Non solo al Sud le piccole belve

Sabato 1 giugno 2013 da " La Gazzetta del Mezzogiorno "

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Guardate, che Cristo si è mosso da Eboli. Bisogna ricordarlo a chi crede che siamo fermi a 70 anni fa, quando lo scrittore piemontese Carlo Levi scrisse il suo famoso libro parlando della Lucania nella quale il fascismo lo aveva mandato al confino. Bisogna ricordarlo proprio ora che la povera bellissima Fabiana di 16 anni è stata bruciata viva dal suo fidanzato di 17 a Corigliano Calabro. Che non è Lucania, anche se come la Lucania di Levi è stata descritta ancòra oggi, un “altro mondo serrato nel dolore e negli usi”, una “immobile civiltà nella presenza della morte”.
 BRUCIATA VIVA E’ stata una di lì a parlarne così. Francesca Chaouqui, trentenne di successo, emigrata e ora già direttrice delle relazioni esterne della multinazionale Ernst&Young Italia. La quale ha raccontato di essere scappata da quel suo paese, un mondo ancestrale in cui alla donna si dice “cittu ca tu si filmmina, non su cosi pi tia”, zitta tu che sei una donna, non sono cose per te. E in cui il maschilismo consente agli uomini di picchiare le loro compagne che non devono reagire, come le fanciulle islamiche fustigate in Afganistan se non portano il burqa o lapidate se vogliono andare a scuola.
 Gli ha fatto eco Livio Abbate, giornalista calabrese autore del libro “Fimmine ribelli”, dedicato appunto alle figlie della generazione dei telefonini che laggiù si sono rivoltate contro la sottomissione della donna. Abbate che però anche lui ha parlato di un mondo in cui il maschio predomina secondo rituali antichissimi. Aggiungendo che a Rosarno le ragazze non possono uscire da sole. E citando episodi come i suicidi camuffati, donne indotte dai familiari a bere acido muriatico per riparare a codici d’onore infranti.
 Ma di Corigliano Calabro è anche il calciatore Rino Gattuso, a lungo milanista e nazionale. Il quale ha eccepito che il paesino come sopra detto non esiste più da almeno quarant’anni. E che il problema è ormai italiano, non meridionale. Come se l’Italia si crogiolasse e si consolasse a parlare di un certo Sud non accorgendosi di diventarne peggio. Il problema sono il vuoto e la monotonia di tanti giovani, ha aggiunto Rino detto Ringhio per la sua grinta di ex povero. Giovani che la loro vita finiscono per buttarla via come quella degli altri. Molto soli anche in piccoli posti in cui prima non si era mai soli. E che alla prima difficoltà reagiscono come belve in pericolo che bruciano viva la fidanzatina. E giovani che al Nord non ci vogliono neanche più andare perché anche lì, invece che il lavoro, trovano lo stesso vuoto.
 L’ARMA DI INTERNET E’ una generazione incapace di accettare i no, ha commentato la psicoterapeuta Alessandra Graziottin. Ragazzi non abituati a controllare i propri impulsi di fronte alle prime sconfitte. Educati a ogni capriccio e non più al “prima studi poi giochi”. E meno che mai capaci di reggere il no di una ragazzina come loro, tra vecchio orgoglio e nuova insicurezza. Un narcisismo per cui ogni rifiuto è una sconfitta. E in cui ogni abbandono rovina in rabbia e desiderio di vendetta. Ma del resto, non possono educarli al rispetto umano quei signori padri che hanno fatto del femminicidio il marchio di un tempo, la violenza come unica risposta a una crescita della donna che non riescono a reggere. A Nord come a Sud, visto l’orrore di ammazzamenti quotidiani.
 Pochi giorni fa a Novara una ragazzina si è gettata dal balcone stanca di subìre il bullismo di suoi coetanei su Facebook. E a Roma un ragazzo di 15 anni si è impiccato perché bollato come gay sempre su Facebook. Accanimento vigliacco, perché al riparo di Internet con la sua devastante capacità di propagazione. Ma del resto, nulla può meravigliare se la cultura dominante di questi potenziali piccoli assassini che si aggirano fra noi è l’essere ammirati: come ti permetti tu di buttarmi giù dal piedistallo? Reazione di paura quanto di presunzione. Mentre tutto ciò che vedono e ascoltano gli fa perdere il senso del bene e del male, è bene o male rubare allo Stato o non pagare le tasse, è bene o male sniffare di coca o violentare una compagna?
 Bisogna tornare all’etica dopo questa sbornia estetica, ha detto lo psichiatra Gustavo Charmet. Non tollerate neppure uno schiaffo, ha raccomandato alle donne lo storico Giordano Bruno Guerri. Ma Rosaria Aprea, la miss casertana massacrata di botte dal fidanzato che le ha spappolato la milza a calci, raccoglie soldi per farlo uscire dal carcere. Lo amo sempre, ha detto.