Non sempre dire Sud vuol dire andar via

Venerdì 28 giugno 2013 da " La Gazzetta del Mezzogiorno "

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Scrive un lettore alla “Gazzetta”: incontro un gruppo di giovani in piazza Mercantile a Bari. Uno è ingegnere, dice che è disoccupato e che l’indomani partirà per la Germania a caccia di lavoro. Un altro è architetto, va a Londra per lo stesso motivo. Un terzo è musicista e volerà in Brasile. Due ragazze cercheranno fortuna in Canada. Tutti cresciuti e laureati a Bari: la spesa a carico dei genitori, il profitto a vantaggio di altri. Perché poi i nostri ragazzi, ovunque vadano spopolano. Ci priviamo del loro apporto. Ed essi si affermano dove c’è concime perché siamo anche figli dell’ambiente che ci circonda.
 Epperò negli stessi giorni una indagine di Unioncamere rivela che i giovani pugliesi sono i più produttivi d’Italia. Il loro apporto alla ricchezza complessiva della regione è del 21,3 per cento, più alto del dato nazionale. Così come più alto del dato del Centro Nord è quello complessivo del Sud. Sud supera Nord, non lo si ascoltava da 150 anni.
 Magari si obietterà di andarci cauti, vista la disoccupazione, e soprattutto quella giovanile al Sud. Visto chi, rassegnato, un lavoro neanche lo cerca più. Visto chi appunto continua a partire, e con tanto di laurea nel trolley. Ma anche i succitati dati positivi sono dati positivi, non bisogna piangersi sempre addosso. Non dimenticando che è sempre al Sud che si crea il maggior numero di nuove aziende (con 8540 nuovi posti nell’ultimo trimestre). Ed è al Sud che si crea il maggior numero di aziende avviate da donne. Qualcuno alzerà il ditino per obiettare che si definisce nuova azienda anche una nuova partita Iva. Ma così va: c’è sempre un ditino.
 Tanto per incoraggiare gli scoraggiati, la Puglia è inoltre quarta in Italia per la nascita di imprese “a un euro”, quelle senza capitali, senza costi notarili e senza imposte di bollo, parto del governo Monti. Soprattutto negozi, ristorazione e informatica: come dire capacità di inserirsi negli anfratti più alla portata e promettenti, nonostante anche qui tutte le serrande del commercio abbassate e le cucine cinque stelle retrocesse a tavole calde. Ma evidentemente anche sulle rovine può nascere un fiore, basta capire come. Innovando, ad esempio, non facendo ciò che fanno gli altri. O puntando sulla qualità che alla fine paga sempre.
 Qualche solone dice che il Sud deve risolvere i suoi problemi solo da sé: chissà, senza treni ma col cervello. Di sicuro questi dati confermano che il futuro d’Italia è a Sud, è più facile segnare il calcio di rigore con la rincorsa più lunga. E figuriamoci se ci fossero anche treni e compagnia. Non vuole capirlo chi continua a confidare nella gloriosa ma sfiatata locomotiva del Nord. Non vuole capirlo chi vuole conservare i poteri dove sono, muoia Sansone con tutti i filistei. Non vogliono capirlo anche molti meridionali.
 Se a volte basta un cerino per riscaldarsi, anche questi meridionali potrebbero convincersi che, nonostante tutto, anche al Sud si può. Ci sono, e ci sono, quelli che tornano, e non solo perché sconfitti anche altrove. Sono sempre più, nonostante tutto, quelli che decidono di restare, e non solo perché non c’è respiro neanche altrove. Sono sempre più i casi esaltanti di quelli che non mollano e, con una ostinata idea in testa, ce la fanno. Soprattutto con Internet, con cui lavori anche se vivi dove non ci sono treni e compagnia.
 Più che casi esemplari, sono iniezioni di coraggio oltre che rimproveri alla resa. Ma insomma, per dire, non è un marziano quell’Antonio Cucco Fiore, trentenne di Gravina di Puglia, che lascia un ricco lavoro bancario a Londra per venire a propagandare in rete con grande successo il “Pallone” (caciocavallo) delle Murge e altre leccornie locali. Cosimo Palmisano, ingegnere tarantino 35enne, elabora un software, programma col quale offre alle aziende milioni di dati di potenziali clienti (ora adottato anche da Rai, Telecom, Ferrovie dello Stato). Vito Lomele, ingegnere di Conversano, mette a punto un motore di ricerca globale di lavoro ora primo al mondo. Da Ostuni, Valentina Legrottaglie lavora nel gruppo che progetta la nuova metropolitana di Honolulu. Dal Salento un giovane collabora ai servizi futuri di Google. Sulla spiaggia di Mattinata, due trentenni realizzano una rete informatica al servizio dei turisti. A Corsano (Lecce) due neodiplomati sviluppano App (applicazioni) per cellulari ora in testa alle classifiche mondiali di vendita. Alessandro Sannino dell’università del Salento mette a punto una pillola anti-obesità considerata fra le prime quindici invenzioni del pianeta in grado di generare economia.
 Non sono eroi, sono un concentrato di lavoro, ingegno, tenacia. Soprattutto di convinzione che chi vuole cambiare le cose non aspetta, lo fa. Certo i trolley non se ne vanno per piacere. Ma certo il Sud è anche esempio che provarci vale la pena prima di volarne via come sempre, come sempre.