Lei non sa che ladro sono io

Sabato 4 gennaio 2014 da " La Gazzetta del Mezzogiorno "

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L’Italia non è un Paese, è una cronaca giudiziaria: chi è che ruba oggi? Ultime della serie, le Regioni. Come quel presidente del Piemonte, il Cota puro come un giglio, leghista sempre pronto a fare lezione al Sud. Secondo l’accusa, riuscito nell’impresa da premio Nobel di andare a cena nello stesso giorno in un ristorante a Torino e in uno degli Stati Uniti: sarà Batman. E poi beccato con scontrini d’acquisto, con soldi pubblici, di una valigia, di libri, cravatte, dvd, custodie per il computer, hamburger.
 GARA ALL’ITALIANA Ma c’è chi, nella contigua Regione Liguria, si è fatto le terme, negozi di antiquariato, spumante, slip (embè). E in Basilicata, divani, gioielli, profumi. E altrove, racchette da tennis, sci, mazze da baseball. E’ capitato che a qualcuno servisse anche la lavatrice per casa, la pelliccia per la signora, il maglioncino per il cane. Detto e acquistato. Così come la riparazione di una tv.
 Però bisogna essere comprensivi, c’è anche lo stress, il dispiacere, il dolore di dover comunicare ai colleghi, chessò, notizie spiacevoli o di dover respingere loro domande. Così sempre la benemerita e molto umanitaria Liguria assegna agli sfortunati addetti una indennità giornaliera di “emotività individuale e impegnative relazioni interpersonali”, tanto che non si sa se dalla sua istituzione non siano per caso aumentate le notizie spiacevoli o le domande da respingere, tanto per arrotondare.
 Tralasciamo, causa aria d’inizio anno, il capitolo assessori e consiglieri comunali, provinciali e regionali arrestati solo perché, cosa sarà mai, pretendevano tangenti dai cittadini che chiedevano un certificato o una firma. E tralasciamo, stavolta per ragioni di spazio, il non meno edificante capitolo delle aste pubbliche e dei concorsi truccati per far vincere gli amici peraltro pronti a sdebitarsi.
 Cenno solo per dovere d’ufficio ad altre “brevi” di sprecopoli: l’una licenzia l’altra assume, la norma paracadute per le società pubbliche; alla Camera stipendi dai 400mila euro annui dei commessi ai 136mila per gli elettricisti (letto bene: elettricisti); i consulenti d’oro del Cnel scelti contro 19 pareri (ma pagandogli viaggi in tutto il mondo); Roma in apnea, l’Italia affoga: già quasi 500 le città fallite; a rischio (rischio) chiusura 175 ospedali inefficienti e spreconi; nei centri per l’impiego quasi 10mila dipendenti, ma ogni anno danno occupazione solo a 35mila persone: un posto costa 13mila euro; almeno 400 opere lasciate a metà nel Paese; nei ministeri i dirigenti più pagati d’Europa.
 Stretta attualità il tentativo di rapina del secolo, il noto decreto “SalvaRoma” in verità “SalvaTutti”. A campione: 20 milioni per i buchi del trasporto calabrese, 23 per i treni valdostani, 1 milione per le scuole umbre di Marsciano, 1 per il restauro del palazzo municipale di Sciacca, istituzione di una sezione antimafia all’aeroporto di Milano Malpensa in vista di Expo15 (ovviamente con congruo anticipo, relativi stipendi, scrivanie in frassino).
 POLITICI E CITTADINI Ma poi, visto che ci siamo, ecco le tasse: in Italia lavoratori dipendenti più ricchi degli imprenditori, nel senso che dichiarano e pagano più di coloro i quali gli danno lavoro (e non si capisce come facciano a darglielo se sono così morti di fame). Evasione complessiva annua 120 miliardi, quanto tre manovre finanziarie con le quali i governi caricano di altre tasse soprattutto, ovvio, quei maledetti dei dipendenti per coprire i buchi dell’evasione dei non dipendenti. Sprecopoli sanità a Caserta: 6mila pazienti morti, emigrati o trasferiti ma per i quali l’Asl rimborsava lo stesso i medici, i quali non si opponevano. Solo a Bari e provincia, 100mila titolari di case fantasma. Denunciati oltre 5mila dipendenti pubblici falsi poveri che fingevano di non avere un euro per non pagare asili e mense. Denunciati migliaia di falsi ciechi (e chissà quanti altri non li vedevano). Studentessa dell’università di Roma in Ferrari ma non pagava le tasse perché indigente (moltiplicato per altre decine e decine di migliaia in tutta Italia).
 Ce la prendiamo sempre con i politici ladri. Non ci accorgiamo della concorrenza dei privati cittadini. Tanto da chiederci chi sia figlio dell’altro, quale Italia sia più marcia: se sia nato prima l’uovo dei cittadini sporcaccioni e dei politici che li copiano, o sia nata prima la gallina dei politici sporcaccioni e dei cittadini che li imitano per non dispiacerli.