Così l'Italia va in serie B

Sabato 6 Luglio 2013 da la " Gazzetta del Mezzogiorno "

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Vai alle Tremiti e capisci casualmente l’Italia. Capisci anche il Sud, un’Italia con più difetti. Tremiti paradiso, per carità, chiamala “terra felice” dissero gli dei all’eroe greco Diomede sulle cui rive una tempesta lo stremò. E terra felice ancor oggi, regno di adoratori di cicale nel bosco e il mare luccicante laggiù: com’è profondo il mare, vi cantò Lucio Dalla che le amò e del quale tutto parla ancòra sconsolato ovunque. Così come durerà in eterno il pianto notturno delle diomedee, i guerrieri dell’eroe trasformati in uccelli per il dolore della sua scomparsa.
 L’ESEMPIO TREMITI Che il mitico Stato si sia comportato da patrigno con le Tremiti, non ci piove. Ogni passo è un lamento di disinteresse, anche perché un’isola rischia di essere ancòra più isola. Che ha bisogno di tutto dalla terraferma, le servirebbero mille ponti. Esempio, dicono qui, l’acqua. Ogni giorno una nave cisterna fa la spola, quando magari una condotta sottomarina avrebbe consentito risparmi tali da comprarsi non solo la nave cisterna ma l’intera flotta. Non si sa se abbiano ragione, chissà se una condotta, quand’anche possibile, non avrebbe incontrato un solito Comitato del No a tutto. Ma il lamento continua.
 Un giorno sbarca da Bari una squadra di ingegneri e architetti e si comincia a costruire a San Nicola una piattaforma-solarium per l’attracco delle imbarcazioni. Dopo decenni le sue rovine sono ancòra lì: la prima mareggiata la schiantò. Ma come, ingegneri e architetti non avrebbero potuto prevederlo? Risposero che fu una circostanza eccezionale. E dopo, non si poteva smantellare tutto? Mah, uno schifo, uno schifo.
 Sullo stesso versante di San Nicola, in cima alle mura campeggia un orribile traliccio arrugginito, sembra un calabrone. Dicono che lo piantò la sovrintendenza durante lavori di consolidamento. Ma perché poi non lo portarono via? Mah, uno schifo, uno schifo. Scusi, obietta il turista come Alice nel paese delle meraviglie, non potevate protestare, mettervi insieme, pretendere anche qui che smantellassero? Non c’è il Comune? Ah, uno schifo, uno schifo, quella è tutta una mafia. Punto. Gli abitanti delle Tremiti sono sui quattrocento, è ipotizzabile che si conoscano gli uni con gli altri, avrebbero potuto darsi una voce.
 GUERRA DI DISPETTI Parli con gli albergatori, dicono che se fosse per i tremitesi non dovrebbe arrivare nessuno, i turisti sono un fastidio. Ma come, non si capisce cosa vuol dire turismo? Non lo capiscono, pronti però ad arricchirsi in quattro mesi, andate a vedere che prezzi. E i barcaioli sono prontissimi a farli, anzi vogliono fare solo i barcaioli. Senza una ricevuta, senza una tassa pagata. Le tasse non vuole pagarle nessuno in Italia, anche se qui potresti arguire una motivazione taciuta: lo Stato non fa niente per noi, e noi non facciamo niente per lui e le sue tasse.
 Così lo Stato pianta la piattaforma e il calabrone senza ascoltare nessuno del posto. Avesse ascoltato, avrebbe potuto incocciare nel no a prescindere del Comitato del No. Poi sbaglia, spreca soldi e lascia tutto così. Lasciando tutto così aggrava il senso di disinteresse e di abbandono, oltre che danneggiare il turismo. Al senso di disinteresse e di abbandono i cittadini non reagiscono se non col mah, è tutto uno schifo. Ma poi è probabile che reagiscano con lo stesso senso di disinteresse e abbandono, dandosi una giustificazione morale all’evasione delle tasse e ai prezzi rapinosi. I prezzi rapinosi rischiano di allontanare i turisti non meno del senso di disinteresse e abbandono generale. E senza le tasse lo Stato rischia di non potere fare nemmeno le piattaforme e i consolidamenti giusti.
 Moltiplichiamo per tutta l’Italia e capiamo perché si avvita su se stessa. Il cittadino si allontana dallo Stato che si è allontanato da lui e viceversa. Così ciascuno continua a fare la sua parte sbagliata in quella sciagurata commedia dell’arte che è la vita nazionale di ogni giorno. Così un giorno ci risveglieremo scoprendo di ritrovarci tutti nella serie B del mondo.
 PS. E’ possibile che le Tremiti se ne abbiano a male per quanto sopra. Possibile che fiocchino smentite (anzi a questo punto è augurabile). Ma è solo un esempio pari, più o meno, a tutte le nostre isole italiche straniere fra loro e con lo Stato, cioè con tutti gli altri. Difettiamo di un senso di destino comune. E viviamo ogni giorno ciascuno difendendosi dall’altro. Ah, com’è profondo il mare. Ah, quanto potranno piangere le diomedee.