Se sei educato non sei nessuno

Sabato 12 ottobre 2013 da " La Gazzetta del Mezzogiorno "

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La onorevole Carfagna è una tipina molto carina e molto elegantina. Ma in un recente “Ballarò” su Raitre, al sindaco di Milano, Pisapia, che la invita a stare un po’ calma, replica di andare a dirlo “alla madre e alla sorella”. Il senatore veneto Felice Casson del Pd, ex magistrato, parlando degli eventuali servizi sociali per Berlusconi, dice che “potrebbe pulire i canali di Venezia: ci sono condannati per crimini minori che lo fanno”. Il comico-politico Beppe Grillo, uno con linguaggio da autospurgo, ringhia di non volere avere a che fare con un presidente (Napolitano) che “ha ormai 120 anni” e aggiunge che “ha proprio rotto le palle”. Per par condicio accusa la presidente della Camera, Boldrini, di essere un “arredamento del potere” e i giornalisti “camerieri dei politici”.
 Ancòra. L’industriale Diego Della Valle, che sponsorizza il restauro del Colosseo, accusa il collega (quasi ottantenne) Giorgio Armani di non avere il suo stesso impegno sociale e lo sfida: “il vecchietto arzillo faccia come me”. Poi, a chi gli fa notare che può avere esagerato, risponde: “Forse io sono influenzato dal ricordo di mio nonno che all’età di Armani stava in casa davanti al camino con una coperta sulle gambe e un golf di lana spessa un dito”. Così tanto per sdrammatizzare.
 Ancòra. Maria Rita Lorenzetti, ex presidente della Regione Umbria, già quattro volte parlamentare del centrosinistra ed ex sottosegretaria, raccomanda a telefono uno studente in medicina figlio di un politico suo amico e alla docente sua interlocutrice aggiunge: “Ecco, hai capito perfettamente. Noi siamo concrete e pratiche senza tante seghe”. E’ la stessa gentil signora che a un architetto della Regione Toscana che si opponeva a certe sue pretese ora sotto inchiesta giudiziaria, dà dello “stronzo, terrorista, bastardo, mascalzone”. Routine uno Sgarbi che considera Alfano un “cretino” e Berlusconi un “morto”.
  Nessuna meraviglia, solo ultimi esempi di un inesauribile campionario, anzi tutto rassicurante in un Paese in cui Bossi e compagni della Lega Nord vantavano che “noi ce l’abbiamo duro”, facevano sapere di usare il tricolore per “pulirci il culo” e mostravano il dito medio come carta d’identità. Ovvio che siano arrivati per direttissima al governo della Repubblica fondata sull’insulto. E del resto, se non dimostri di saper perlomeno mandare a quel paese qualcuno, di saper gridare più degli altri, di saper interrompere, in un programma tv non ti invitano neanche a pagamento, sgraditi come la peste i pappamolla che non fanno risse mandando a prostitute gli ascolti.
 Né i politici si illudano di avere l’esclusiva. C’è un giornale che per essere all’altezza ha trattato da “culona” la capa del governo tedesco, Merkel. E del resto sono tempi in cui se dici un “per favore” ti guardano storti, non ci starà prendendo per i fondelli. Meno che mai andare al cinema e dire buonasera a quelli a fianco, tutti impegnati a infilarsi nella betoniera la mappazza di pop corn. Cerca di scendere da un bus e vedi se non ti tsumanano quelli che salgono. Ti inzaccheri in un ascensore e ti scatarrano addosso.
 E’ ormai un pregiudizio borghese pretendere che si metta la mano davanti se si starnuta, che si sbadigli senza raglio, che non si lanci con l’indice e il pollice la cacchina del naso, che si copra lo stecchino che estrae i pezzetti di carne dai denti, che non si parli agli altri con gli occhiali da sole, che non ci si tiri gli slip fuori dalle chiappe, che non ci si riposizioni il pacco davanti. E’ ormai un pregiudizio borghese aspettarsi che non si dia la mano come un moncherino, che non si mangi a bocca aperta, che non si rutti per dimostrare di aver gradito, che non si sputi il nocciolo dell’oliva, che ci si pulisca le labbra prima di bere, che non si parli col boccone di cannolo siciliano, che non ci si gratti in testa (esaminandone il risultato).
 Un sondaggio in Inghilterra ha accertato che nessuno dice più thank you, grazie. Eppure l’Inghilterra è il regno dell’etichetta. Ora al massimo si dice “cheers” (allegria, evviva), “nice one” (ottimo, ben fatto), “cool” (ok, bene). Da noi il problema è superato, finalmente siamo all’avanguardia. Qualcuno ha fatto notare che “grazie” è parente stretto di “grazia”. Ma parlare di grazia in questi tempi di grande bruttezza è come aspettarsi che Balotelli diventi un lord, appunto, all’inglese. Al massimo sarà uno diversamente educato.