< The Butler > il nriscatto nero politicamente molto corretto

Sabato 4 gennaio 2014 da " La Gazzetta del Mezzogiorno "

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THE BUTLER. Un maggiordomo alla Casa Bianca – di Lee Daniels. Interpreti: Forest Whitaker, Oprah Winfrey, Cuba Gooding jr. Storico, Usa, 2013. Durata: 2h 4 minuti.
 
Lui, nero, ex schiavo nei campi di cotone, col padre ucciso dai padroni e la madre violentata, per 34 anni maggiordomo alla Casa Bianca, al servizio di sette presidenti degli Stati Uniti responsabili di un Paese in cui i neri come lui sono trattati da esseri inferiori. Il figlio, che non condivide l’accondiscendenza del padre verso i persecutori razziali e diventa leader rivoluzionario delle Black Panters, le Pantere Nere. Lui, il padre, che vive ogni giorno questa sua stessa interna lacerazione ma continua a comportarsi con buone maniere da “negro di casa” verso i bianchi per mantenere la famiglia e il figlio. E il figlio che lo disconosce, combatte e si fa arrestare per dare anche al padre un mondo migliore e una dignità mai riconosciuta.
 Questo il cuore di un film intenso, commovente, un po’ flemmatico, dai toni soffusi del melodramma popolare e abbastanza politicamente corretti per essere digeribile per tutti. Classico candidato all’Oscar. Ma grande sofferto documento su una lunga stagione di lotta per i diritti umani in quella che pur è definita (ed è) la maggiore democrazia del mondo nonostante i suoi fin troppo recenti lager.
 Si parte dal 1926, si arriva all’86 attraverso presidenti come Eisenhower (interpretato da Robin Williams), Kennedy (James Mardsen), Johnson (Lev Schreiber), Nixon (John Cusak), Reagan (Alan Rickman), Ford e Carter (immagini di repertorio). E attraverso le uccisioni di Kennedy e Martin Luther King, la guerra del Vietnam e lo scandalo Watergate. Fino a Obama, che pare abbia pianto al racconto e alla cui elezione l’ex maggiordomo Eugene Allen (che qui si chiama Cecil Gaines) assiste da vecchio, essendo addirittura da lui ricevuto. Ma sessant’anni anche attraverso la lunga battaglia della gente di colore perché nei ristoranti, sui bus, nelle scuole non dovessero essere relegati in posti lontani dagli altri.
 Proprio nel 2008 della prima vittoria di Obama il “Washington Post” pubblicò un articolo sulla vicenda vera di Allen, poi diventata libro. Quindi il film. Col regista nero Lee Daniels (già autore del più anticonformista “Precious”) che vi coinvolge una parata di stelle: da Lenny Kravitz a Mariah Carey, da Vanessa Redgrave a Terrence Howard, fino alla Jane Fonda contestatrice che qui però vive la beffa di vestire i panni della molto più reazionaria Nancy Reagan.
 Ma giganteggia il protagonista Forrest Whitaker (Oscar 2007 con “L’ultimo re di Scozia”), indimenticabile dolente volto. Ben assecondato dalla mega star tv Oprah Winfrey, la moglie, quella cui la commessa di un negozio svizzero non volle mostrare una borsa perché a suo parere troppo costosa per lei. Diciamo per una nera, come dire l’ostinazione della storia a ripetersi nel peggio.