Questi uomini incapaci di tutto

Sabato 5 ottobre 2013 da " La Gazzetta del Mezzogiorno "

Lascia un Commento Inserito da Lino Patruno

 

Mi scrive un lettore. Egr. dr Lino, lei è un emerito str. Scusi il termine, ma il suo articolo “Uomo in casa un soprammobile” ha indotto mia moglie a: 1) sventagliarmelo sotto il naso 2) leggermelo tutto d’un fiato 3) recitarmelo a memoria a ogni pie’ sospinto. Ormai è un tormentone che mi ha sfiancato, depresso, afflosciato! Vivo in ansia, nel timore di sentire evocare, al minimo sbaglio, lei e il suo farneticante articolo. Farneticante e…femminista perché fazioso: non mi dica infatti che sua moglie non lascia sempre aperto il tubetto del dentifricio, che non la obbliga a riparcheggiare l’auto in maniera decente, che non le chiede di fare, in sua vece, quegli stupidi lavoretti manuali in casa che “almeno fai qualcosa, ché sono lavori da uomini altrimenti chiamo il tecnico e a pagare poi sei tu!!!” Insomma la diffido e le ingiungo di scrivere altro articolo per ristabilire un minimo di par condicio. Esigui saluti.
 DOPO IL NOSTRO ARTICOLO Egregio lettore, insomma se non ho capito male già le va bene se sua moglie la considera un soprammobile, che pure ha una sua dignità. Non per versare sale sulla sua ferita, ma per il ricordo di tutti sintetizzo l’articolo tanto ferale per lei. Le donne dicono che i maschi sono buoni solo a cambiare la ruota forata. Aggiungono che neanche con l’orgasmo sono sufficienti viste le loro prestazioni più meccaniche di una pompa industriale. Teorizzano che non sono nemmeno capaci di cacciare una vespa entrata in casa. Argomentano che nelle cene con amici si occupano solo del barbecue sfuggendo alla molto più faticosa bonifica dopo-barbecue. Sostengono che a malapena sanno soffiarsi il naso da soli ma non riescono a fare due cose insieme tipo camminare e masticare la gomma. Lamentano di non aver mai visto un uomo avviare una lavatrice senza provocare un disastro ecologico. Non ne parliamo di portare la spazzatura al cassonetto. E così disco orrendo.
 Per completare il quadro, ora si mette la presidente della Camera, Laura Boldrini, a istigare le donne a non apparire più nelle pubblicità tv mentre spignattano ai fornelli con aria estasiata o servono a tavola giulive come ochette. Come dire: basta con ‘sto Mulino Bianco. Ovviamente, il sospetto atroce è che dalla pubblicità si passi alla realtà, il che per l’uomo può voler dire, cucinati o resti digiuno. Non so il nostro lettore, ma se la regola dovesse applicarsi a me farei prima a diventare un anacoreta scheletrico e denutrito in una grotta del Tibet.
 Siccome i guai non arrivano mai uno a volta, la penitenziale Boldrini ce l’ha pure con le fanciulle mezze nude che vogliono convincerci ad acquistare un prosciutto, a bere l’acqua prin prin, soprattutto ad andare in vacanza lì o lì. Le fanciulle che insomma vendono felicità, coerenti con la promessa di felicità che per ogni uomo è ogni donna. Ci togliessero anche questa, non ci resterebbe che la Santanchè.
 FEMMINISMO E MASCHILISMO Non so, caro lettore, se il mio articolo fosse femminista come lei dice, ma dobbiamo ammettere che noi uomini la facciamo sporca. Diciamocelo in silenzio e che resti in Europa: a parità di condizioni, la donna lavora sempre di più perché ha addosso casa e figli. E mai nessuno che abbia riconosciuto loro questo supplemento di occupazione, meno che mai per ricompensarlo. Come lei sa, qualcuno ha calcolato che se nel Pil (ciò che produce la nazione) entrasse anche questa attività in nero, potremmo fare un pernacchio a tutte le Merkel del mondo.
 Detto questo, poi però le signore donne non devono fare tanto le campionissime. A quanto mi pare di capire, sua moglie lascia il dentifricio aperto, le fa parcheggiare di nuovo l’auto, la vuole costringere, chessò, a piantare il chiodo per un quadro. Stia in guardia, perché prima o poi potrebbe pretendere che lei pulisca il culetto alla nipotina. O che vada a comprare le zanchette per poi rinfacciarle di essersele fatte dare con l’occhio di pesce. O che tolga la pentola al primo bollo senza che mai nessuno abbia mai capito quale sia.
 E quanto ai loro difetti, di sicuro inzuppano di fard il telefono, seminano capelli nel lavandino, lasciano aperta la finestra con l’antifurto innestato, fanno arrivare sempre in ritardo al cinema, stanno mezzora a dire ciò che si può dire in un minuto, passano e spassano davanti al televisore mentre fa la partita. Io le consiglio, caro lettore, di stare buono finché sua moglie non le chiederà perché lei non somiglia almeno un po’ ad Alessio Boni.