Dove puzza la fogna italiana

Sabato 8 febbraio 2014 da " La Gazzetta del Mezzogiorno "

Lascia un Commento Inserito da Lino Patruno

In pubblicità non esiste la cattiva pubblicità, esiste la pubblicità e basta. E’ una fra le regole estreme della comunicazione. Puoi dire tutto il peggio possibile, conta che si parli di qualcosa o qualcuno più che come. Lo sa da tempo quel marpione di Grillo che l’ha imparato da comico. E che incarna l’altra famosa regola, a volte si è più visibili non essendoci che essendoci. Più non compare più fa notizia. Bisognerebbe non parlare di lui per non fare il suo gioco. Invece anche questo “Guastafeste” ci casca. Ancorché parta da Grillo per andare purtroppo molto più lontano. Investendo i costumi nazionali al di là di lui. 

 TUTTI CONTRO LA POLITICA In questo momento Grillo sa che dare il peggio di se stessi equivale a dare il meglio. Più si spara più si è. Ecco gli insulti del suo blog alla Boldrini per chiederci cosa faremmo in auto con lei e ipotizzare orizzonti sessuali orali. E per accomunare alla presidente della Camera anche le parlamentari del Pd insinuate di posto conquistato fra le lenzuola. E vai con la puntuale fogna di Facebook. Nel frattempo il presidente di una Regione confessa amore clandestino con una sua dirigente pare promossa per questo, dopo che un suo assessore aveva imposto il contratto di un rapporto a settimana a una impiegata in cambio di carriera. Ci chiediamo dove andremo a finire e più ce lo chiediamo più ci siamo già.

 Fatto è che Grillo è stato votato dal 25 per cento degli italiani, che l’approvano anche per le sue volgarità note da sempre. Certamente il suo elettore vorrebbe un fuoco purificatore su tutta la politica italiana più che parolacce. Ma difficile che una voce inviti alla decenza. E che per questo Grillo perda un voto, anzi con la Boldrini ne ha guadagnati. Né il resto del Paese sembra indignato oltre la chiacchiera da bar. Indignazione a comando anche per l’ingordigia di consiglieri regionali che si pagano di tutto, dalle mutande ai preservativi, con i soldi dei poveri fessi dei contribuenti. E indignazione d’ufficio anche per il Mastrapasqua dai 25 incarichi contemporanei che non versa allo stesso Inps di cui è presidente i contributi per i lavoratori di un ospedale del quale è direttore: auto-truffa a se stesso (se stesso un corno). L’unica costante è la tiritela contro la politica, additata come unica cattiva in un panorama altrimenti di sedicente Grande Bellezza.

 Ma proprio in questi giorni lo storico Galli Della Loggia ha raccontato del rumore di fondo di bestemmie e trivialità che ogni giorno lo investe da una scuola media che dà sulla sua casa a Roma. Ragazzotti, soprattutto ragazzotte di meno di 14 anni dalle bocche di fogna e dal linguaggio da bettola. Ma basta vedere un qualsiasi film giovanilistico per gustare un turpiloquio tanto più ipocritamente imbarazzante quanto più di successo al botteghino. Basta vedere le sedute di laurea trasformate da sacralità di una vita in carnevalate di travestimenti e trombette. Basta capitare in un addio al nubilato e al celibato. Basta sedere in una curva calcistica per capire perché gli stadi si svuotano di tifosi tanto quanto si riempiono di pericoli mentre altrove sono frequentati come salotti. Sempre dito puntato solo sulla politica in ogni caso peggiore della società civile, si ripete civile?

  COME TI COMPORTI TU Vedi l’evasione fiscale del popolo ammirato in tutto il mondo per il suo presunto saper vivere. Coi datori di lavoro che dichiarano al fisco meno dei  loro dipendenti essendo però più compresi che riprovati. Vedi la studentessa che non pagava tasse universitarie perché povera e girava in Ferrari. Vedi chi evita il ticket sanitario perché falsamente nullatenente e mai con uno scrupolo verso il povero vero che lo versa anche perché il falso nullatenente non lo fa. Vedi la corruzione più alta d’Europa manco fossimo una repubblica delle banane e con un appalto su tre che non procede senza tangenti. Vedi i magistrati incontinenti di notorietà che parlano delle sentenze appena emesse come comari di quartiere. Vedi l’illegalità diffusa delle regole violate, delle furbizie, delle arroganze, delle raccomandazioni, delle prevaricazioni. Vedi il tanto peggio tanto meglio dei disvalori scambiati per valori. E vedi l’alibi permanente su chi ci ha ridotti così.

 Ci siamo ridotti così da noi, abbiamo perso etica e moralità più che prodotto interno lordo e lavoro. Ce la prendiamo con i politici non accorgendoci che al posto loro faremmo lo stesso.