Bambini in trincea e giovani in partenza

Venerdì 26 luglio 2013 da " La Gazzetta del Mezzogiorno "

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Saranno i bambini o i giovani del Sud a salvare l’Italia?  Con i bambini che fanno i giovani e i giovani accusati di fare un po’ i bambini. I primi schierati davanti alla fabbrica Om Carrelli di Bari coi loro genitori per impedire che se ne portino via impianti e prodotti. I secondi che finiscono sulle prime pagine nazionali perché rifiutano un lavoro stagionale al parco divertimenti “Miragica” di Molfetta. I bambini dovrebbero giocare e i giovani sognare e costruirsi un futuro. Sono invece protagonisti di storie che il Sud non vorrebbe più vedere e che l’Italia dovrebbe evitare facendo al Sud ciò che serve anche nel suo interesse.
 Molto si è discusso se sia giusto che i bambini facciano le barricate invece di giocare. Altrimenti nessuno potrebbe scandalizzarsi per i piccoli rom mandati a chiedere l’elemosina ai semafori. E nessuno potrebbe scandalizzarsi per i bambini mandati a fare la guerra con fucili più grandi di loro in tutte le plaghe della Terra. E nessuno potrebbe scandalizzarsi per i bambini comprati e venduti dai mercanti di carne umana. Ma alla Om Carrelli hanno fatto un po’ i bambini un po’ i grandi, ciò che li eccita sempre.
 Mentre le mamme si preoccupavano che mettessero il cappellino per difendersi dal sole, loro hanno disegnato cartelloni con fumetti magari non proprio di lotta. O hanno aiutato i padri a sistemare le bandiere e, massima eccitazione, hanno strimpellato nei fischietti. O molto più ovviamente hanno fatto i bambini con girotondi e partitelle di pallone. Più che una angosciata vertenza, in alcuni momenti sembrava una gita fuori porta.
 Ma nessuno li avrebbe così usati se il dramma della perdita del lavoro non minacciasse anzitutto loro: come faccio a comprargli i libri quando torneranno a scuola? Non un appello alla pietà, ma un incubo vero per i 224 operai esclusi dalla cassa integrazione. Un sindacalismo familiare. Qualcosa di mezzo fra civismo e cinismo. E quei bambini sono stati un ostacolo imprevisto per i camion che ripetutamente e inutilmente hanno tentato di varcare i cancelli per caricare i preziosi carrelli elevatori prodotti dai loro papà. Come il piccolo cinese che in piazza Tienamen a Pechino bloccò con le mani una colonna di carri armati.
 Il dovere dei grandi dovrebbe essere quello di fare sempre della vita dei bambini una festa. E di rimandare quanto più possibile il momento in cui piangano di essere uomini. Ma già ne violiamo l’innocenza quando non gli diamo città in cui poter fare i bambini. E allora, è male che vedano con i loro occhi la paura, la rabbia, la sconfitta della vita anche se riguarda i loro padri e le loro madri? E che diano una mano?
 Gli ex bambini diventati grandi, hanno invece detto no a 800 euro al mese per lavorare questa estate al “Miragica” di Molfetta. Ma come, non c’è lavoro e rifiutano il lavoro? Ma allora, non confermeranno di essere il simbolo di un Sud più capace di lamentarsi che di sacrificarsi? Ma allora, vanno via dal Sud perché non c’è lavoro o perché sono la generazione del tutto e sùbito senza nessuna voglia di faticare? Ma allora, ne approfittano perché hanno sempre la famiglia alle spalle?
 Avrebbero detto no perché altrimenti non potrebbero andare al mare, uscire con la fidanzata o il fidanzato, farsi la birra la sera. Viziati e inetti, l’immediato giudizio, se non ci fosse chi ha spiegato che se avesse accettato avrebbe perso l’indennità di disoccupazione. C’è poi chi ha contestato il mancato pagamento dei contributi per le 40 ore settimanali. O chi ha protestato contro un tipo di contratto stagionale che non darebbe diritto a niente oltre il compenso, insomma uno sfruttamento: perché noi giovani dobbiamo sempre accontentarci? E giù le repliche di chi giovane non è più e ricorda il pane duro mangiato prima di farcela: aveva ragione la ministra Fornero a definirli “choosy” (schizzinosi), questi non ci somigliano affatto.
Qualcuno afferma che il Sud è alla vigilia di una esplosione sociale, che ci sarà un autunno turbolento. Qualcun altro anzi si chiede come mai non ci sia già stata. Ma per i padri si troverà comunque una soluzione in tutte le possibili Om Carrelli. L’esplosione sociale la dovrebbero fare i giovani, che invece non solo vanno via ma rifiutano ciò che li potrebbe far restare non considerandolo dignitoso. O semplicemente rifiutano ciò che non gli farebbe passare un’estate da giovani. Probabile che poi vadano altrove e accettino di peggio.
 Il Sud oggi è anche questo: bambini in trincea e giovani che l’abbandonano dopo non averci provato neanche. Meglio i bambini non lasciati a fare i bambini o i giovani che si ribellano da giovani? Comunque una esplosione di energia che sale da Sud, in un’Italia che preferisce continuare a ignorare il Sud e a essere il Paese vecchio e stanco non più capace di crescere.