Una brillante carriera da ricercatori .....a ricercati - Film "Smetto quando voglio

Venerdì 14 Febbraio 2014 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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SMETTO QUANDO VOGLIO – di Sydney Sibilia. Interpreti: Edoardo Leo, Valeria Solarino, Valerio Aprea e la banda tutta dei ricercatori universitari. Commedia, Italia, 2013. Durata: 1h 40 minuti.

 

L’Italia è il Paese d’Europa col più basso numero di laureati. Quindi si sviluppa meno perché tutti dicono che la formazione è alla base dello sviluppo. Tutti dicono anche che un titolo di studio sarà sempre più decisivo per avere un lavoro. Quindi ragazzi laureatevi sia per far crescere l’Italia sia per far crescere voi stessi. Sembra così semplice da non capire perché non si faccia.

 Per capirlo basta vedere la banda di laureati eccellenti di “Smetto quando voglio”. Un neurobiologo, un chimico, un archeologo, due latinisti, un antropologo, un economista dinamico, un ingegnere gestionale. Invece di fare il loro mestiere, fanno il lavapiatti, il benzinaio, il muratore, il pescatore e così via. Perché? Un po’ perché col taglio dei fondi l’università li sbatte fuori quanto più ammira il loro talento. Un po’ perché quanto più sei laureato tanto più sei pericoloso e lo devi nascondere: diventa un handicap invece che un vantaggio visto quali lavori ti offrono e visto soprattutto quanto (non) ti pagano. Se sei dottore sei perduto.

 Così al più disperato di loro, Pietro (Edoardo Leo), tanto brillante quanto ovviamente  disoccupato neurobiologo, viene l’idea da Bingo: produciamo una pasticca da discoteche. Insomma droga. E siccome fra i compagni di sventura dell’università c’è gente del mestiere, la fanno artigianale (dallo zucchero a velo ai chiodi di garofano agli shampoo), non proibita dalla legge e soprattutto uno sballo tale da sgominare la concorrenza. Iniziali scrupoli ma poi la fame prevale.

 Così gli ex morti di fame sono sotterrati di soldi. Cominciando a dare nell’occhio ancorché, come si dicono fra loro, possano smettere quando vogliono. Fatto sta che passano da ricercatori a ricercati, da onesti a sgangherata banda degli onesti, in regola più con la legge che con la coscienza. Soprattutto non sono nelle regole della malavita scavalcata, che più che terra sotto i piedi gli vuol mettere i piedi sotto terra. Ma non manca la sorpresa finale.

 Da scommetterci che il giovane regista e autore Sydney Sibilia (non solo 32 anni ma terrone di Salerno) non fosse granché lontano dai suoi imbranati personaggi tanto perdenti quanto intraprendenti. Si deve spiegare così la fulminante idea di questo film sorprendente, bislacco, surreale, una commedia agrodolce senza parolacce, senza battute tv, tanto un tocco di fresco divertimento quanto un tocco di amaro commento. Ragazzi provateci, non spegnete mai la vostra lampadina.

  Peccato venale qualche cedimento del racconto, in divertita e divertente forma tutti i protagonisti (nessuna donna, perché?), azzeccata la fotografia coi colori intensi del paradosso. Se in futuro non si metteranno tutti a spacciare, significa che per loro sarà andata meglio di tanti laureati smarriti fra illusione e realtà.