Cani e gatti gente di famiglia

Sabato 10 Agosto 2013 da la " Gazzetta del Mezzogiorno "

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Parliamoci chiaro: che questo caldo da cani vaporizzi anche i cani, non ci piove. E che anche i cani ne vadano difesi, è indubbio. Mai lasciarli a lungo in auto, alto il rischio che collassino. Ma attenti anche al muso fuori dal finestrino come certi umani fanno penzolare braccia tipo prosciutti: il cane può prendere l’otite, e poi te lo vai a cercare un veterinario a ferragosto. Ma attenti anche a conigli nani, porcellini d’India, tartarughe, che per il caldo soffrono da cani più del cane. Occhio pure ai pesciolini rossi in due dita d’acqua, possono diventare paranzella.
 NON ESAGERIAMO E’ estate anche per i nostri animali di compagnia, dei quali dobbiamo rispettare i diritti fondamentali. Ma dovremmo andare calmi con la sudditanza da umani. Possiamo per esempio concordare che leggere insieme al nostro cucciolo è più rilassante, anche se in Italia non leggiamo in uno figuriamoci in due. Ci beviamo anche la storiella di un gatto che in una libreria di Verona era chiamato Proust perché andava sempre ad appisolarsi sulla “Ricerca del tempo perduto”. E meno male che nessuno lo fa ancòra su “Cinquanta sfumature di grigio”, non vorremo assistere a scene porno.
 Ma staremo buoni finché qualche talebano del caninismo o del gattismo non ci dirà che dove andare in vacanza lo decidono Fido o Micio micio. Non solo perché si moltiplicano le proposte turistiche a misura di cane o di gatto, e per chi li ha lo si può capire, anche a quattro zampe si ha bisogno di cambiare aria e rilassarsi. Ma nessuno venga a dire che se devo visitare il British Museum o farmi due passi a Santorini o cenare in un trullo devo chiedere loro il permesso, o che essi devono farsela dove me la faccio io anche se non sono il mio tipo. E’ vero che l’Unione europea ha creato un passaporto anche per loro. Ma anche in questo caso vale l’antica regola, letti separati e amicizia lunga.
 Il fatto è che la parità di diritti sta andando molto veloce, cosa buona e giusta ma mantenendo le distanze come pur avviene fra gli umani che non si pigliano. Già un’associazione a loro difesa ha proposto che entrino nello stato di famiglia, se i Brambilla o gli Spadavecchia hanno un cane o un gatto, anche il cane e il gatto devono chiamarsi, mettiamo, Fuffi Brambilla o Miao Spadavecchia. E, ovviamente, aver diritto alle stesse cure mediche, perché sono obesi, stressati e allergici come noi, crescono le loro malattie tipicamente umane. Ma stato di famiglia significa anche ereditare i beni dei padroni. Tutte le coppie di fatto italiane potrebbero finalmente approfittarne per ottenere gli stessi diritti degli animali.
 PADRONI DI CASA In vista di questa fondamentale conquista, il recente disegno di legge Lorenzin per educare i nostri stili di vita prevede corsi formativi per i proprietari di cani, perché questi hanno diritto al loro benessere. Forse ci vorrà un emendamento per non discriminare i gatti. Perché tutti insieme (cani e gatti) provano gioia e dolore, simpatie e antipatie, sono berlusconiani e antiberlusconiani come noi. Si è scoperto addirittura che i mici hanno una vita notturna, si incontrano, fanno la chiacchiera, bevono una cosa.
 Ma è un errore, raccomandano gli esperti canofili e gattofili, trattarli come figli perché in fondo sono umani ma senza la fondamentale parola, e visti certi umani chissà chi è meglio. Perciò ci pensino bene (cani e gatti) prima di far andare avanti la progettata macchina che può tradurre il loro linguaggio, potrebbero essere costretti a dialogare con Grillo o a capire cosa dice la Bindi. Per ora è già attivo un social network modello Facebook o Twitter, col motore di ricerca Trovapet che consente di mettere a confronto umani e non umani, di fare la conoscenza, di capire se può nascere qualcosa fra loro, in poche parole di scoprire l’anima animale gemella e di metter su famiglia, quale la più adatta per uno yorkshire o per un dalmata? Prima o poi si allargherà ai gatti, proprio per non fare a cani e gatti. Per il soriano, meglio una famiglia in villa o in un bivani, il centro o la periferia?
 E meno male che c’è l’America, dove dal 1° agosto scorso è partita la tv da cani, programmi pensati solo per loro. Gradirebbero brevi filmati per il relax mentre i padroni non ci sono. O dibattiti che li preparino ad affrontare le incertezze della vita, la crisi è crisi per tutti. Non si sa quando questa tv da cani potrà arrivare in Italia, anche se qui il settore è già ben rappresentato.