Se esplode il ventre peggiore d'Italia

Venerdì 10 gennaio 2014 da " La Gazzetta del Mezzogiorno "

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Trasmissione di una tv locale, si parla del 2013 che se ne è andato, cosa ci aspetta nel 2014, cosa ci auguriamo. Pura normalità. L’ospite cerca di dire che nulla è più facile del pessimismo, ma che purtroppo è il rifugio degli sconfitti, non porta da nessuna parte. Banalità più assolute di un oroscopo ancorché di stagione. Inevitabile il deragliamento sulla politica, sì, tutto uno schifo. Ma magari, oltre che inevitabilmente giudicare loro, vediamo cosa possiamo fare noi che non sempre siamo incensurabili: lo siamo forse quando non paghiamo le tasse?, lo siamo quando diciamo no a ogni riforma che tocchi posizioni acquisite di categorie e corporazioni? Non dobbiamo cominciare a essere anche noi il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo?
 Apriti cielo. Arrivano le telefonate inviperite degli ascoltatori: state difendendo i politici e colpevolizzando i cittadini. Uno accusa l’ospite di essere un mostro che dice cose mostruose. E giù la litania dei politici ladri, mascalzoni, corrotti. Tutti in galera. Gli obietti che, figuriamoci, con un costo della corruzione di 70 miliardi l’anno, è una fogna. Ma se ci sono, ad esempio, politici estorsori, non si può cominciare a denunciare per fare pulizia? Ma stia zitto, si vergogni.
 Remota aria di terrorismo in una leggera trasmissione mattutina più di intrattenimento che politica. Eppure una esplosione di rancore, di livore, di rabbia appena si accenna ai politici. Tutti accomunati in un potere che si arricchisce e fa i fatti propri mentre c’è chi non ha lavoro, vede i figli partire, non sa come fare, non va più a votare. Una virulenza imprevista anche per un ospite che pure quante ne sa e ne vede per mestiere.
 L’ex segretario del Pd, Bersani, è colpito da ictus, rischia la vita ed è operato d’urgenza. Finalmente una bella notizia, è il commento meno sgradevole su Internet. E un altro: spero che ci resti secco. E ancòra: anche mio nonno è stato in ospedale, ma non se ne è fregato nessuno. E poi: nessuna pietà per chi non ne ha avuta. Né si salva la cancelliera tedesca Merkel, che si è fratturata il bacino cadendo mentre faceva sci di fondo: che sfiga, anche lei respira ancòra, bastardi crepate.
 E’ un segno che il veleno riguarda tutta la Casta: non importa che politico sei, voglio vederti morto solo perché politico, ha spiegato il sociologo De Rita. Se sei un potente, devi morire. E si ricorda che lo stesso accadde quando Berlusconi fu colpito da una statuetta a Milano, centinaia di auguri di andarsene all’altro mondo. C’è chi osserva che era puerile aspettarsi altro, visto che da mesi Grillo non fa che augurare morte a tutta la classe politica italiana, ma è anche vero che per Bersani ha sùbito diffuso un messaggio di solidarietà.
 Vero anche che è Internet a scatenare l’ondata di odio. Si fa perché la rete è sempre aperta e istantanea, è a disposizione di tutti mentre non lo sono giornali e tv, ha spazi illimitati, arriva ovunque e non cancella mai nulla. E così stimola la concorrenza a livello delle pulsioni più basse, protegge l’anonimato più vigliacco benché molti dei messaggi avessero proditoriamente nome e cognome, è una zona franca della quale non devi rispondere quasi mai e a nessuno per qualsiasi cosa scrivi. Anche di fronte alla comune debolezza della morte e della malattia.
 Ma sarebbe anche troppo comodo buttarla sulla sociologia, anzi sarebbe sbagliato. E non farebbe capire il ventre di un Paese che d’improvviso ribolle e rigurgita anche in un inerme programma tv più votato all’auspicio di buona giornata che alla piena di fango. Un Paese rassegnato e sfiduciato, e che sembra non voler più neanche reagire, ma che invece erutta tutta la sua bile ogni volta che si parla di politici. Vedendo soprattutto che il porcile aumenta ogni giorno invece di diminuire. Vedendo che tutti devono fare sempre più sacrifici fra tasse e povertà crescenti e loro invece non solo continuano a rubare ma non si tagliano un euro di compensi e privilegi. Anche per il terremoto dell’Aquila hanno preteso tangenti, anche sul dolore.
 E’ vero che non sarà un’auto blu in più o in meno a risollevare l’Italia, ma ciò che conta è il segnale, l’idea che comincino anche loro. Tutto il contrario di ciò che avviene. Con lo sconcerto di chi non augura nulla di male a Bersani, ma si chiede come mai non lo capiscano. Come mai non solo continuino a fare come se nulla fosse, ma a fare sempre peggio, in una campagna elettorale permanente e disperatamente lontana da ciò che il Paese chiede e vorrebbe sentirsi dire.
 Sono perduti nella sporca ingordigia di denaro e nella ottusa illusione di potenza e immunità. Allora anche la sventura di un ictus è l’unico risarcimento possibile per quella gente d’Italia che non ragiona più. Allora non resta che il “dovete morire”.