Povere città inutile vietare

Sabato 8 giugno 2013 da " La Gazzetta del Mezzogiorno "

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Parliamo di Bari, ma è estensibile perlomeno a tutta la Puglia. Dunque il sindaco intende proibire di fumare nel parco giochi per bambini di un giardino cittadino. Benvenuto ritorno di attenzione alla vita della gente, cui non importa niente la prima preoccupazione del sindaco medesimo di allearsi coi grillini. E’ giusto che i bambini crescano sani. E nessuno ha finora prescritto un pacchetto di sigarette al giorno per raggiungere i cent’anni.
 VIVA L’INCIVILTA’ Sùbito si alza la protesta tossica locale: allora dovete proibire anche l’alcol e gli scarichi delle auto. Fra queste voci, c’è quella di qualcuno che non va al cinema perché non resiste più di un’ora senza sigaretta (si dia ai cortometraggi). E sfotte chi corre sul lungomare, perché se lo facesse lui ci vorrebbe il 118. Altri dicono imparate dal resto del mondo per civilizzarvi: già non si fuma nei parchi di New York o Milano, che non pare siano una feccia. Si vedrà ciò che succederà, cioè si continuerà a fumare come prima.
 I ragazzi del ’68 dicevano: vietato vietare. Oggi si dovrebbe dire: inutile vietare. Ma sarebbe addirittura dannoso, perché da noi non c’è maggiore istigazione al reato di un divieto. Immaginiamo in una città pugliese un vigile che va a multare uno che fuma. Quella stessa categoria di vigili che, a una signora che protestava per la cacca non raccolta di un cane, risposero: signora, ma qui siamo al Sud. Quindi abbiamo i vigili che meritiamo. Dovrebbero consorziarsi fra loro i cani, per pretendere padroni alla propria altezza. O si dovrebbe imporre ai cani di alzare il dito per andare in bagno, come a scuola.
 Il divieto di fumare a cinema funziona perché c’è il controllo degli altri spettatori. Ma nessuno si metterebbe a fare una crociata in strada: può chiamare i vigili, che però sono quelli sopra detti. Col rischio di essere considerato pericoloso per la quiete pubblica e portato in caserma. Inutile ricordare l’intento encomiabile di vietare di buttare le gomme da masticare a terra. O quello di buttarci le cicche (sempre di sigaretta), visto anche che non sono mai comparsi i cestini appositi. Da ricordare solo per dovere di cronaca il divieto di usare gli zoccoli di legno d’estate in città: pura fantasia. Come pure sarebbe vietato mangiare in strada, specie la focaccia se non piacciono i pomodori.
 Ma c’è pure il capitolo bottiglie di birra, specie dopo quanto successo a Bari durante la festa di san Nicola. Si dovrebbe proibire di portarle fuori dai bar dopo le dieci di sera. Ma quelle 15mila bevute alla salute del patrono, dove avrebbero dovuto metterle se non c’erano ancòra cestini sufficienti? (anche perché a Bari in un anno ne sono stati rubati 350, più della metà: sono di alluminio, bisogna comprendere). Non ci si potrebbe sedere sulle scalinate delle chiese, ma non ci dovrebbero essere neanche quelli a chiedere la monetina. E a Bari in particolare, non si dovrebbe fare il bagno a Pane e Pomodoro dopo la pioggia perché in mare finisce anche lo scarico della vicina fogna. Risultato: tutti in acqua.
 PEGGIO DEI DINOSAURI E’ vietato imbrattare i muri con gli spray, ma eliminare tutti gli imbecilli della Terra è un progetto troppo ambizioso. A Milano si fanno dipingere le saracinesche, per la serie meglio feriti che morti. Più o meno allo stesso livello Pina e Vitino che appendono ai ponti lenzuoli con l’annuncio “oggi sposi”. Lasciamo stare il vietato calpestare le aiuole, o il vietato portare pacchi ingombranti o biciclette sulle scale, o il vietato introdurre cani (rieccoli). Del resto è vietato anche suonare i clacson, ma sappiamo tutti cosa succede appena scatta il verde al semaforo. Sarebbe vietato anche dire parolacce, ma siamo nell’era Grillo, e lo votano pure. Sarebbe vietato mettere le dita nel naso, ma non dovevano inventare le narici.
 Beati i popoli che non hanno bisogno di farsi vietare. Quelli che la gomma da masticare non la buttano per terra per non sporcare ma anche per non ritrovarsela appiccicata alle scarpe e non dover dire parolacce (vietate). La civiltà non dovrebbe essere figlia né della legge né del vigile urbano (e dalli), ma un’autodifesa personale e collettiva per vivere tutti meglio. Anche perché l’incivile costa.
 Uno dice: ma a cosa vi state attaccando, vedete quanto in Italia è vietato rubare, corrompere, evadere le tasse, inquinare. C’è, insomma, ben altro. Infatti per fare la fine che meritiamo non c’è bisogno dei meteoriti come i dinosauri, basta il “benaltrismo”.