti, per catturare il consenso al sud, insieme ai suoi compagni di merenda della lega?  
Siamo colonizzati anche nelle candidature!! Ce ne rendiamo conto???
Quandoci svegliamo da questo incubo ed incominciamo a camminare con le nostre gambe,senza aspettare che nessun’altro pensi di imporre  linee guida e di programmare il possibile sviluppo per noi???
Si tratta di una patologia, cari compagni, noi qui al sud siamo affetti dalla patologia del meridionale e come tali ci comportiamo. Pino Aprile, nel suo best seller Terroni, spiega benissimo questo, con l’esempio dell’esperimento di psicologia del prof. PhilipZimbardo, all’Università di Stanford.
Giorni addietro su fb ho visto un post pubblicato da Enzo e scritto dal sig Bozzo,un’analisi veramente straordinaria ed eccellente sulla SITUAZIONEMERIDIONALE  e sull’esigenza di sviluppare un nuovo soggetto politico al sud; ne sono rimasto colpito ed  invito tutti a leggerla. Ma sono veramente deluso dai commenti di chi, affetto dalla patologia di cui sopra,  commentava:      un altro partito… ?
Come se ci fossero già dei partiti impegnati a risollevare il sud!!!
Certo ci sono altri partiti, ma questi pensano a spendere i fondi fas per il nord Italia: l’ultimo miliardo e mezzo è stato speso ultimamente a Torino, insieme a quelli per il pagamento delle multe sulle quote latte e sulla navigazione del fiume Po. Si, sono stati spesi tutti nelle aree sottosviluppate, i fondi fas …….Proprio come ci richiedeva la comunità Europea!!!!
Negli anni, le varie leggi speciali per il sud sono servite tutte ad alimentare beceri affari per gli industrialotti del nord, queste cose ce li vogliamo dire?
Non sono un leghista all’incontrario! Sono solo stufo di vedere questa situazione incancrenirsi sempre di più. Facciamo qualcosa!  ……Muoviamoci!
CaroEnzo, ti esorto a rivedere l’invito del tuo amico Bozzo, lì ci stanno le risposte alla nostra situazione: è quella la strada; tu, io ti conosco, sei un capitano, facciamola questa squadra! Partiamo anche da Cosenza, non siamo soli:in ogni città al sud c’è gente che la pensa come noi e gli amici di Bari qui presenti ne sono testimonianza.