Quant'è arrivista questa Italietta - La gente che sta bene

Domenica 2 febbraio 2014 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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LA GENTE CHE STA BENE – di Francesco Patierno. Interpreti: Claudio Bisio, Diego Abatantuono, Margherita Buy. Commedia, Italia, 2013. Durata: 1h 44 minuti.

                                                                                                                                

La corsa è a piazzarsi fra “La gente che sta bene”, quella che non ha rispetto per niente e nessuno pur di conquistare ricchezza e potere. Quella, per rimanere nell’attualità cinematografica (e non solo), che passa disinvoltamente sul capitale umano altrui, indifferente a ogni legge e decenza. E un cui campione è Claudio Bisio.

 Avvocato dalla battuta pronta che licenzia senza il minimo scrupolo, che scippa premi agli altri, che non si occupa della figlia ribelle quanto del suo successo, che spaccia uno status sociale che non ha, insomma un arrivista, Bisio ha l’occasione della vita quando incontra un boss del settore. E’ un Abatantuono cinico e spiccio, invischiato in quegli affari opachi e loschi degli scandali italiani d’oggi, che lo adesca non per farne un socio ma un complice dietro cui nascondersi. Di mezzo ci sono una moglie (Margherita Buy) non granché migliore e un incidente stradale, non mancano tanto arresti eccellenti quanto le corna (e ti pareva), aleggiano tanto lussi sfrenati quanto miseria esistenziale.

 E’ un altro quadretto dell’Italia oggi, in cui i disvalori diventano valori, in cui i farabutti sono da imitare e gli onesti da evitare. Spazzatura tratta del romanzo dall’omonimo titolo di Federico Baccomo (Marsilio ed.) nelle mani di un regista, Francesco Patierno, segnalatesi per “Cose dell’altro mondo” sulla difficoltà della convivenza nel ricco e razzista Nordest. Risultato discutibile, serie di quadretti alla ricerca di collante, ma sforzo di originalità surreale fra commedia e dramma, agro e dolce.

 Sia permessa una unghiata territoriale, visto che film come questi si ripetono: alla ribalta sempre un Nord corrotto e lercio, alla faccia di chi lo spaccia troppo facilmente per la parte esemplare del Paese. Non una consolazione, ma una constatazione.