Miss Italia come lo yogurt

Sabato 25 Maggio 2013 da la " Gazzetta del Mezzogiorno "

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Allora non vedremo più “Miss Italia” in tv, o meglio dopo 25 anni non la vedremo più su Rai1. Forse finirà su Mediaset, forse su Sky, forse da nessuna parte. Certo non sarà la stessa cosa, perché la rete ammiraglia di Mamma Rai è come la bandiera italiana, profuma di ragù e di limoncello, è il nostro stesso gruppo sanguigno. Ma ora vuol cambiare faccia, basta con queste donne da promuovere o bocciare per grazia ricevuta di tette e culetti. Mentre l’organizzatrice dice il contrario, nei 74 anni della sua storia il concorso ha sempre protetto le ragazze e valorizzato l’immagine femminile.
 L’ADDIO DELLA RAI Naturale che ci mancasse solo “Miss Italia” per spaccare un Paese nato con un omicidio tra fratelli, cresciuto a botte di divisioni fra Orazi e Curiazi, unificato con un massacro fra Nord e Sud, sempre lacerato fra Coppi e Bartali, don Camillo e Peppone, Sofia Loren e Gina Lollobrigida, Juve e Inter. E ora lacerato anche nel grande dubbio nazionale se il merito maggiore di una fanciulla in fiore sia nelle misure classiche seni-fianchi-bacino o nella misura del suo cervello. E se debba essere valutata più per il suo costume da bagno o più per i suoi congiuntivi.
 Naturale anche che il prezzemolino della politica ci si ficcasse in mezzo, mica può stare solo a (non) preoccuparsi della gente che non si cura perché non può pagarsi il ticket o si suicida perché le tolgono la casa. E così la senatrice Silvana Amati ha colto l’occasione per dimostrare anche in questo caso come sia uscito di testa quel Pd che vuol mettere fuori gioco Berlusconi perché se la fa con le Ruby e Grillo perché ha un movimento e non un partito.
 A suo parere, “Miss Italia” è una manifestazione popolare che ha raccontato la storia del costume del Paese. E che ha esibito le ragazzotte come mucche anche a fin di bene, viste certe collegate campagne etiche come quella contro l’anoressia e quella contro l’abbandono di cani e gatti. E poi, di lì sono passate future dive come Silvana Pampanini e Silvana Mangano, le già dette Lollo e Sofia, Lucia Bosè e Simona Ventura, Anna Falchi e Martina Colombari, chissà se tutte dive reali o presunte.
 Gli è che le ragazze ci hanno sempre partecipato non sotto tortura, sia quando essere la reginetta con la corona in testa ti faceva diventare solo l’orgoglio del quartiere, sia quando ha aperto le porte a carriere da vallette o da star del grande schermo. Perché quello era ed è il Paese, come lo è quello dei benpensanti e dei moralisti. Il Paese in cui giustamente si vuole ridare più dignità alla donna. Ma anche il Paese in cui una ragazza di vent’anni viene massacrata a pugni e calci dal suo uomo ma poi lo perdona perché lo ama.
 Forse la Rai tenta ora di rappresentare un Paese migliore in cui la bellezza non sia il merito maggiore né di una donna né di un uomo. O forse molto più banalmente lo spettacolo di “Miss Italia” più che uno spettacolo era diventato una noia. Con gradimento molto minore di un qualsiasi “Piazza pulita”, o “Ballarò” o “Servizio pubblico”, quel sangue nell’arena in cui davvero il Paese riesce a dare il meglio del peggio di se stesso. Programmi ad alto tasso di insulti e urla, di fronte ai quali sono da Oscar le ragazzotte madide di emozione e sexy come cicorie di “Miss Italia”.
 LA GRANDE BRUTTEZZA In questo senso ha ragione la senatrice Amati: “Miss Italia” tanto storia del costume del Paese da dover essere eliminata perché non più all’altezza del malcostume dominante, altro che tette e culetti. Pastina in bianco di fronte ai disgustosi effluvi di una “Grande bellezza” nazionale fatta di lercia decadenza, di esibizionismo, di pettegolezzo, di volgarità, di cinismo in quella disperata Babilonia nazionale raccontata dal regista Sorrentino nel suo ultimo film. Un Paese che vive il suo triste declino senza riuscire a trovare il guizzo e la forza per ridarsi una speranza, una ragione per uscire dalla deriva, una molla per affrontare ogni nuovo giorno più con la fiducia dei costruttori che con la resa dei perdenti.
 Allora davvero la tv abbandona “Miss Italia” perché roba fuori del tempo, incapace di parlare all’attuale belluina attesa della gente. Questo “Miss Italia” si vuole dare aria di acqua e sapone difendendo così le donne nei giorni acri dell’acido muriatico lanciato sul loro volto. Ma è ormai scaduto come uno yogurt il messaggio della Bellezza. Oggi va la Grande Bruttezza nella quale ci rotoliamo come nel fango.