Due chiacchiere con te ragazzo che riparti

Venerdì 3 gennaio 2014 da " La Gazzetta del Mezzogiorno "

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Certo, tu hai ragione. Sei un giovane meridionale che lavora al Nord, torni per le vacanze e che ti trovi? Le città sporche. Non solo sporche, ma sporche come sempre. Segno che non cambia mai niente, mi è dispiaciuto andarmene però vedo che non c’era e non c’è alternativa. Che schifo, che schifo. Magari vieni da Milano o Bologna dove tutto (o quasi) funziona, i bus passano in orario, c’è pure il display che dice quando arrivano. Sì, da qualche parte l’ho visto anche qui, ma così, non ce n’è uno che segnali tre minuti e siano tre minuti.
 Tu hai ragione. E non possiamo rinfacciarti di essere diventato leghista. Né devi stare a farci troppi ragionamenti, tipo la denuncia della Svimez, quelli che si battono per lo sviluppo del Mezzogiorno. Asili, trasporti, ospedali: ci sono due Italie anche nei servizi pubblici. E non perché al Sud siano più trogloditi, ma perché lo Stato non fa al Sud quanto dovrebbe perché ci siano asili, trasporti, ospedali all’altezza. Lo Stato non rispetta la Costituzione e i Lep, li conosci?, livelli essenziali di prestazioni: che dovrebbero essere garantiti allo stesso modo su tutto il territorio nazionale, non dipendere da dove nasci.
 Sì, ma che c’entra con la carta buttata per terra, con l’immondizia accatastata, col lampione fulminato l’ultima volta che sono venuto e ancòra fulminato oggi? Sì, non c’entra, questa è inciviltà. Né devi stare a filosofeggiare sul collegamento fra la carta buttata per terra e il lampione fulminato. Collegamento psicologico e muto: tu Comune o Stato non mi ripari il lampione e io ti butto la carta per terra. Tu mi trascuri e io ti rispondo. Ma che c’entra: così si sta tutti peggio. Appunto, appunto al Sud.
 Ma il problema vero, non giriamoci attorno, è che qui al Sud non viene riconosciuto il merito, perché ho dovuto andare sempre a implorare per ciò che mi spettava, perché sotto sotto mi dicevano che era meglio se conoscevo qualcuno? Su al Nord mi è bastato un colloquio, non sarò Mandrake ma neanche un fesso. Hai ragione, hai ragione. E ti capisco quando aggiungi che ti fa senso solo pensare di dover ricorrere a un politico che ti prende in giro. E hai ragione quando dici, tanto per fare un esempio, che lo hai capito il giochino dei figli e dei parenti di politici e sindacalisti in certe agenzie regionali: fatti entrare a tempo determinato e senza concorso e poi “stabilizzati” (che termine truffaldino), cioè assunti, sotto le elezioni. Anzi si vantano, abbiamo eliminato precari (e favorito privilegiati).
 Hai ragione, e che ti sto a spiegare? Non ti sto a spiegare per pudore che è proprio la mancanza di lavoro a far crescere questa putredine di politici che gestisce come gli conviene il poco lavoro che c’è invece di battersi perché ci sia per tutti. Non ti sto a spiegare che è vero che il lavoro non lo crea una magia di Harry Potter, ma che al Sud è stato anzitutto violato il diritto costituzionale ad averlo. Anzi ad avere le condizioni perché ci fosse e tu non dovessi essere costretto ad andar via.
 Sei troppo intelligente perché ti stia a ricordare che se non hai un treno comodo per venire e tornare a Milano, chi vuoi che si metta a fare qualcosa al Sud?, mica scemo. O se lo fa, lo fa in cambio di soldi che riducano il danno. Soldi pubblici: e ovunque ci siano soldi pubblici, c’è un politico che distribuisce non per merito ma se lo conosci e voti per lui. E a qualcuno più senza scrupoli conviene addirittura che il treno non ci sia, altrimenti si sarebbe mosso da tempo perché ci fosse.
 Diciamo il treno, ma ci siamo capiti. E’ vero anche che il Sud si deve dare da fare da solo, non deve far finta di niente incolpando il destino. Il Sud del fatalismo è il Sud più inetto. Il Sud cui non conviene risolvere niente ma chiedere sempre soldi per favorire ora uno ora un altro senza portare mai lo sviluppo perché quelli come te non partano. Questo Sud è carne marcia, altro che carta buttata a terra. Ed è vero che nel mondo senza più frontiere viaggiare non significa più solo emigrare, ma per il Sud la storia non è cominciata ora.
 Stai ripartendo e non voglio aggiungere granché, che ti dico. Del resto ti informi, lo sai anche tu che si parla di “talent economy”, che il nuovo lavoro nasce solo dove ci sono le idee, che sia Nord o Sud, anche se concordo che è troppo facile fare i saputi sulla pelle degli altri. E lo sai meglio di me, lo hai studiato, che il mondo più sviluppato non cresce più proprio perché la ricchezza si è concentrata in sempre meno mani. E quelle poche mani non è che possano creare movimento quante molte mani, perché i ricchi risparmiano molto e consumano poco, tanto vivono di rendita. Così fra Nord e Sud d’Italia, un Sud che potesse più svilupparsi sarebbe un motorino utile per tutta l’Italia non il contrario.
 Sì, ma tu devi ripartire, che stiamo a fare discorsi. Alla prossima, speriamo con meno carte per terra.