Ma davvero tu sei il papa ?

Sabato 28 Settembre 2013 da la " Gazzetta del Mezzogiorno "

Lascia un Commento Inserito da Lino Patruno

 

Se un giorno fosse arrivato un papa che avesse:
 detto buonasera e non “vi benedico” dal sacro balcone sùbito dopo l’elezione;
 pagato di persona l’alberghetto nel quale era stato prima di diventare papa;
 messo al petto la croce di ferro e non quella d’oro;
 tenuto i suoi scarponi neri e non le scarpette papali bordò;
 abitato da papa non nei sacri appartamenti ma in un’altra residenza meno sacra;
 voluto girare in utilitaria non in auto di rappresentanza;
 rifiutato la villa estiva di Castel Gandolfo;
 rifiutato la scorta;
 indossato un abito mezzo sgualcito e paramenti un po’ trascurati;
 preso l’aereo per la visita in Brasile portando personalmente la sua borsa di pelle nera con rasoio, breviario, agenda e un libro su santa Teresina;
 risposto per un’ora e mezza alle domande dei giornalisti di tutto il mondo a cavalcioni sulla sua poltrona in aereo ;
 rifiutato ogni protezione fra i milioni di persone a Rio de Janeiro perché, se poteva esserci un pazzo, c’era anche il Signore;  
PRONTO, SONO BERGOGLIO Se un giorno fosse arrivato un papa che avesse:
 preteso sùbito il tu da tutti;
 baciato i bambini in piazza senza guardie del corpo;
 telefonato personalmente alla gente per consolarla di sofferenze e dolori e dicendo, pronto sono Bergoglio;
 risposto di suo pugno alle lettere che gli arrivano ogni giorno;
 parlato quasi sempre a braccio senza temere equivoci o fraintendimenti;
 visto in tv la partita di calcio fra Italia e Argentina dividendo equamente il suo tifo;
 fatto una lunga intervista per un quindicinale;
 risposto su un giornale a due articoli che gli ponevano domande;
 detto: “La strada” di Fellini è forse il film che ho amato di più, c’è un implicito riferimento a san Francesco;
 detto: ho letto “I promessi sposi” tre volte, mia nonna, quando ero bambino, mi ha insegnato a memoria l’inizio;
 detto: non sono mai stato di destra ma neanche di sinistra. 
Se un giorno fosse arrivato un papa che avesse:
 fatto visita ai migranti nell’isola in cui sbarcano ogni giorno;
 partecipato a una manifestazione di lavoratori in cassa integrazione;
 detto: se una persona è gay e cerca il Signore, chi sono io per giudicarla?
 detto: divorziati e coppie di fatto fanno parte della chiesa come tutti gli altri;
 detto: la chiesa non sia ossessionata dall’aborto;
 detto: alla chiesa non interessa che una persona sia credente o no, essenziale è che segua la sua coscienza scegliendo fra bene e male;
 detto: neanche la chiesa ha la verità assoluta.
PIETA’ E SPADA Se un giorno fosse arrivato un papa che avesse:
 fatto capire che il mondo va salvato così com’è, ci piaccia o no, senza la pretesa di volerlo non come è ma come si vorrebbe che fosse;
 fatto capire che il mondo non va affrontato con la spada di san Michele vendicatore ma con la pietà di un santo taumaturgo che guarisce dalle ferite;  
 fatto capire che il cristianesimo deve confrontarsi con la realtà concreta invece di fare morali, che viene prima il recupero del popolo di Dio alla fede poi la dottrina, prima l’esempio del vangelo poi i dogmi;
 detto che i principi cristiani vanno trasmessi secondo i tempi, i luoghi, le persone;
 detto: Dio ti ama per come sei, non devi conquistare il suo amore;
 detto che la chiesa è come un ospedale da campo dopo una battaglia;
 detto che il confessionale non deve essere una camera di tortura;
 fatto capire che è sempre valida la lezione dei gesuiti: la misericordia, la comprensione, la capacità di recuperare la pecora smarrita, di accogliere anche chi sembra lontanissimo sono più efficaci delle minacce dell’inferno e dei princìpi branditi come un bastone;
 fatto capire che bisogna ripartire dal basso per tornare a riempire le chiese;
 fatto capire che le chiese sono la casa di Dio sempre aperta non ministeri con orari d’ufficio;
 detto che senza donne non esiste chiesa.
Se un giorno fosse arrivato un papa che avesse:
 cancellato il governo assoluto personale, nominando un collegio di consiglieri per un governo più collettivo;
 detto che i vescovi devono occuparsi non di politica ma di anime;
 azzerato i vertici della banca vaticana;
 sostituito il potentissimo segretario di Stato, cardinal Bertone.
 Se un giorno fosse arrivato un papa che avesse voluto chiamarsi solo Francesco, se avesse detto e fatto quanto sopra, se anche fosse stato solo un bravo pubblicitario della chiesa, in molti avremmo temuto un antipapa. E invece di benedire il cielo, ci saremmo chiesto se questo papa sia cattolico anch’egli.        
 
 
  
  
 
  
Se un giorno fosse arrivato un papa che avesse:
 detto buonasera e non “vi benedico” dal sacro balcone sùbito dopo l’elezione;
 pagato di persona l’alberghetto nel quale era stato prima di diventare papa;
 messo al petto la croce di ferro e non quella d’oro;
 tenuto i suoi scarponi neri e non le scarpette papali bordò;
 abitato da papa non nei sacri appartamenti ma in un’altra residenza meno sacra;
 voluto girare in utilitaria non in auto di rappresentanza;
 rifiutato la villa estiva di Castel Gandolfo;
 rifiutato la scorta;
 indossato un abito mezzo sgualcito e paramenti un po’ trascurati;
 preso l’aereo per la visita in Brasile portando personalmente la sua borsa di pelle nera con rasoio, breviario, agenda e un libro su santa Teresina;
 risposto per un’ora e mezza alle domande dei giornalisti di tutto il mondo a cavalcioni sulla sua poltrona in aereo ;
 rifiutato ogni protezione fra i milioni di persone a Rio de Janeiro perché, se poteva esserci un pazzo, c’era anche il Signore;  
PRONTO, SONO BERGOGLIO Se un giorno fosse arrivato un papa che avesse:
 preteso sùbito il tu da tutti;
 baciato i bambini in piazza senza guardie del corpo;
 telefonato personalmente alla gente per consolarla di sofferenze e dolori e dicendo, pronto sono Bergoglio;
 risposto di suo pugno alle lettere che gli arrivano ogni giorno;
 parlato quasi sempre a braccio senza temere equivoci o fraintendimenti;
 visto in tv la partita di calcio fra Italia e Argentina dividendo equamente il suo tifo;
 fatto una lunga intervista per un quindicinale;
 risposto su un giornale a due articoli che gli ponevano domande;
 detto: “La strada” di Fellini è forse il film che ho amato di più, c’è un implicito riferimento a san Francesco;
 detto: ho letto “I promessi sposi” tre volte, mia nonna, quando ero bambino, mi ha insegnato a memoria l’inizio;
 detto: non sono mai stato di destra ma neanche di sinistra. 
Se un giorno fosse arrivato un papa che avesse:
 fatto visita ai migranti nell’isola in cui sbarcano ogni giorno;
 partecipato a una manifestazione di lavoratori in cassa integrazione;
 detto: se una persona è gay e cerca il Signore, chi sono io per giudicarla?
 detto: divorziati e coppie di fatto fanno parte della chiesa come tutti gli altri;
 detto: la chiesa non sia ossessionata dall’aborto;
 detto: alla chiesa non interessa che una persona sia credente o no, essenziale è che segua la sua coscienza scegliendo fra bene e male;
 detto: neanche la chiesa ha la verità assoluta.
PIETA’ E SPADA Se un giorno fosse arrivato un papa che avesse:
 fatto capire che il mondo va salvato così com’è, ci piaccia o no, senza la pretesa di volerlo non come è ma come si vorrebbe che fosse;
 fatto capire che il mondo non va affrontato con la spada di san Michele vendicatore ma con la pietà di un santo taumaturgo che guarisce dalle ferite;  
 fatto capire che il cristianesimo deve confrontarsi con la realtà concreta invece di fare morali, che viene prima il recupero del popolo di Dio alla fede poi la dottrina, prima l’esempio del vangelo poi i dogmi;
 detto che i principi cristiani vanno trasmessi secondo i tempi, i luoghi, le persone;
 detto: Dio ti ama per come sei, non devi conquistare il suo amore;
 detto che la chiesa è come un ospedale da campo dopo una battaglia;
 detto che il confessionale non deve essere una camera di tortura;
 fatto capire che è sempre valida la lezione dei gesuiti: la misericordia, la comprensione, la capacità di recuperare la pecora smarrita, di accogliere anche chi sembra lontanissimo sono più efficaci delle minacce dell’inferno e dei princìpi branditi come un bastone;
 fatto capire che bisogna ripartire dal basso per tornare a riempire le chiese;
 fatto capire che le chiese sono la casa di Dio sempre aperta non ministeri con orari d’ufficio;
 detto che senza donne non esiste chiesa.
Se un giorno fosse arrivato un papa che avesse:
 cancellato il governo assoluto personale, nominando un collegio di consiglieri per un governo più collettivo;
 detto che i vescovi devono occuparsi non di politica ma di anime;
 azzerato i vertici della banca vaticana;
 sostituito il potentissimo segretario di Stato, cardinal Bertone.
 Se un giorno fosse arrivato un papa che avesse voluto chiamarsi solo Francesco, se avesse detto e fatto quanto sopra, se anche fosse stato solo un bravo pubblicitario della chiesa, in molti avremmo temuto un antipapa. E invece di benedire il cielo, ci saremmo chiesto se questo papa sia cattolico anch’egli.        
 
 

Se un giorno fosse arrivato un papa che avesse:

 detto buonasera e non “vi benedico” dal sacro balcone sùbito dopo l’elezione;

 pagato di persona l’alberghetto nel quale era stato prima di diventare papa;

 messo al petto la croce di ferro e non quella d’oro;

 tenuto i suoi scarponi neri e non le scarpette papali bordò;

 abitato da papa non nei sacri appartamenti ma in un’altra residenza meno sacra;

 voluto girare in utilitaria non in auto di rappresentanza;

 rifiutato la villa estiva di Castel Gandolfo;

 rifiutato la scorta;

 indossato un abito mezzo sgualcito e paramenti un po’ trascurati;

 preso l’aereo per la visita in Brasile portando personalmente la sua borsa di pelle nera con rasoio, breviario, agenda e un libro su santa Teresina;

  risposto per un’ora e mezza alle domande dei giornalisti di tutto il mondo a cavalcioni sulla sua poltrona in aereo ;

 rifiutato ogni protezione fra i milioni di persone a Rio de Janeiro perché, se poteva esserci un pazzo, c’era anche il Signore;   

PRONTO, SONO BERGOGLIO Se un giorno fosse arrivato un papa che avesse:

 preteso sùbito il tu da tutti;

 baciato i bambini in piazza senza guardie del corpo;

 telefonato personalmente alla gente per consolarla di sofferenze e dolori e dicendo, pronto sono Bergoglio;

 risposto di suo pugno alle lettere che gli arrivano ogni giorno;

 parlato quasi sempre a braccio senza temere equivoci o fraintendimenti;

 visto in tv la partita di calcio fra Italia e Argentina dividendo equamente il suo tifo;

 fatto una lunga intervista per un quindicinale;

 risposto su un giornale a due articoli che gli ponevano domande;

 detto: “La strada” di Fellini è forse il film che ho amato di più, c’è un implicito riferimento a san Francesco;

 detto: ho letto “I promessi sposi” tre volte, mia nonna, quando ero bambino, mi ha insegnato a memoria l’inizio;

 detto: non sono mai stato di destra ma neanche di sinistra. 

Se un giorno fosse arrivato un papa che avesse:

 fatto visita ai migranti nell’isola in cui sbarcano ogni giorno;

 partecipato a una manifestazione di lavoratori in cassa integrazione;

 detto: se una persona è gay e cerca il Signore, chi sono io per giudicarla?

 detto: divorziati e coppie di fatto fanno parte della chiesa come tutti gli altri;

 detto: la chiesa non sia ossessionata dall’aborto;

 detto: alla chiesa non interessa che una persona sia credente o no, essenziale è che segua la sua coscienza scegliendo fra bene e male;

 detto: neanche la chiesa ha la verità assoluta.

PIETA’ E SPADA Se un giorno fosse arrivato un papa che avesse:

 fatto capire che il mondo va salvato così com’è, ci piaccia o no, senza la pretesa di volerlo non come è ma come si vorrebbe che fosse;

 fatto capire che il mondo non va affrontato con la spada di san Michele vendicatore ma con la pietà di un santo taumaturgo che guarisce dalle ferite;  

 fatto capire che il cristianesimo deve confrontarsi con la realtà concreta invece di fare morali, che viene prima il recupero del popolo di Dio alla fede poi la dottrina, prima l’esempio del vangelo poi i dogmi;

 detto che i principi cristiani vanno trasmessi secondo i tempi, i luoghi, le persone;

 detto: Dio ti ama per come sei, non devi conquistare il suo amore;

 detto che la chiesa è come un ospedale da campo dopo una battaglia;

 detto che il confessionale non deve essere una camera di tortura;

 fatto capire che è sempre valida la lezione dei gesuiti: la misericordia, la comprensione, la capacità di recuperare la pecora smarrita, di accogliere anche chi sembra lontanissimo sono più efficaci delle minacce dell’inferno e dei princìpi branditi come un bastone;

 fatto capire che bisogna ripartire dal basso per tornare a riempire le chiese;

 fatto capire che le chiese sono la casa di Dio sempre aperta non ministeri con orari d’ufficio;

 detto che senza donne non esiste chiesa.

Se un giorno fosse arrivato un papa che avesse:

 cancellato il governo assoluto personale, nominando un collegio di consiglieri per un governo più collettivo;

 detto che i vescovi devono occuparsi non di politica ma di anime;

 azzerato i vertici della banca vaticana;

 sostituito il potentissimo segretario di Stato, cardinal Bertone.

 Se un giorno fosse arrivato un papa che avesse voluto chiamarsi solo Francesco, se avesse detto e fatto quanto sopra, se anche fosse stato solo un bravo pubblicitario della chiesa, in molti avremmo temuto un antipapa. E invece di benedire il cielo, ci saremmo chiesto se questo papa sia cattolico anch’egli.