Arrivano le (dis)avventure della famiglia Malaussène

Lunedì 18 novembre 2013 da " La Gazzetta del Mezzogiorno "

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IL PARADISO DEGLI ORCHI – di Nicolas Bary. Interpreti: Raphael Personnaz, Bérénice Bejo. Commedia, Francia, 2013. Durata: 1h 31 minuti.
 
Tanto tuonò, che Pennac piovve. A trent’anni dalla pubblicazione del primo dei suoi sei vendutissimi libri, col silenzio-assenso dello scrittore francese ecco anche il primo film sulle avventure della sgangherata famiglia Malaussène. Una colorita tribù di fratelli e sorelle figli di padri diversi e di una madre sempre in fuga con un nuovo fidanzato. E dei quali in un’atmosfera surreale deve prendersi cura il maggiore, Benjamin, che per mandare avanti la baracca lavora in un grande magazzino di Parigi.
 Fin qui, nulla di strano, se non per la presenza di una gigantesca giraffa fra i reparti. La stranezza è che il ruolo dello spaurito Benjamin è quello del “capro espiatorio”, cioè uno da offrire sempre in pasto ai clienti insoddisfatti come responsabile di tutte le fregature loro inflitte. Tanto maltrattato che i clienti se ne impietosiscono rinunciando a ogni pretesa. Il primo orco è quindi il potere economico che ti inganna.
 Ma c’è di più. Nel grande magazzino avvengono due esplosioni che ammazzano altrettante persone. Manco a dirlo ne è sospettato proprio l’indifeso Benjamin, che si vendicherebbe così delle umiliazioni ricevute per mestiere. Per trovare il vero colpevole, il nostro candido perdente nato si allea con una bella giornalista. Il secondo orco è il più forte che per sua comodità schiaccia sempre il più debole. Ma ce n’è un terzo, la pedofilia che lì dentro fa sparire un po’ di bambini.
 Come si vede, tutto l’universo di Pennac: storie agghiaccianti e commedia, mondo dell’infanzia e satira dei costumi, favola e realtà, thriller e umorismo. Generi non facili da mettere insieme. Ci è riuscito il giovane regista Nicolas Bary? Così così, l’impressione è di un risultato gradevole ma fragilino sia nella tensione che nell’incanto. Ma permane la levità di Pennac, ciò che più conta per farci tornare bambini. E quanto a ridere, si ride soprattutto per quegli sboccati di marmocchi Malaussène, che parlano come carrettieri e si muovono come stralunati. E sono il punto di forza del tutto.
 A suo agio nel ruolo di Benjamin il bello emergente del cinema d’Oltralpe, Raphael Personnaz (doppiato però con una voce petulantina). Una botta continua di sensualità la brava Bérénice Bejo (la giornalista). Resta la giraffa, che anche lei si guadagna onestamente la pagnotta facendo né più né meno che la giraffa.