Per il Sud non pių dello 0,5%

Venerdė 13 dicembre 2013 da " La Gazzetta del Mezzogiorno "

Lascia un Commento Inserito da Lino Patruno

 

Se il Sud tanto vale, vada a morire ammazzato il Sud. Sulle 47mila battute (caratteri) del discorso di Letta alla Camera per la fiducia, al Sud ne sono state dedicate 204 (duecentoquattro). Meno dello 0,5 per cento. Meno di un twitter e mezzo. Si parla di un terzo del territorio italiano, di un terzo della popolazione, di un terzo dei voti, di un quarto della ricchezza prodotta. Leggera sproporzione.
 Per non compromettersi più di tanto agli occhi del resto d’Italia, il presidente del Consiglio se ne è occupato, come si dice, di straforo, parlando dei “nuovi strumenti di sostegno” contro la povertà. Qui appare il Sud: “Il tutto ovviamente con un’attenzione particolare e selettiva al Mezzogiorno, dove i problemi di esclusione, crescita della povertà, scoramento e rabbia esplodono se non si danno risposte immediate e mirate”. Notare l’”ovviamente”. Dopo di che, il Sud scompare.
 Non riappare neanche quando con un po’ di buona volontà potrebbe riapparire: esempio le infrastrutture. Sostiene Letta: “Proseguiremo nel finanziare opere e progetti immediatamente cantierabili o in corso di ultimazione”. Traduzione: non esiste alcun problema di treni sulla linea adriatica, cioè continueranno a non esistere i treni come non esiste nessun progetto né per ora né per i prossimi decenni. Se non i treni, almeno la chiarezza. E’ cantierata invece l’alta velocità (pardon, alta capacità, cioè doppio binario) fra Bari e Napoli, dove si lavora nel minitratto fra Bovino e Cervaro, anzi da oltre cento giorni non si lavora perché l’impresa addetta è in crisi. A questo ritmo, ci vorranno altri 15 anni oltre il previsto 2028 per il taglio del nastro dell’opera più sofferta nella storia dell’umanità. Ma non si può avere tutto dalla vita.
 Per onestà bisogna dire che un altro riferimento al Sud, Letta lo ha fatto. Quando, occupandosi di “economie criminali”, si è chiesto: quante ne abbiamo visto prosperare nella crisi, all’ombra delle frasi fatte “la mafia non esiste” o “la mafia esiste solo al Sud”? Dovrebbe significare che la mafia non esiste solo al Sud, ed è davvero una notizia.
 Ultimo accenno alla Terra dei Fuochi campana, dove per decenni la camorra ha sotterrato rifiuti mortali provenienti dalle industrie del Nord nel silenzio totale dello Stato troppo distratto per accorgersi del via vai di camion. Letta ha esaltato il decreto che persegue penalmente chi d’ora in poi brucerà i rifiuti, non chi li porta. Ma questo, ha aggiunto, giunge dopo anni di immobilismo, ciò di cui la gente di quei posti sembra appunto da anni essersi accorta.
 Nel discorso per la precedente fiducia del 2 ottobre, su 445 righe di testo Letta ne aveva riservate 21 al Mezzogiorno, che fa passi indietro anche in attenzione. Allora aveva proclamato che “lo sblocca-cantieri ha fatto ripartire l’Alta velocità Bari-Napoli”, anche se abbiamo capito che non è Alta velocità, e abbiamo capito che è ripartita per fermarsi immediatamente.
 Conclusione: in questo modo ci si occupa di Sud, anzi in questo modo non se ne occupa nessuno. E a chi in questi giorni si domanda con sospetta solidarietà cosa succede se “il Sud muore”, si può chiedere di correggere: se “il Sud è fatto morire”. Perché nel frattempo, non è che nel silenzio non stiano lavorando allo scopo. Vedi le università: Bari e Bologna con lo stesso numero di studenti ma a Bologna tre volte più finanziamenti statali che a Bari. Perché? Perché secondo il primo Fondamento della Illogicità, si finanziano di più quelle che incassano di più non quelle che incassano di meno (non potendo far pagare alte tasse scolastiche ai loro studenti meno abbienti e concedendo per la stessa ragione più esoneri). A morte i poveri. E la smettano di volerne approfittare perché al Sud sono tanti.
 Ma non solo treni e università a danno di quel Sud che il Censis ha definito “inesistente problema irrisolto”, inesistente nel senso che “nisciuno” se ne importa (come canta Pino Daniele). A parte che perlomeno Letta non è stato lasciato solo, perché per esempio Renzi non ha ritenuto di dedicare un dipartimento al Sud nella nuova segreteria del Pd. Il Sud può solo sfiziarsi nella conta dei danni. La sanità, per dire: anche qui meno fondi perché se ne danno di più a chi ha più anziani (il Nord) non a chi ha più poveri (il Sud). Così uno già è povero, ma siccome può approfittarne non lo si cura come si dovrebbe se si ammala. Calderoli se la sta ridendo col suo federalismo che nessun politico meridionale fu capace di bloccare.
 Qui entra in campo il problema della cosiddetta classe politica meridionale. Per la verità non più impresentabile della media nazionale. E qui compare anche il consueto harakiri di quei meridionali sempre pronti a far lezione agli altri: ma basta con questi soldi al Sud. D’accordo. Ma un treno, una università, un ospedale più attrezzato, servizi un po’ più decenti, anche questo no?